Il videogioco che ha segnato un’intera generazione è al cinema con Jason Momoa nel cast e azione sfrenata
28/10/2026 news di Team Digital
Street Fighter riporta sul grande schermo Ryu, Ken e Chun-Li in un'avventura ricca di azione e nostalgia. Ecco perché vale la pena vedere il film.

Ci sono videogiochi che hanno segnato un’intera generazione, trasformando semplici pomeriggi davanti a un cabinato in ricordi impossibili da dimenticare. Street Fighter è senza dubbio uno di questi, e il suo ritorno sul grande schermo rappresenta un’occasione per riscoprire personaggi che hanno fatto la storia dell’intrattenimento. Diretto da Kitao Sakurai e arrivato nei cinema italiani il 15 ottobre 2026, il nuovo adattamento della celebre saga Capcom punta su combattimenti spettacolari, atmosfere nostalgiche e un cast sorprendente. Ma c’è un motivo particolare per cui questo film potrebbe conquistare anche chi non ha mai impugnato un joystick.
La pellicola, prodotta da Legendary Entertainment e Capcom, riporta gli spettatori nel 1993, quando le sale giochi rappresentavano un autentico punto di ritrovo e le sfide tra amici potevano trasformarsi in rivalità leggendarie. Un’ambientazione che non rappresenta soltanto un omaggio al passato, ma diventa parte integrante dell’identità del film. Al centro della storia troviamo Ryu e Ken Masters, interpretati rispettivamente da Andrew Koji e Noah Centineo. I due combattenti, un tempo inseparabili, hanno preso strade differenti, allontanandosi a causa di scelte personali e ferite mai completamente rimarginate.
Ryu ha deciso di abbandonare i combattimenti, mentre Ken continua a confrontarsi con le conseguenze del proprio passato. Le loro esistenze cambiano quando Chun-Li, interpretata da Callina Liang, li convince a partecipare al World Warrior Tournament, una competizione che riunisce alcuni dei combattenti più pericolosi del mondo. Quello che inizialmente sembra un semplice torneo nasconde però una cospirazione molto più grande. I protagonisti saranno costretti a confrontarsi non soltanto con avversari formidabili, ma anche con i propri errori e con un legame che il tempo ha profondamente trasformato.
La rivalità tra Ryu e Ken rappresenta così il cuore emotivo della vicenda, offrendo alla storia qualcosa di più di una successione di combattimenti. Sullo sfondo, naturalmente, non mancano le tecniche speciali e le mosse che hanno reso celebre il videogioco originale. Uno degli elementi più interessanti del film è senza dubbio il suo cast ricco di volti conosciuti e interpreti provenienti da mondi differenti. Accanto ai protagonisti troviamo Jason Momoa nei panni di Blanka, David Dastmalchian in quelli del temibile M. Bison e Cody Rhodes nel ruolo di Guile.
Particolarmente curioso è anche il coinvolgimento di Curtis Jackson, meglio conosciuto come 50 Cent, che interpreta Balrog, mentre il wrestler Roman Reigns presta il volto ad Akuma. Completano il gruppo, tra gli altri, Orville Peck nei panni di Vega e Olivier Richters in quelli di Zangief. Una scelta che contribuisce a rendere il film un vero spettacolo corale, dove ogni combattente possiede un’identità riconoscibile e uno stile personale.
Ma il principale motivo per concedere una possibilità a Street Fighter riguarda il suo approccio all’adattamento. Il regista Kitao Sakurai ha scelto di abbracciare apertamente l’estetica e l’energia degli anni Novanta, costruendo un’avventura che non nasconde le proprie origini videoludiche. Il risultato è un film che privilegia l’azione, l’ironia e il divertimento, senza pretendere di trasformare una saga di combattimenti in qualcosa di completamente diverso. Le sequenze d’azione cercano di valorizzare le caratteristiche dei singoli personaggi, mentre i riferimenti al materiale originale diventano parte integrante dell’esperienza.
Naturalmente, chi cerca una narrazione particolarmente complessa potrebbe trovare alcuni personaggi meno approfonditi del previsto. Il vero punto di forza dell’operazione risiede però nella sua capacità di recuperare lo spirito esagerato e spettacolare delle sale giochi. Street Fighter è quindi una visione consigliata soprattutto agli amanti dell’azione, agli appassionati di videogiochi e a chi desidera trascorrere due ore all’insegna della nostalgia. Non serve conoscere ogni capitolo della saga per lasciarsi coinvolgere: basta accettare le regole di un universo in cui un combattimento può decidere il destino dei protagonisti. E per chi è cresciuto tentando di eseguire un Hadouken perfetto davanti allo schermo, il ritorno di Ryu e Ken potrebbe avere un sapore davvero speciale.
© Riproduzione riservata




