Il Presidente degli Stati Uniti non lascia il potere e l’America si ribella: il thriller distopico da vedere
03/09/2026 news di Andrea Palazzolo
Il thriller distopico sulla guerra di Alex Garland con Kirsten Dunst su un'America divisa da una seconda guerra civile.

Chi cerca un thriller distopico che sappia scuotere, far riflettere e offrire un’esperienza visiva memorabile può godersi uno dei migliori film di guerra moderni. Civil War, uscito nelle sale il 18 aprile 2024,
di Alex Garland e Kirsten Dunst e Wagner Moura e dovete recuperarlo.
Quando si pensa ai grandi film di guerra, la mente corre subito ai classici intramontabili. Salvate il soldato Ryan, Casablanca, Schindler’s List: opere che hanno definito il genere, dove ogni elemento – dalla fotografia immersiva al sound design devastante, dalle performance degli attori alla profondità emotiva – ha contribuito a creare pietre miliari del cinema che resistono al passare dei decenni.
Eppure Civil War di Alex Garland si inserisce con pieno merito in questa categoria di capolavori contemporanei. Il film ci presenta una versione alternativa e distopica dell’America, lacerata da una seconda guerra civile. Il conflitto non oppone semplicemente Nord e Sud come nell’Ottocento, ma vede lo scontro tra un governo federale diventato autoritario e diverse fazioni regionali determinate a separarvisi e a rovesciare un presidente canaglia al suo terzo mandato illegittimo, responsabile di aver ordinato attacchi aerei contro cittadini americani.
Civil War non è un action movie convenzionale centrato sulle battaglie e sugli scontri armati. Alex Garland compie una scelta registicamente precisa: seguire un gruppo di giornalisti che mette letteralmente in gioco la propria vita per attraversare un paese in fiamme. Il loro obiettivo è raggiungere Washington D.C. e intervistare il Presidente degli Stati Uniti prima che le Western Forces lo catturino o lo uccidano.
Protagonisti di questo viaggio verso il cuore delle tenebre americane sono quattro professionisti dell’informazione interpretati da Kirsten Dunst, Wagner Moura, Cailee Spaeny e Stephen McKinley Henderson. Ognuno di loro rappresenta una sfaccettatura diversa del giornalismo di guerra.
Non è un film su chi ha ragione o torto. È un film su cosa succede quando il tessuto sociale si disintegra completamente. È un monito su dove potremmo arrivare se certe dinamiche venissero portate alle estreme conseguenze. La regia di Alex Garland, già noto per Ex Machina e Annihilation, è impeccabile. La fotografia cattura immagini di una bellezza devastante: paesaggi americani iconici trasformati in zone di guerra, con quella particolare qualità della luce che rende ogni frame potenzialmente un manifesto.
Il contrasto tra la familiarità dei luoghi e l’orrore di ciò che vi accade crea un disagio sottile ma persistente. Per gli appassionati del genere, per chi cerca cinema che sfidi e provochi, per chi vuole vedere come il linguaggio cinematografico possa raccontare la guerra in modo nuovo, Civil War merita assolutamente la visione.
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