Horror & Thriller

[recensione] La vendetta di un uomo tranquillo di Raúl Arévalo

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Il film che ha visto trionfare Ruth Diaz come migliore attrice protagonista e Luis Callejo come miglior attore non protagonista a Venezia 73. Un gioiellino di cinema vero.

Non è mai tardi per la vendetta

La vendetta di un uomo tranquillo (Tarde para la ira) è l’opera prima da regista dell’attore Raúl Arévalo (classe 1979), il cui talento recitativo era già stato riconosciuto più volte dalla critica in film come Los girasoles ciegos, Ballata dell’odio e dell’amore, También la lluvia e La isla mínima. Questo lavoro sorprendente e cattivo, frutto della penna di un attore che qui diventa Autore, non ha nulla di geografico, non ha nulla del folklore e del sapor di nacchera di tanto cinema spagnoleggiante. Potrebbe essere ambientato anche in Alaska: il suo tema portante, la vendetta, lo pervade in ogni fibra ed è connesso all’uomo in quanto tale, in quanto bestia ferita dotata di raziocinio e capacità di proiezione del pensiero.

La vendetta di un uomo tranquillo locandinaJosé (il qui monoespressivo Antonio de la Torre), è un uomo che non ha più nulla da perdere. Intontito dal dolore e dagli anni passati a covarlo, si cala glaciale nella fossa dei leoni senza vacillare un attimo. L’inconsapevole e vitale fluido sociale in cui egli nuota come squalo a caccia di sangue, lo lambisce senza bagnarlo, quasi fosse vitreo. Ma vitreo ormai è solo il suo pensiero ossessionato, talmente fermo da non trasparire mai all’esterno, se non quando si tramuta in azione.

Novantadue minuti di puro cinema.

La regia è partecipata, presente, emotiva, a tratti concitata. Quasi attrice sovraprotagonista del dramma. Qui, chi sta dietro la macchina da presa vive e soffre con gli attori, li rispetta, li ama, li penetra nell’animo senza violarli e li conduce con tatto alla fine senza stremarli, quasi carezzandone lo strumento creativo. Delicatezza maggiormente preziosa quanto più il film è ruvido, asciutto, spietato. L’unica pietas infatti è quella del protagonista José nei confronti dei suoi affetti perduti, sentimento che ben presto si svela in tutta la sua follia deterministica. Ciò che resta in conclusione della rocambolesca seppur lineare storia è il respiro dei personaggi, tutti, nel silenzio di un’alba bruciata. Vincitrice di quattro premi Goya (Miglior Regia, Miglior Sceneggiatura, Miglior Film, Miglior Attore non protagonista), la pellicola trova la sua struttura e la sua forza anche nel contrappunto interpretativo dei due bravissimi Ruth Diaz e Luis Callejo, in costante e distante dialogo per tutta la durata del film. I due sono stati meritatamente insigniti del premio più ambito nelle rispettive categorie della sezione Orizzonti all’ultimo Festival Internazionale dell’Arte cinematografica di Venezia: Miglior Attrice protagonista Ruth e Miglior Attore non protagonista Luis.

Di seguito il trailer ufficiale italiano di La vendetta di un uomo tranquillo, nei cinema dal 30 marzo:

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