L’action francese che mixa Taken e Bourne è il nuovo cult di Netflix, tra inseguimenti e scontri
01/07/2026 news di Andrea Palazzolo
Ad Vitam su Netflix: analisi del thriller action francese con Guillaume Canet che conquista il pubblico globale nonostante le critiche.

Siete fan di pellicole come Taken – Io Vi Troverò o la saga di Jason Bourne? Ma non riuscite a trovare nulla che riesca a eguagliare quello stile, quell’azione, quell’intrigo che penetra nelle ossa. La risposta per voi è Ad Vitam, thriller action francese diretto da Rodolphe Lauga e uscito nel gennaio 2025, disponibile su Netflix.
La trama di Ad Vitam non reinventa la ruota, ma la fa girare decisamente bene. Protagonista è Franck Lazarev, interpretato da Guillaume Canet, ex membro d’élite del GIGN, l’unità antiterrorismo francese equivalente al nostro GIS. La vita tranquilla di Franck viene squarciata quando mercenari mascherati irrompono nella sua abitazione, rapiscono la moglie incinta e lo incastrano per l’omicidio di un collega. Da quel momento, l’ex agente speciale è costretto a rimettersi in gioco, sfruttando quel particolare set di competenze che sperava di aver lasciato nel passato.
Inseguimenti, scontri a fuoco ravvicinati, coreografie mozzafiato: Franck deve correre contro il tempo mentre scopre che dietro tutto questo c’è il coinvolgimento del governo francese stesso. Un dettaglio interessante emerge in un flashback: anche la moglie di Franck era un’operativa del GIGN, e questo spiega perché durante l’irruzione combatte con la ferocia e l’abilità che ricorda le grandi icone action femminili del cinema.
Chi ha visto Ad Vitam non può fare a meno di notare il DNA cinematografico che lo attraversa. Il film attinge a piene mani dall’arsenale narrativo dei grandi action thriller degli ultimi due decenni. C’è l’eco potente di Taken – Io Vi Troverò, con quel tema della vendetta personale e dell’one-man army che Bryan Mills ha reso iconico. C’è l’ombra della saga di Jason Bourne, con un protagonista costretto a combattere contro la stessa organizzazione che lo ha forgiato. E poi ci sono John Wick ed Tyler Rake, soprattutto nella gestione del gun-fu, quegli scontri ravvicinati con armi da fuoco coreografati come se fossero balletti mortali.
Guillaume Canet non si limita a recitare, ha anche co-scritto la sceneggiatura insieme al regista Lauga, dimostrando una comprensione profonda di ciò che ogni scena richiede. La sua performance bilancia perfettamente la dimensione dell’action hero con quella dell’uomo disperato, creando un personaggio che convince tanto quando sgomita tra i proiettili quanto quando mostra le crepe della vulnerabilità. Come ex agente GIGN, Franck è meglio equipaggiato di un cittadino qualunque per affrontare situazioni estreme, e Canet riesce a trasmettere questa competenza letale senza mai scadere nella parodia.

Ad Vitam, che tradotto dal latino significa letteralmente “per la vita”, si presenta come un racconto asciutto, veloce. Un concentrato di vendetta in cui il ritmo non concede respiro e l’azione parla più delle parole. Se il film avesse insistito maggiormente sui suoi temi, sarebbe stato più facile resistergli. Ma la leggerezza narrativa, lungi dall’essere un difetto, diventa la sua forza: non ti chiede di pensare, ti chiede di lasciarti trasportare.
Per un appassionato di action thriller, Ad Vitam è un concentrato di adrenalina perfettamente dosato. Dura 97 minuti e non spreca un secondo. L’arte della narrativa cinematografica guidata dal puro drive sembra essersi persa nel cinema hollywoodiano contemporaneo, troppo spesso appesantito da universi condivisi e subplot infiniti. Ma Netflix sta dimostrando che questa tradizione è viva e vegeta in altre cinematografie, quella francese in particolare.
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