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Voto: 6/10 Titolo originale: Don't Kill It , uscita: 27-08-2016. Budget: $3,500,000. Regista: Mike Mendez.

[recensione da Sitges 49] Don’t Kill It di Mike Mendez

16/10/2016 recensione film di Sabrina Crivelli

Dolph Lundgren è un inedito cacciatore di demoni in un action/horror ricco di splatter e umorismo

Estremamente eccentrico, Mike Mendez è ricordato per aver diretto gli estrosissimi B-movies Lavalantula (2012) e Big Ass Spider! (2013), ma con il suo ultimo lavoro, Don’t Kill It, è stato capace di giungere all’acmé del trash, fino al quasi geniale.

Horror demoniaco, poco condivide con i convenzionali film di possessioni che da L’Esorcista in poi siamo abituati a vedere, almeno quelli che si prendono sul serio. Lungi dagli Insidious, dai Sinister e dai The Conjuring di turno, che ci propongono demoni tendenzialmente “monogami”, che si concentrano su un possibile oggetto della possessione e a questo stanno attaccati, anche piuttosto caparbiamente, in questo caso l’entità è decisamente meno “fedele”. In un’apoteosi continua di violenza, tanto concentrata e concatenata da parere quasi la versione splatter di una sofisticata gag slapstick, l’irrequieto spirito malvagio salta da un corpo all’altro ogni volta che viene ucciso (da qui il titolo), trasmettendosi immediatamente all’assassino del suo precedente ospite. Entità ipercinetica e anarchica, emette uno strano barrito e corre da una parte all’altra, ammazzando con ogni mezzo a disposizione (fucili, coltelli, mannaie, mani nude ecc.), chiunque incontri sulla sua strada e, se non incrocia nessuno, parte alla ricerca di altre vittime.

don't kill itChi può eliminare una simile piaga sovrumana? Ma ovviamente il mitico e mastodontico Dolph Lundgren, nei panni del cacciatore di demoni Jebediah Woodley che, appreso il peculiare mestiere dal padre, si aggira per gli Stati Uniti nel suo grosso pick-up braccando gli incorporei nemici. Nerboruto uomo del sud, munito di frusta, amuleti, cappello di pelle e degli immancabili stivali da cowboy, il protagonista approda in una cittadina inseguendo le insanguinate tracce lasciate dall’instancabile killer ultraterreno, attirato da ben tre scene del crimine una più truculenta della precedente. Quivi incappato nel bolso sceriffo di zona (Tony Bentley) e in una volitiva ma un po’ impacciata agente dell’FBI, Evelyn Pierce (Kristina Klebe), che brancolano nel buio davanti a una simile minaccia.

Parodia del filone demoniaco, la pellicola ha anzitutto un approccio marcatamente grottesco alla descrizione delle presenze luciferine. Vediamo allora una spassosa sequenza di possessioni, al limite della farsa, quali una pirotecnica carneficina in chiesa, con braccia che volano e una vecchia ossessa che scappa correndo, oppure una ragazzina indemoniata che salta letteralmente alla giugulare di un gruppo di agenti federali, tutto è all’insegna del demenziale e dell’estremamente brutale.

Ferino e tragicomico, il posseduto diviene allora una forza incontrollabile, non parla ma emette un grido sordo, da cui si riconosce immediatamente. Altro segno distintivo? Gli occhi completamente neri, in un richiamo a La Casa di Sam Raimi di cui riprende anche il mood, quel black humor al limite dello scabroso che ha reso la trilogia del regista americano un vero e proprio cult, in questo caso però forse ancor più calcatamente machista. Lundgren, eroe giustiziere in stile I mercenari – The Expendables, unisce la sua convenzionale fisicità da primo Punitore, da vera e propria icona action quindi, con uno scambio di battute immediato e divertente, un serie di situazioni grottesche e una buona dose di autoironia piuttosto inedita per lui.

Truculento al punto giusto e spassoso, non si tratta certo di un film d’essai, ma l’accoppiata Mike Mendez – Dolph Lundgren ab initio promette qualcosa di molto più verace e meno indigesto, tutto all’insegna della caciara, e a noi – così come al pubblico in sala – è piaciuto per questo.

Di seguito il trailer ufficiale di Don’t Kill It:

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