Home » Cinema » Sci-Fi & Fantasy » Il sequel di Prometheus cambia nome

Il sequel di Prometheus cambia nome

14/11/2015 news di Redazione Il Cineocchio

Ridley Scott ci ha ripensato un'altra volta

Ridley Scott ha dichiarato oggi a The Playlist che il sequel del suo Prometheus ha cambiato ancora una volta il titolo e ora si chiamerà Alien: Covenant (fino ad oggi il titolo ufficiale era Alien: Paradise Lost).

Il nuovo sottotitolo potrebbe far riferimento una sorta di ‘accordo’ [ovvero il ‘covenant’], presumibilmente tra gli Ingegneri e gli uomini.

Se ben poco ancora si sa della trama del film (solo che forse verrà coinvolto un nuovo gruppo di viaggiatori spaziali), sappiamo invece che le riprese cominceranno a febbraio in Australia.

Narnia Il Nipote del Mago film 2027
Sci-Fi & Fantasy

Narnia: Il Nipote del Mago, il trailer svela la rivoluzione di Greta Gerwig: rock, magia e un mondo tutto da creare

di Stella Delmattino

La regista di Barbie reinventa l'universo di C.S. Lewis con un'estetica psichedelica e suggestioni rock: Meryl Streep presta la voce ad Aslan, Emma Mackey interpreta Jadis

Dracula di Bram Stoker
Sci-Fi & Fantasy

Preparati ad Halloween con questo film fantasy a tinte horror che richiama Dracula

di Andrea Palazzolo

Tim Burton e Johnny Depp nel film che trasforma un vampiro settecentesco in un personaggio spaesato nella modernità degli anni '70.

godzilla minus zero film 2026
Sci-Fi & Fantasy

Godzilla Minus Zero, il nuovo trailer mostra una devastazione apocalittica

di Stella Delmattino

Takashi Yamazaki alza la posta nel sequel di Godzilla Minus One: nuove immagini di distruzione, prime reazioni entusiaste e anteprima italiana a Lucca Comics & Games

Andrew Garfield e Claire Foy in L'albero di Molto Lontano (2026) film flop
Sci-Fi & Fantasy

L’albero di molto lontano, recensione: una fiaba coloratissima che ha paura di perdere la sua innocenza

di William Maga

Andrew Garfield e Claire Foy guidano il fantasy tratto dai racconti di Enid Blyton: un'avventura visivamente incantevole, che però sacrifica l'imprevedibilità della fiaba a una rassicurante morale familiare