Guerra, proiettili e un Jake Gyllenhaal inarrestabile in questo thriller action su Prime Video
22/06/2026 news di Andrea Palazzolo
Il film di Guy Ritchie arrivato al cinema nel 2023, è ora su Prime Video. Il thriller con Jake Gyllenhaal trova il successo nello streaming.

The Covenant, il thriller militare di Guy Ritchie con Jake Gyllenhaal nel 2023 aveva fatto naufragio al botteghino. Ora è tornato in streaming grazie a Prime Video e sta vivendo una seconda vita. Ambientato durante la guerra in Afghanistan nel 2018, il film segue le vicende del sergente maggiore John Kinley. Kinley sopravvive a un’imboscata talebana grazie al coraggio straordinario del suo interprete afghano Ahmed, ruolo affidato all’attore danese di origini irachene Dar Salim. La storia prende una piega drammatica quando Kinley, tornato in patria, scopre che Ahmed e la sua famiglia non hanno ricevuto il passaggio sicuro verso gli Stati Uniti che era stato loro promesso come ricompensa per i servizi resi.
A quel punto il sergente decide di tornare nella zona di guerra attiva per portare in salvo l’uomo che gli ha salvato la vita, in una corsa contro il tempo prima che i talebani li raggiungano. Non si tratta di un semplice film d’azione: Guy Ritchie, noto principalmente per i suoi gangster movie britannici carichi di dialoghi serrati e montaggio frenetico, qui cambia registro senza perdere la sua cifra stilistica.
Il cast del film, oltre ai già citati Gyllenhaal e Salim, include nomi di peso come Antony Starr (il terrificante Patriota di The Boys) nel ruolo di Eddie Parker, Alexander Ludwig come il sergente Declan O’Brady, Jonny Lee Miller nei panni del colonnello Vokes ed Emily Beecham in quelli di Caroline Kinley, la moglie del protagonista. Un ensemble di talento che ha contribuito a dare spessore a una storia che avrebbe potuto facilmente scivolare negli stereotipi del genere bellico.

Eppure il passaparola positivo e le recensioni eccellenti non si sono dissolti dopo l’uscita dalle sale. Hanno semplicemente atteso il momento giusto per emergere, trovando nello streaming il terreno fertile che le sale cinematografiche non avevano saputo garantire. Sulle piattaforme di video on demand, dove gli utenti possono scoprire contenuti senza la pressione del biglietto acquistato o dell’hype del momento, film come The Covenant hanno una seconda chance. E spesso la sfruttano al meglio.
La storia raccontata da Ritchie tocca un tema delicato e attuale: il destino degli interpreti afghani che hanno collaborato con le forze NATO durante il conflitto. Molti di loro, dopo il ritiro delle truppe occidentali e il ritorno al potere dei talebani, sono rimasti intrappolati in Afghanistan nonostante le promesse di evacuazione. Il film non è basato su una singola storia vera, ma si ispira alle esperienze reali di numerosi interpreti che hanno rischiato e spesso perso la vita per aver aiutato le forze alleate.
Questa base di verità conferisce al racconto un peso emotivo che va oltre la pura adrenalina delle scene d’azione. Quando Kinley decide di tornare in Afghanistan per salvare Ahmed, non sta semplicemente ripagando un debito personale: sta riconoscendo il fallimento sistemico di un paese che ha abbandonato chi lo ha servito con fedeltà. Un tema universale che risuona con forza anche al di fuori del contesto americano.
Per Guy Ritchie, questo successo postumo rappresenta la conferma di una maturità artistica che va oltre i territori che lo hanno reso famoso. Dopo aver dimostrato di saper gestire grandi produzioni Disney come Aladdin, con The Covenant il regista londinese prova di poter affrontare con credibilità anche il cinema bellico, un genere denso di convenzioni e aspettative precise. La sua capacità di iniettare personalità stilistica senza snaturare le regole del genere è il vero punto di forza di questo lavoro.
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