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Voto: 6/10 Titolo originale: Practical Magic , uscita: 16-10-1998. Budget: $75,000,000. Regista: Griffin Dunne.

Recensione story: Amori & Incantesimi di Griffin Dunne (1998)

05/04/2026 recensione film di Gioia Majuna

Un film imperfetto ma unico, che trasforma una favola romantica in un racconto sorprendentemente lucido su trauma, sorellanza e autonomia femminile

Sandra Bullock e Nicole Kidman in Amori & incantesimi (1998)

Amori & incantesimi, diretto da Griffin Dunne nel 1998 e interpretato da Sandra Bullock e Nicole Kidman, è uno di quei film che all’uscita sembravano sbagliati e col tempo sono diventati necessari. Accolto freddamente, percepito come un oggetto incapace di decidere cosa volesse essere davvero — commedia romantica, racconto di streghe, melodramma familiare o thriller soprannaturale — oggi appare invece proprio per questo così riconoscibile.

La storia segue Sally e Gillian Owens, due sorelle cresciute dentro una stirpe segnata da una maledizione che condanna a morte ogni uomo amato da una donna della famiglia. Quando il compagno violento di Gillian entra nella loro vita e continua a perseguitarle anche oltre la morte, le due sono costrette a fare i conti insieme con il trauma, il desiderio e il peso della loro eredità.

La grande intuizione del film sta nel non usare la magia come semplice decorazione, ma come linguaggio emotivo: incantesimi, erbe, rituali e oggetti tramandati servono a dare forma visibile a questioni molto concrete, come il lutto, la paura e soprattutto la difficoltà di spezzare davvero il legame con la violenza maschile.

In questo senso Jimmy (Goran Visnjic) non è solo un antagonista, ma la personificazione di una minaccia che rifiuta di sparire, che ritorna e si insinua anche quando dovrebbe essere finita. Il soprannaturale non alleggerisce il dramma, lo rende più netto.

Ma Amori & incantesimi non vive solo nella sua oscurità. La sua forza più duratura è la sorellanza, non come slogan ma come struttura del racconto. Sally e Gillian sono opposte solo in apparenza: una cerca stabilità, l’altra il rischio, ma il film le riconduce sempre a un legame primario che precede tutto il resto.

È questo il motivo per cui continua a essere ricordato oggi: non per il romanticismo, ma per come racconta il rapporto tra donne come forma di sopravvivenza. Anche le zie e la comunità femminile costruiscono un universo in cui il potere non è mai individuale, ma condiviso.

Dove il film resta più fragile è nel bisogno di ricondurre parte del caos a una chiusura sentimentale più convenzionale, perdendo qualcosa della sua verità più forte. Eppure è proprio questa tensione a renderlo unico.

Insomma, Amori & incantesimi non è perfetto, ma è uno di quei rari casi in cui l’imperfezione coincide con l’identità: usa la favola per parlare di dolore, l’ironia per accompagnare il lutto e la stregoneria per raccontare autonomia e paura. Per questo oggi appare più moderno di quanto sembrasse allora: perché dentro il suo tono instabile custodisce un discorso lucidissimo sul prezzo dell’amore e sulla forza delle donne quando smettono di sentirsi sole.

Il trailer di Amori & Incantesimi:

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