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7/10 su 3466 voti. Titolo originale: mother!, uscita: 13-09-2017. Budget: $30,000,000. Regista: Darren Aronofsky.

[recensione] Madre! di Darren Aronofsky

11/09/2017 recensione di Redazione Il Cineocchio

Il regista si affida a Jennifer Lawrence per mettere in scena un thriller dalle ambizioni allegoriche alte che si dissolve però sotto il peso della vacuità delle stesse

Quando in un festival cinematografico ci si reca alla seconda proiezione stampa di giornata, specie se di un film atteso, carico di hype e chiacchierato prima ancora d’esser visto, quel che si rischia è d’essere avvolti dalle reazioni più che dalla curiosità di quel che si sta per vedere. Come sarà stato accolto? Lo avranno fischiato? Si saranno alzati in piedi in gaudente isteria? Lo avranno insultato con fare becero e tanto protagonismo spicciolo da social network in trasferta nel mondo reale? Uno spettro quello delle reazioni ben più inquietante del rischio “spoiler”, questo demone dell’intrattenimento moderno che fa paura solo a chi è ormai abituato a subire una visione più che a viverla, leggerla, sentirla.

madre! locandinaAlla prima proiezione stampa di Venezia 71, Madre! (Mother!) – che è stato presentato lì in anteprima mondiale all’interno del programma del concorso principale – è stato travolto da un moto collettivo di negatività e dissenso: fischi, urla, ululati circensi e forme di disaccordo da stadio nella declinazione da razzismo, d’etnia o regionalismo poco importa. Chi è entrato alla seconda proiezione stampa sapeva quindi che si sarebbe trovato dinanzi a qualcosa di forte, di spiazzante e chissà, magari proprio per questo interessante e ha probabilmente visto le proprie aspettative elevate ben oltre il già eccessivo livello garantito da una campagna di marketing al solito virale, ma per lo meno esteticamente rilevante (James Jean è un’artista notevole e il suo lavoro sugli artwork del film – che potete osservare qui intorno – ne è l’ennesima riprova).

Per dovere di cronaca, va segnalato che le reazioni al termine di questo nuovo screening sono state misurate da un ben poco affidabile dissensometro come persino più grevi, intense e infastidite delle prime. Sono volati insulti chiari e diretti, quasi in una sfida a fare più e meglio di chi venuto prima e contro un film e un autore – Darren Aronofsky – che, vista l’opera in questione e quanto fatto prima, forse non meriterebbero neanche così tanta attenzione e partecipazione.

Madre! non è un film brutto. Madre! è un film inutile.

Brutta non è Jennifer Lawrence, le cui grazie già disseminate in pasto al mondo intero (in un noto fappening) vengono immediatamente riproposte in un assai pruriginoso sguardo che scava tra un vedo non vedo e un ricordo di quanto già visto. Una dichiarazione d’intenti di sguardo che del femmineo ha un’ immagine magari non oggettificante, ma di certo funzionale a una visione che la vede quale tramite e ‘passaggio’, strumento per un fine individuale che trascende l’identità e la specificità, non analizzata, non descritta perché semplicemente non compresa, non conosciuta, una visione che si esplicita e palesa nello svolgersi delle vicende, per quanto surreali e grottesche siano e di cui il primo sguardo è solo un facile indizio premonitore.

Brutto non è l’impianto da thriller polanskiano della prima parte, sebbene quello del maestro della tensione e dell’inquietudine sia solo un riferimento alto, un abbozzo di idea tradotto in uno sterile girovagare per un’abitazione la cui geografia degli spazi interni è inesistente e completamente trascurata, con una tensione ridicolmente orchestrata attraverso osceni jumpscares in quantità pericolosamente vicine a una produzione Blumhouse. Brutta non è l’atmosfera plumbea, l’eleganza opprimente di una fotografia dai toni cromatici freddi, chiaroscuri sfumati, ma adiacenze chiuse e asfissianti. Brutto non è il rutilante e parossistico imbocco collettivo che degenera in una guerra di quartiere domestica filmata con frenesia e buon ritmo. La bruttezza ha una identità, è la traduzione triste e negativa di una specificità, la bruttezza è qualcosa e contiene in sé un’essenza per quanto oscena, riluttante, fastidiosa e inaccettabile.

madre! posterMadre! è invece un generatore innocuo di presunto fastidio e dissenso, perché nella realtà veicolo di un vuoto di pensiero e riflessione. Un pensiero che crede d’esser illuminato e profondo, ma è solo una bieca e superficiale lettura sull’ovvietà dei meccanismi di coppia (tra la Lawrence e Javier Bardem), presentati sotto forma di un simbolismo da favola ingiallita in un mercatino di provincia. Un pensiero che prova a darsi dignità nella pacchianeria esasperata di una allegoria che ha il solo merito di stupire e far sorridere nel suo gratuito eccesso, del tutto privo di senso e scopo. Aronofsky crede d’aver individuato delle dinamiche comportamentali umane che regolano le relazioni e crede che queste siano tanto complesse da sopportare e da decifrare da aver bisogno di un’architrave allegorica oscena, disturbante e fagocitante per essere comprese e soprattutto che lui possieda il tocco d’artista in grado di poter veicolare tutto ciò. Aronofsky crede … o per meglio dire: se la crede.

E’ tutto qui il problema di un film che non è in fondo così pessimo come le reazioni alle proiezioni stampa possono aver fatto pensare, ma che si configura come inutile proprio nel suo voler darsi molta più importanza di quel che meriterebbe di avere, perché in grado soltanto di veicolare riflessioni spicciole e banali sulle dinamiche relazionali, tra possessione, ossessione ed egoismo e l’invasione e abbattimento della dimensione del privato. Geniale in questo senso la presenza della Lawrence, una scelta che da sola è in grado di dare quel minimo di peso allegorico che l’opera ha, ma che ovviamente non basta a risollevare la dignità di un film che è l’ennesima conferma del talento sopravvalutato del regista americano.

Di seguito il full trailer in italiano e in inglese di Madre!, che arriverà nei cinema italiani il 28 settembre:

Jennifer Lawrence
Domhnall Gleeson
Javier Bardem
Michelle Pfeiffer
Ed Harris
Cristina Rosato
Patricia Summersett
Jovan Adepo
Brian Gleeson
Alain Chanoine
Xiao Sun
Marcia Jean Kurtz
Mercedes Leggett
Hamza Haq
Gregg Bello
Stanley B. Herman
Sabrina Campilii
Amanda Chiu
Eric Davis
Raphael Grosz-Harvey
Emily Hampshire
Abraham Aronofsky
Luis Oliva
Stephanie Ng Wan
Stephen McHattie
Ambrosio De Luca
Arthur Holden
Henry Kwok
Alexander Bisping
Koumba Ball
Robert Higden
Elizabeth Neale
Scott Humphrey
Anton Koval
Carolyn Fe
Pierre Simpson
Mylene Savoie
Gitz Crazyboy
Shaun O'Hagan
Mizinga Mwinga
Genti Bejko
Andreas Apergis
Julianne Jain
Julien Irwin Dupuy
Bronwen Mantel
Amanda Warren
Mason Franklin
Laurence Leboeuf
Sarah-Jeanne Labrosse
Deena Aziz
Chloë Bellande
Adam Bernett
Izabela D?browska
Bineyam Girma
Hamza Haq
Oliver Koomsatira
Vitali Makarov
Danny MAlin
Serge Martineau
Fred Nguyen
Daniela Sandiford
Xiao Sun
Nathaly Thibault
Melissa Toussaint
Kristen Wiig
Kimberly Laferriere
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