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Voto: 5/10 Titolo originale: Jackals , uscita: 01-09-2017. Regista: Kevin Greutert.

Jackals – La Setta Degli Sciacalli | La recensione del film horror di Kevin Greutert

17/09/2017 recensione film di William Maga

Stephen Dorff e Deborah Kara Unger sono i protagonisti di un home invasion senza ambizioni e affossato da una sceneggiatura mediocre

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Se negli ultimi 10 anni vi è capito di vedere un qualsiasi horror appartenente al filone dell’home invasion, allora Jackals – La Setta Degli Sciacalli non giungerà affatto come una novità. Lambendo pericolosamente i confini del ‘lo guardo fino alla fine oppure spengo a metà’, è infatti un’opera completamente priva di qualsiasi spunto originale. Ci troviamo davanti al nadir dell’inventiva cinematografica (o allo zenit della sciatteria nella stesura di una sceneggiatura). Il regista Kevin Greutert, in passato si è dimostrato competente e talentuoso su Saw 3D – Il Capitolo Finale e Oscure Presenza, ma non si può certo dire che qui lo ritroviamo in particolare forma.

Jackals greutert posterSiamo nel 1983 e seguiamo la nottata travagliata della famiglia Powell, composta da Kathy (Deborah Kara Unger), Andrew (Johnathon Schaech), Campbell (Nick Roux) e Samantha (Chelsea Ricketts). Il figlio di Kathy e Andrew, Justin (Ben Sullivan), si è unito a una pericolosa e misteriosa setta – guadagnandosi il nuovo nome di Thanatos -, voltando completamente le spalle ai famigliari, compresa la fidanzata Samantha e la loro bambina appena nata.

Per provare a farlo rinsavire, decidono così di assumere un ex Marine esperto di queste situazioni (Stephen Dorff), affinchè rapisca il ragazzo e lo ‘deprogrammi’ all’interno di una baita isolata, dove tutti quanti si sono ritrovati per l’occasione. Quello che non si aspettano è che i membri della congrega sappiano dove trovarli e che soprattutto che siano disposti alle maniere molto forti per riavere indietro il loro ‘fratello’. Dovranno così attrezzarsi per controbattere e a lottare per le proprie vite nel corso di una notte che si prospetta molto lunga.

I membri della setta muti e nascosti nell’ombra all’esterno e l’eterogeneo gruppo famigliare che si prepara a combattere con risorse limitate all’interno dell’abitazione riportano alla mente, come detto, innumerevoli film, da Distretto 13 – Le brigate della morte a Rio Bravo, La Notte dei morti viventi e Cane di paglia (giusto per scomodare un paio di capolavori intoccabili).

La location è abusata e non sembra esserci alcuna apparente ragione per la scelta dell’inizio degli anni ’80 come ambientazione, al di fuori di una scusa per non avere intorno i telefoni cellulari. Gli interni della casa e l’abbigliamento dei protagonisti potrebbero essere tranquillamente attuali e l’unico rimando a quell’epoca sembrerebbe la sottile grana presente sulla pellicola, probabilmente voluta, che però ha l’effetto di richiamare più i tardi anni ’90.

I personaggi di Jackals – La Setta Degli Sciacalli sono insipidi, ma interpretati da attori tutto sommato non indecenti, mentre lo script è prevedibile e infarcito di cliché, ma per una serata all’insegna del B-movie alla buona si potrebbe pure sorvolare. Fino a circa il minuto 20. Da lì ogni speranza crolla miseramente. Presto diviene infatti lampante che i nostri eroi non vinceranno e/o che comunque non riusciranno a difendersi dignitosamente.

Jackals greutert filmI soldi per il cachet di Stephen Dorff – riciclatosi ‘scream king’ negli ultimi tempi (vedi Leatherface) – finiscono presto, relegandolo sostanzialmente a un ruolo inutile e soprattutto in fin dei conti ridicolo, facendoci più che altro dubitare della sua effettiva efficacia su un campo di battaglia in passato.

Il figlio che ha subìto il lavaggio dal cervello è ritratto dal primo minuto come una causa completamente persa, aggressivo e per niente intenzionato a rivedere le sue scelte di vita. Tutti quanti passano quindi un sacco di tempo a discutere su cosa fare e su quale sia la scelta giusta da compiere, col solo risultato di ribadire quanto siano sprovveduti e senza speranze.

Una sensazione che uccide qualsiasi suspense, assieme all’idea che prima o poi possa arrivare un colpo di scena. Piccolo quiz: siete intrappolati all’interno di una baita e tutt’intorno ci sono dei pazzi con delle maschere da sciacallo che non vedono l’ora di entrare e farvi a pezzi. Cosa fate: A) correte all’esterno nel bosco al buio, credendo – senza motivo – che incontrerete prima o poi qualcuno che vi aiuti, provate (senza riuscirci) ad affrontare gli assalitori da soli e con un coltello legato al manico di una scopa, passeggiando verso di loro disarmati e piagnucolando per provare a impietosirli, oppure B) rimanete tutti dentro, puntellando gli ingressi, armate il gruppo come meglio potete e vi preparatevi ad uccidere chiunque cerchi di entrare?

La risposta, per qualche ragione ardua da comprendere, è che in Jackals – La Setta Degli Sciacalli il piano A) sia quello giusto. E poiché lo spettatore appena appena sgamato può facilmente intuire dove si sta andando a parare da lì, un home invasion senza grosse pretese, ma potenzialmente innocuo e addirittura piacevole – almeno per i fan più oltranzisti -, si scioglie come neve al sole della mediocrità più calda.

jackals_greutertCome se non bastasse, la premessa alla base di Jackals – La Setta Degli Sciacalli non viene minimamente approfondita. Nemmeno un po’. Come ha fatto la setta a plagiare di Justin? Non si sa. Quali sono le credenze e i valori fondamentali della setta? Non si sa. Perché rivogliono il ragazzo così tanto, al punto di sterminare chiunque senza troppi problemi? Non si sa. Jared Rivet non esordisce certo in modo memorabile alla sceneggiatura di un lungometraggio.

Anche perché, come potete immaginare, di spunti per andare oltre la solita solfa ce ne sarebbero eccome. Oltretutto, una nota di gioia non arriva nemmeno dal versante gore. Ci sono naturalmente svariate morti in scena, ma nessuna in qualche modo memorabile. Gli effetti speciali sono ai minimi storici e, pur provando a essere violente, le uccisioni non offrono nè inventiva nè il sadismo minimo che ci si aspetterebbe.

In definitiva, quello di Kevin Greutert è purtroppo un prodotto senza ambizioni, che si accartoccia presto dopo un partenza potabile e che finisce per scontentare un po’ tutti .

Di seguito il trailer di Jackals – La Setta Degli Sciacalli :

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