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Titolo originale: Hellboy II: The Golden Army , uscita: 11-07-2008. Budget: $85,000,000. Regista: Guillermo del Toro.

Hellboy II: The Golden Army nasconde un legame con uno dei capolavori a fumetti di Alan Moore

27/08/2026 news di Stella Delmattino

Da Swamp Thing di Alan Moore al Dio della Foresta, The Golden Army condivide con il capolavoro DC un'idea romantica e malinconica del mostro

Ron Perlman e Selma Blair in Hellboy The Golden Army (2008)

A prima vista, Hellboy II: The Golden Army e Swamp Thing potrebbero sembrare appartenere a due universi completamente diversi. Eppure il film diretto da Guillermo del Toro nel 2008 condivide alcuni elementi profondi con quella che viene considerata una delle più importanti storie mai pubblicate dalla DC Comics: la Saga di Swamp Thing di Alan Moore.

Non si tratta di un adattamento nascosto né di un’influenza dichiarata da del Toro, ma di una sorprendente affinità tematica. Entrambe le opere raccontano infatti mostri innamorati, creature rifiutate dagli esseri umani e una natura che reagisce alla violenza dell’uomo. E soprattutto arrivano a una conclusione simile: forse non sono i mostri quelli di cui dovremmo avere paura.

Con Hellboy II, del Toro si prese molte più libertà rispetto al primo film. Se Hellboy cercava ancora di trasferire sullo schermo l’estetica dei fumetti di Mike Mignola, The Golden Army porta ovunque l’impronta personale del regista.

Le Fatine dei Denti, l’Angelo della Morte, l’Armata d’Oro e le numerose creature che popolano il film sembrano quasi provenire dallo stesso immaginario fiabesco e oscuro di Il labirinto del fauno. Ma è sotto questa superficie fantastica che emerge un’insospettabile vicinanza con Swamp Thing.

Hellboy e Swamp Thing sono prima di tutto due mostri innamorati

Quando Alan Moore iniziò a scrivere Swamp Thing nel 1984, trasformò radicalmente un personaggio nato nel 1971 dalla fantasia di Len Wein e Bernie Wrightson.

La svolta arrivò con The Anatomy Lesson: Swamp Thing non era realmente lo scienziato Alec Holland trasformato in una creatura vegetale. Era invece materia vegetale senziente che aveva assorbito i ricordi di Holland, convincendosi di essere lui.

Da quel momento, il personaggio trovò una nuova identità nel Verde, la forza elementale che collega la vita vegetale del pianeta. Ma nel lungo ciclo scritto da Moore c’è un’altra componente fondamentale: la storia d’amore tra Swamp Thing e Abby Arcane.

Una relazione apparentemente impossibile tra un essere umano e una creatura mostruosa che ricorda molto da vicino una delle ossessioni ricorrenti del cinema di Guillermo del Toro: la favola de La bella e la bestia.

È lo stesso principio che attraversa il rapporto tra Hellboy (Ron Perlman) e Liz Sherman (Selma Blair). Lui ha l’aspetto di un demone, lei possiede un potere pirocinetico che rende estremamente difficile qualsiasi rapporto con gli altri.

Eppure sono proprio le loro anomalie a renderli compatibili: Hellboy può sopportare letteralmente il fuoco di Liz.

Come accade tra Abby e Swamp Thing, inoltre, l’amore non serve a trasformare il “mostro” in qualcosa di più accettabile. Non esiste il premio finale della metamorfosi. La diversità della creatura rimane intatta e viene accettata proprio in quanto tale.

Il Dio della Foresta rivela il vero cuore di Hellboy II

Il parallelismo diventa ancora più interessante osservando il principe Nuada (Luke Goss).

Nuada ha assistito per secoli alla progressiva distruzione del mondo delle creature fantastiche provocata dall’espansione dell’umanità. La sua risposta è estrema: risvegliare l’Armata d’Oro e cancellare gli esseri umani.

È una versione radicalizzata dello stesso conflitto tra civiltà e natura che attraversa le storie di Swamp Thing.

swamp thing fumetti mooreLa connessione emerge soprattutto in una delle scene più belle di Hellboy II, quando Nuada libera nel cuore di New York l’ultimo Dio della Foresta, un’enorme creatura vegetale.

In un normale cinecomic, sarebbe semplicemente il gigantesco mostro che l’eroe deve eliminare. Del Toro compie invece una scelta completamente diversa.

Nuada avverte Hellboy che quella creatura è l’ultima della sua specie. Hellboy è costretto comunque a ucciderla, ma il film non presenta la sua morte come una vittoria.

Al contrario, è una tragedia.

Quando il corpo della creatura crolla tra gli edifici, dalla sua morte esplode nuova vegetazione: fiori e piante invadono per qualche istante il paesaggio artificiale della città. La morte genera nuova vita e la natura riconquista simbolicamente lo spazio che gli esseri umani le hanno sottratto.

È probabilmente il momento in cui Hellboy II arriva più vicino all’universo immaginato da Alan Moore.

E se in Hellboy II il problema fossero gli esseri umani?

C’è infine un’altra somiglianza fondamentale.

Nel ciclo di Moore, quando il rapporto tra Abby e Swamp Thing viene scoperto, la società reagisce perseguitando Abby. I due finiscono così per scegliere un’esistenza lontana da un mondo incapace di accettarli.

Qualcosa di simile accade a Hellboy.

Quando la sua esistenza diventa pubblica, gli esseri umani che ha protetto non reagiscono necessariamente con gratitudine: vedono le corna, la pelle rossa e l’aspetto demoniaco e rispondono con paura e ostilità.

È proprio questa contraddizione a rendere più ambiguo Nuada. Il principe resta l’antagonista e il suo progetto genocida non viene giustificato, ma il film permette di comprendere da dove provenga la sua rabbia: l’umanità ha progressivamente cancellato il mondo al quale appartiene.

Ed è qui che Hellboy II: The Golden Army smette definitivamente di essere soltanto un film di supereroi.

Come Swamp Thing di Alan Moore, racconta creature considerate mostruose che dimostrano una capacità di amare, soffrire e sacrificarsi spesso superiore a quella degli esseri umani che le giudicano.

Del Toro e Moore arrivano così, attraverso strade diverse, alla stessa inversione della vecchia favola de La bella e la bestia: la bestia non deve diventare umana per meritare amore. Forse è l’umanità che deve imparare a riconoscere la bellezza del mostro.

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