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Il successo di Backrooms e Obsession fa discutere Hollywood e irrita alcuni studios

10/06/2026 news di Stella Delmattino

L'agente di Tom Cruise e Natalie Portman ha elogiato il successo dei film di Kane Parsons e Curry Barker, scatenando il malumore di alcuni dirigenti

backrooms e obsession 2026

Il successo di Backrooms e Obsession continua a far discutere Hollywood. Questa volta al centro della polemica ci sono alcune dichiarazioni di Maha Dakhil, potente agente della CAA che rappresenta star del calibro di Tom Cruise, Natalie Portman e Anne Hathaway.

Durante il Forbes Iconoclast Summit tenutosi a New York il 3 giugno, Dakhil ha indicato i recenti successi di Kane Parsons e Curry Barker come la dimostrazione che oggi i creativi possono trovare nuove strade per realizzare le proprie idee.

«Stiamo vedendo che non abbiamo nemmeno bisogno degli studios per approvare le idee. Abbiamo solo bisogno di talento e coraggio.»

Secondo diverse fonti, il riferimento era proprio a Backrooms e Obsession, due produzioni nate fuori dai percorsi tradizionali di Hollywood e diventate rapidamente casi di studio per l’industria.

Le parole dell’agente non sarebbero però state accolte con entusiasmo da alcuni dirigenti degli studios, soprattutto da coloro che siedono nei comitati incaricati di approvare e finanziare i grandi progetti cinematografici.

Uno di loro ha risposto in modo piuttosto diretto:

«Tom Cruise si autofinanzierà? Sarà la Chiesa di Scientology a pagare tutto quello che fa? Come realizzi un film come Digger? Chi lo finanzia?»

Il riferimento è a Digger, il nuovo film di Tom Cruise diretto da Alejandro González Iñárritu, il cui budget sarebbe compreso tra 125 e 200 milioni di dollari.

Nonostante le critiche, diversi veterani dell’industria hanno espresso pubblicamente entusiasmo per il fenomeno rappresentato da Backrooms e Obsession. Jason Blum ha recentemente paragonato il lavoro di Barker e Parsons alla nuova ondata di cinema americano degli anni Settanta, mentre il produttore Peter Chernin, che ha cofinanziato Backrooms insieme ad A24, ha sostenuto che i grandi studios non possano continuare a vivere esclusivamente di sequel e franchise.

Al di là delle polemiche, il successo consecutivo di Obsession e Backrooms sembra aver acceso un dibattito più ampio sul futuro di Hollywood. Secondo il report, il lunedì successivo all’uscita di Backrooms numerosi dirigenti degli studios avrebbero chiesto ai propri collaboratori più giovani consigli su come comprendere e sfruttare meglio il fenomeno YouTube.

È probabilmente questo l’aspetto più significativo dell’intera vicenda. Il trionfo commerciale di due filmmaker cresciuti online sta costringendo Hollywood a interrogarsi sul proprio futuro e sul modo in cui vengono scoperti e valorizzati i nuovi talenti.

Come ha spiegato una fonte vicina a Dakhil, il suo intervento non voleva sminuire il ruolo degli studios, ma sottolineare come oggi esistano più percorsi per arrivare al pubblico:

«È un momento entusiasmante per l’industria. I giovani artisti hanno più strumenti che mai per sviluppare un’idea e il pubblico sta rispondendo. Un modello non esclude l’altro.»

Robert Bobroczkyi mostro backrooms 2026
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