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Titolo originale: Wonder Woman 1984 , uscita: 16-12-2020. Budget: $200,000,000. Regista: Patty Jenkins.

Dopo Obsession, questa scena di Wonder Woman 1984 diventa molto più controversa

08/09/2026 news di Stella Delmattino

A sei anni dal film con Gal Gadot, l’horror di Curry Barker permette di rileggere sotto una luce diversa il controverso ritorno di Steve Trevor

gal gadot wonder woman 1984 film

A prima vista, Wonder Woman 1984 e Obsession non potrebbero essere più lontani. Il primo è un cinecomic DC costruito intorno a supereroi, desideri e spettacolo; il secondo è l’horror di Curry Barker che nel 2026 ha trasformato una fantasia romantica in un incubo sul possesso. Eppure, messi uno accanto all’altro, i due film condividono un’idea sorprendentemente simile: ottenere attraverso il soprannaturale la persona che si desidera, sacrificando l’autonomia di qualcun altro.

Come fa notare DC Film News su X, è un parallelo particolarmente interessante perché Obsession porta in primo piano proprio ciò che Wonder Woman 1984 aveva lasciato quasi ai margini. Nel film di Patty Jenkins, infatti, il ritorno di Steve Trevor nasconde un problema etico molto più complicato della semplice resurrezione dell’uomo amato da Diana.

Steve Trevor non torna davvero in vita

Diana Prince entra in contatto con la Pietra dei Sogni e desidera riavere Steve. Il desiderio viene esaudito, ma con una condizione piuttosto bizzarra: Steve non ricompare con il proprio corpo. La sua coscienza prende invece possesso di un uomo che esiste già, interpretato da Kristoffer Polaha e accreditato semplicemente come Handsome Man.

Il film rende visivamente la situazione attraverso Chris Pine perché Diana riconosce in quell’uomo Steve, ma ciò non cambia ciò che sta accadendo materialmente: per tutto il periodo in cui Steve è tornato, il proprietario di quel corpo non sembra avere alcun controllo sulla propria esistenza. Steve utilizza il suo appartamento, indossa i suoi vestiti, mette il suo corpo in pericolo e intraprende con Diana una relazione che implica anche un rapporto sessuale.

La questione provocò discussioni già nel 2020 proprio perché quell’uomo non può esprimere alcun consenso. Patty Jenkins sostenne sui social una lettura della situazione riconducibile alla tradizione cinematografica del body swap, ma il punto continua a risultare problematico: qui non vediamo due persone scambiarsi reciprocamente i corpi. Una delle due, semplicemente, scompare finché il desiderio di Diana rimane attivo.

Obsession trasforma la stessa idea in un horror

È qui che il confronto con Obsession diventa interessante. Bear è innamorato di Nikki e utilizza il One Wish Willow per desiderare che lei lo ami più di chiunque altro al mondo. La magia esaudisce letteralmente la richiesta, trasformando però Nikki in qualcosa che Bear non aveva previsto.

Obsession (2025) film horror barkerQuello che inizialmente sembra il coronamento di una fantasia sentimentale diventa progressivamente una forma di prigionia. Nikki perde la possibilità di determinare liberamente sentimenti e comportamenti; la sua ossessione per Bear diventa assoluta e distruttiva. Come abbiamo visto anche analizzando il finale del film, la vera Nikki sembra in alcuni momenti riuscire a riaffiorare dall’interno, terrorizzata da ciò che il suo stesso corpo sta facendo.

La perdita dell’autonomia non è quindi un effetto collaterale della storia: è l’orrore stesso. Bear voleva eliminare la possibilità di essere rifiutato e il suo desiderio finisce per eliminare la libertà della persona che sostiene di amare. È proprio questo ribaltamento della fantasia romantica ad aver contribuito alla fortuna critica e commerciale del film di Barker.

Diana e Bear non sono la stessa cosa, ma il meccanismo è simile

Naturalmente sarebbe semplicistico trasformare Diana nella versione supereroistica di Bear. Le intenzioni sono differenti. Diana non desidera impossessarsi di qualcuno e, quando formula il desiderio, non sa che Steve tornerà utilizzando il corpo di un innocente. Anche Wonder Woman 1984 costruisce il suo arco narrativo intorno alla necessità di rinunciare a ciò che si desidera quando il prezzo diventa troppo alto.

Il problema è ciò che accade dopo. Una volta compreso il meccanismo, Diana continua ad accettarlo perché riavere Steve significa recuperare qualcosa che credeva perduto per sempre. E quando infine rinuncia al desiderio, la decisione viene collegata soprattutto alla necessità di recuperare i propri poteri e fermare Maxwell Lord, non al diritto dello sconosciuto di riavere il proprio corpo. È proprio questa rimozione ad aver alimentato per anni le critiche alla sottotrama.

Obsession mette a fuoco ciò che Wonder Woman 1984 lasciava fuori campo

Ed è per questo che rivedere oggi Wonder Woman 1984 dopo Obsession produce uno strano cortocircuito. Entrambi partono dal desiderio di essere insieme a qualcuno e introducono una forza soprannaturale capace di cancellare un ostacolo apparentemente insormontabile. In entrambi i casi, però, la realizzazione di quel desiderio passa attraverso la perdita di controllo sul corpo e sulla vita di un’altra persona.

La differenza è nel modo in cui i film guardano alle conseguenze. Obsession le trasforma nel centro della propria inquietudine; Wonder Woman 1984 preferisce concentrarsi sul dolore di Diana e sulla seconda possibilità concessa alla sua storia con Steve.

Questo non trasforma retroattivamente il cinecomic DC in un horror, né rende equivalenti Diana e Bear. Ma rende ancora più evidente perché il ritorno di Steve sia rimasto una delle scelte narrative più controverse del film: basta cambiare genere e punto di vista perché quella che voleva essere una malinconica fantasia romantica assuma improvvisamente contorni decisamente più inquietanti.

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