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Voto: 6/10 Titolo originale: Planetarium , uscita: 16-11-2016. Regista: Rebecca Zlotowski.

Planetarium | La recensione del film di Rebecca Zlotowski

11/04/2017 recensione film di Teresa Scarale

L’impietoso confronto fra Natalie Portman e Lily-Rose Depp in una ghost story che lascia lo spettatore freddo e senza emozioni

planetarium film 2016

Qualche volta è necessario fare buio per poter vedere meglio. 1943, Europa. Un treno solca la notte nel suo cuore mentre la guerra imperversa. A bordo, due donne fascinose, che scopriamo essersi conosciute qualche anno prima, rischiarano le proprie solitudini incontrandosi. Una delle due è la bella Laura Barlow (Natalie Portamn), l’altra, l’attrice Eva (Amira Casar).

PLANETARIUM posterHa così inizio Planetarium di Rebecca Zlotowski (Grand Central),  un film il cui titolo vorrebbe essere un sofisticato riferimento a ciò che per essere visibile necessita di essere visto al buio. Da quel momento in poi, la pellicola prosegue in un unico flashback che conduce lo spettatore nella Parigi dei tardi anni ’30, anni in cui le due sorelle giudaico-americane Barlow, Laura appunto e la giovanissima Kate (Lily-Rose Depp) girano l’Europa grazie alle virtù medianiche (il “Dono”) della più piccola, la quale è capace durante le sedute spiritiche di mettersi in contatto con i cari estinti dei di volta in volta clienti. Un dono redditizio dunque.

Giunte a Parigi dalla non più sicura Berlino, le due, durante una delle loro sedute – esibizione, si imbattono nel produttore cinematografico André Korben (Emmanuel Salinger) il quale, inizialmente scettico, prova su di sé il potere di Kate e decide di sfruttarlo commercialmente per produrre una pellicola che impressioni su di sé le “presenze”, realizzando in tal modo il primo film della storia con “attori fantasma”. L’impresa è allettante, per chi come André dal punto di vista commerciale non ha più nulla da perdere. Laura accetta il lavoro, e con la sorella Kate si trasferisce nella lussuosa villa del produttore.

Tutto il film è un prodotto irrimediabilmente di maniera, piatto, meccanico, privo di ogni possibilità creativa che un soggetto del genere avrebbe in teoria potuto produrre. La meravigliosa ricchezza interpretativa di Natalie Portman non può bastare da sola a salvare una pellicola la cui regia è dal canto suo banale e dedita ad artifici dozzinali. La presenza “di richiamo” della giovane figlia di Johnny Depp e Vanessa Paradis è l’affossamento finale per Planetarium.

La ragazza è infatti del tutto acerba come attrice; parla poco, ma non per questo si salva, anzi: non sa muoversi, sembrando a tratti una sorta di attaccapanni dalle spalle troppo larghe in una cristalleria. Non ha la generosità dell’attore: è costantemente a disagio sulla scena; sembra che per lei starci del tutto sia una sofferenza. E le quantità industriali di trucco che ne ombreggiano il volto per farlo più drammatico peggiorano il quadro, rendendo grottesca un’interpretazione che di per sé è pari al nulla.

Di seguito il trailer ufficiale italiano di Planetarium, nei cinema dal 13 aprile:

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