Home » Cinema » Horror & Thriller » Amityville III, Richard Fleischer ricorre al 3-D per aggiornare la saga, fallendo

Voto: 4/10 Titolo originale: Amityville 3-D , uscita: 18-11-1983. Budget: $6,000,000. Regista: Richard Fleischer.

Amityville III, Richard Fleischer ricorre al 3-D per aggiornare la saga, fallendo

16/06/2024 recensione film di Marco Tedesco

Un film ricordato solo per la prima apparizione importante della giovanissima Meg Ryan

Tess Harper in Amityville III (1983) horror

Amityville III, o 3-D, cavalcava l’onda del rinnovato interesse per i film stereoscopici, arrivando nelle sale americane nel novembre del 1983 dopo che Lo Squalo 3-D aveva fatto registrare bei numeri al botteghino estivo.

Prodotto da Dino De Laurentiis, già dietro ad Amityville II: The Possession (1982), questo terzo capitolo del franchise sulla casa infestata più famosa degli USA voleva semplicemente essere un ‘incasso facile e veloce’ per monetizzare la ‘mania del 3-D’ e il successo dei suoi predecessori.

E se i primi due capitoli sono tutt’altro che dei capolavori, col secondo che ha palesemente aveva copiato L’Esorcista, Amityville 3-D è talmente sciatto e dozzinale da farli sembrare dei classici dell’horror al confronto.

Il personaggio centrale è John Baxter (Tony Roberts), un giornalista investigativo per una rivista che smaschera bufale paranormali e leggende metropolitane. Nella scena iniziale, lui e la sua partner Melanie (Candy Clark) smascherano una falsa seduta spiritica nella famigerata casa di Amityville al 112 di Ocean Avenue.

Amityville 3D (1983) film posterNonostante la storia di violenze della casa, Baxter la compra. È nel bel mezzo di un divorzio conflittuale dalla moglie Nancy (Tess Harper), che vieta alla figlia adolescente Susan (Lori Loughlin) di fargli visita. Lisa, l’amica di Susan (Meg Ryan, al suo primo ruolo importante in un film), è ossessionata dai fantasmi e ben presto si tengono vere e proprie sedute spiritiche al terzo piano, con gli occhi abbaglianti delle finestre della casa a osservare.

Baxter, scettico sia personalmente che professionalmente, è il protagonista perfetto per incarnare l’eterna dicotomia tra scienza e ‘magia nera’ che caratterizza il genere horror. Si sente a suo agio a trasferirsi nella casa infestata perché non crede ai fantasmi o ai demoni, ma sappiamo che alla fine dovrà ricredersi.

Il problema è che Tony Roberts, noto per i ruoli di supporto nei film di Woody Allen, interpreta il protagonisti in modo piattissimo. I suoi discorsi sulla razionalità mancano di reale convinzione e mostra ben poche emozioni anche di fronte alla tragedia personale.

Gli altri attori del cast di Amityville III non se la cavano meglio, ridotti a pronunciare frasi tese semplicemente a far avanzare la trama di un altro po’.

Scritto da David Ambrose (D.A.R.Y.L.) con lo pseudonimo di William Wales, Amityville 3-D prende pesantemente in prestito dai precedenti film di Amityville e da altri franchise horror, in particolare Il Presagio (1976) e i suoi sequel. La tecnologia associata alla ricerca parapsicologica, assente nei primi due capitoli, è ora presente in modo preponderante, probabilmente influenzata da sviluppi simili visti in Poltergeist (1982) di Tobe Hooper e Steven Spielberg.

La sceneggiatura non è certo rifinita o profonda, e Richard Fleischer non fa nulla per mitigare la sensazione di B movie realizzato in fretta e furia. Il regista, esperto attraversatore di generi, che aveva alle spalle ottimi titoli come Viaggio allucinante (1966) e 2022: i sopravvissuti (1973), si approccia infatti ad Amityville 3-D in modo meccanico, prosciugando ogni quid di tensione e rendendolo di fatto poco accattivante.

Tuttavia, c’è un aspetto da ‘guilty pleasure’ in Amityville 3-D, soprattutto nei suoi grossolani effetti stereoscopici. Richard Fleischer non perde mai l’occasione di far ‘uscire’ qualcosa dallo schermo, a volte con successo, come quando un palo di metallo si schianta contro il parabrezza di un’auto, e altre volte in modo bizzarro.

Insomma, se i primi due film della serie di Amityville erano caratterizzati da un tono relativamente grave, questo terzo capitolo, proprio come il suo personaggio centrale, non si prende mai del tutto sul serio. Precipita in un mondo sotterraneo mal definito, cercando di creare momenti di terrore senza convinzione e mancando dell’audacia di una parodia diretta. Involontariamente divertente e mai genuinamente spaventoso, è semplicemente disastroso. Purtroppo, come sappiamo, in futuro le cose non sarebbero andate molto meglio.

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