Anthony Hopkins è inquietante e macabro in questo horror su Netflix: il ruolo che batte Hannibal Lecter
24/09/2026 news di Andrea Palazzolo
Il film con Anthony Hopkins sugli esorcismi veri del 2011. Un thriller soprannaturale diverso da L'esorcista, basato su eventi reali.

Settembre 2026 ha portato su Netflix una piccola perla che molti appassionati di cinema horror potrebbero essersi persi: Il Rito, film del 2011 con Anthony Hopkins che esplora il tema della possessione demoniaca in modo radicalmente diverso rispetto ai canoni del genere. Aggiunto silenziosamente al catalogo il primo del mese, questo thriller soprannaturale rappresenta un contraltare affascinante a L’esorcista, il capolavoro di William Friedkin che dal 1973 continua a definire gli standard del sottogenere.
Il Rito si basa liberamente su The Rite: The Making of a Modern Exorcist, resoconto della vita reale di Padre Gary Thomas. Al centro della narrazione c’è Father Lucas Trevant, interpretato da un Anthony Hopkins lontano dai fasti di Hannibal Lecter ma non meno magnetico. Il suo personaggio è un sacerdote tormentato dal dubbio, che attraversa una crisi di fede mentre viene chiamato a confrontarsi con casi di presunta possessione demoniaca.
Qui sta il cuore pulsante del film, ciò che lo rende diverso. Dove pellicole come L’esorcista puntano tutto sulla spettacolarizzazione dell’orrore, sulle scene scioccanti e sulla tensione viscerale, Il Rito sceglie una strada più contemplativa. Il ritmo è più lento, deliberatamente antispettacolare. Alcuni critici lo hanno considerato un difetto, ma è proprio questa scelta stilistica a renderlo interessante per chi cerca qualcosa di più cerebrale.

Il film non evita completamente i momenti di tensione o le scene inquietanti, ma li subordina a un’indagine più profonda sulla natura della fede, del dubbio e della vocazione religiosa. Come si passa dallo scetticismo alla convinzione che il male soprannaturale esista davvero. Come un uomo può prepararsi a diventare esorcista quando la sua stessa fede vacilla. Sono domande che raramente trovano spazio nel cinema horror mainstream, troppo occupato a far sobbalzare gli spettatori sulla poltrona.
L’atmosfera che Håfström costruisce è densa, opprimente in modo diverso rispetto ai classici del genere. Non si tratta di terrore improvviso, ma di un disagio esistenziale che permea ogni scena. La fotografia privilegia toni cupi e ambientazioni claustrofobiche, accompagnando lo spettatore nel viaggio interiore del protagonista tanto quanto in quello letterale attraverso i riti della Chiesa.
Anthony Hopkins porta al ruolo quella intensità trattenuta che caratterizza le sue migliori interpretazioni. Il suo Padre Lucas è un uomo complesso, segnato dall’esperienza, che deve trasmettere a un giovane seminarista riluttante non solo le tecniche dell’esorcismo, ma il senso stesso di quella chiamata. È un mentore imperfetto, umano, ben lontano dagli stereotipi del prete cinematografico.
Per chi ha amato L’esorcista e cerca qualcosa che dialoghi con quel capolavoro senza limitarsi a imitarlo, Il Rito rappresenta un’opzione perfetta. Non sostituisce l’originale di Friedkin in termini di impatto viscerale o di influenza culturale, ma lo completa esplorando angolazioni diverse dello stesso fenomeno. È il perfetto esempio di come un sottogenere possa evolversi senza tradire la propria essenza.
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