Voto: 5/10 Titolo originale: Matchbox the Movie , uscita: 05-10-2026. Regista: Sam Hargrave.
Matchbox, recensione: John Cena corre a tutta velocità, ma il film Apple TV è un giocattolo senza idee
17/10/2026 recensione film Matchbox: Il film di Marco Tedesco
Sam Hargrave trasforma le celebri automobiline Mattel in una commedia d'azione tra spie, inseguimenti e nostalgia anni Novanta. Il risultato è un blockbuster che investe tutto nello spettacolo, dimenticando personaggi e originalità

Dopo Barbie, anche le automobiline Matchbox diventano protagoniste di un film. Ma se Greta Gerwig aveva trovato nel celebre giocattolo Mattel l’occasione per interrogarsi sull’identità e sull’immaginario contemporaneo, Matchbox: il film sembra interessato soprattutto a trasformare un marchio riconoscibile in un pretesto per inseguimenti, esplosioni e battute. Diretto da Sam Hargrave, già regista dei due Tyler Rake, e interpretato da John Cena, il film disponibile su Apple TV è una commedia d’azione che promette divertimento spensierato, ma finisce per rivelare tutti i limiti di un cinema costruito attorno alla riconoscibilità commerciale anziché a un’idea narrativa.
La storia comincia alla fine degli anni Novanta, quando cinque amici trascorrono i pomeriggi nell’officina di Smalley (Bill Camp), meccanico appassionato di automobiline Matchbox. Tra loro ci sono Sean e Aimee, legati da un sentimento che il ragazzo non trova mai il coraggio di dichiarare. Quasi trent’anni dopo, Sean (John Cena) è diventato un agente della CIA, mentre Aimee (Jessica Biel) lavora come autista di ambulanza.
La morte di Smalley riporta Sean nella cittadina natale, dove ritrova anche Ted (Arturo Castro), Crosby (Sam Richardson) e Charmaine (Teyonah Parris). Ma la rimpatriata prende una piega imprevista quando il gruppo viene rapito e coinvolto in un’operazione legata alla scomparsa di una testata nucleare. Accusati di essere implicati nel furto, i cinque devono recuperare l’ordigno per dimostrare la propria innocenza.
Il problema fondamentale di Matchbox emerge già dalla premessa: il legame tra il marchio Mattel e la storia raccontata è quasi esclusivamente decorativo. Le automobiline rappresentano un ricordo condiviso dell’infanzia, un simbolo di amicizia e nostalgia, ma non influenzano realmente la costruzione del racconto.
Il film avrebbe potuto chiamarsi in qualsiasi altro modo senza modificare sostanzialmente la trama. La sceneggiatura di David Coggeshall utilizza infatti una struttura estremamente familiare: un professionista addestrato alla violenza trascina persone comuni in un’avventura internazionale, mentre ciascuno scopre di possedere competenze insospettabilmente utili.
Aimee è un’ottima guidatrice, Charmaine sa pilotare un elicottero, Ted conosce la chimica e Crosby è incaricato soprattutto delle reazioni comiche. Le loro abilità sembrano predisposte per risolvere gli ostacoli della sceneggiatura, più che emergere da personalità realmente sviluppate.
Anche il rapporto sentimentale tra Sean e Aimee rimane ancorato a un’idea piuttosto convenzionale di nostalgia: il ragazzo che non ha mai dimenticato la propria cotta adolescenziale e torna, decenni dopo, per scoprire che forse nulla è cambiato.
Con un passato da stuntman e coordinatore degli stunt, Hargrave possiede indubbiamente le competenze per orchestrare sequenze spettacolari. Un incidente aereo e un inseguimento autostradale offrono alcuni dei momenti più riusciti, grazie alla fisicità delle acrobazie e alla gestione degli spazi.
Eppure, l’azione raramente produce autentica tensione. Le sequenze si susseguono con regolarità quasi meccanica, senza che il pericolo abbia conseguenze emotive significative. Le esplosioni sono numerose, ma i personaggi sembrano attraversarle senza trasformarsi, come se ogni scena dovesse semplicemente condurre alla successiva.
È una differenza importante rispetto ai migliori film d’azione: non basta costruire una coreografia tecnicamente elaborata, bisogna anche convincere lo spettatore che qualcosa sia davvero in gioco.
La continua alternanza tra sparatorie e battute finisce inoltre per indebolire entrambi gli elementi. L’umorismo si affida soprattutto allo stupore dei civili davanti alle capacità letali di Sean, ripetendo una dinamica che perde rapidamente efficacia.
John Cena conserva il carisma e la presenza fisica necessari per sostenere un action movie, ma Sean è un protagonista troppo prevedibile per permettergli di esprimere la vena comica e autoironica mostrata altrove. La sua combinazione di invincibilità professionale e timidezza sentimentale offre qualche momento divertente, senza diventare una caratterizzazione convincente.
Jessica Biel, tornata al cinema dopo una lunga assenza, interpreta Aimee con energia, ma il personaggio rimane sostanzialmente definito dalla passione per le automobili e dal rapporto con Sean. Sam Richardson, Teyonah Parris e Arturo Castro riescono occasionalmente a strappare un sorriso, mentre Golshifteh Farahani, nei panni della trafficante d’armi Robbie, introduce una vivacità che il film avrebbe potuto sfruttare maggiormente.
Il cast è sufficientemente solido da rendere sopportabili anche i passaggi meno ispirati. Non riesce però a compensare una scrittura che tratta i personaggi come funzioni narrative, anziché come individui con desideri e contraddizioni.
Il confronto con Barbie è inevitabile, ma la differenza non riguarda semplicemente l’ambizione intellettuale. Un film sulle automobiline Matchbox non deve necessariamente contenere una riflessione sociale per funzionare. Potrebbe bastare un’avventura automobilistica originale, capace di recuperare il senso di libertà e immaginazione associato al gioco infantile.
Hargrave, invece, sembra limitarsi a ingrandire le automobili e inserirle in un action thriller convenzionale, senza tradurre in linguaggio cinematografico ciò che rendeva speciale il giocattolo.
Ne deriva un prodotto tecnicamente competente, occasionalmente divertente, ma sorprendentemente anonimo. Matchbox: il film non fallisce perché nasce da un marchio commerciale, bensì perché non trova mai una ragione creativa per esistere oltre quel marchio. E quando arrivano i titoli di coda, delle sue automobiline rimane soprattutto la sensazione di aver assistito a una pubblicità molto lunga.
Su Apple TV+ dal 9 ottobre.
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