Sapevi che Natalie Portman ha partecipato a un cinecomic con violenza e torture? Questo cult con l’attrice andrebbe riscoperto
24/05/2026 news di Andrea Palazzolo
Agli inizi del 2000, Natalie Portman ha partecipato a uno strano cinecomic tratto da un fumetto della DC e che ora è un cult.

A vent’anni dalla sua uscita nelle sale cinematografiche, V for Vendetta sta vivendo una seconda giovinezza. Il film DC del 2006 con Natalie Portman e Hugo Weaving è disponibile su Prime Video a noleggio e andrebbe assolutamente riscoperto.
Natalie Portman interpreta Evey Hammond, una donna qualunque che lavora alla British Television Network e vede la propria esistenza sconvolta quando viene salvata dalla polizia segreta da un misterioso vigilante mascherato noto solo come V. È l’inizio di una delle dinamiche più affascinanti mai portate sullo schermo dal mondo DC, un thriller distopico e violento che non ha paura di porre domande scomode sul potere, la libertà e il prezzo della rivoluzione.
Per molti, Portman è indissolubilmente legata a franchise come Star Wars, dove ha dato vita a Padmé Amidala nella trilogia prequel, o al Marvel Cinematic Universe, dove ha interpretato Jane Foster accanto a Chris Hemsworth in diversi capitoli dedicati a Thor. Il suo ritorno nel 2022 con Thor: Love and Thunder l’ha vista assumere finalmente il mantello di Mighty Thor, solo per veder concludere tragicamente il suo arco narrativo con la battaglia contro il cancro e l’ascesa al Valhalla.

Ma prima di tutto questo, prima che l’universo Marvel la chiamasse a sé, Portman aveva già esplorato il mondo dei supereroi attraverso una lente decisamente più cupa e politica. V for Vendetta porta il marchio DC ma non ha nulla a che vedere con i toni patinati dei cinecomic contemporanei. Il rating R non è un dettaglio marginale: è parte integrante dell’identità di un’opera che non fa sconti, né visivamente né tematicamente.
Accanto a Portman brilla Hugo Weaving, che sotto la celebre maschera di Guy Fawkes costruisce un personaggio iconico pur senza mai mostrare il volto. La sua interpretazione vocale e fisica di V rimane una delle performance più memorabili del genere, capace di trasmettere carisma, dolore e determinazione attraverso gesti e inflessioni. Il cast si completa con John Hurt, in un ruolo che ribalta la sua celebre interpretazione di Winston Smith in 1984, passando questa volta dalla parte degli oppressori.
Il film del 2006, scritto dalle sorelle Wachowski (all’epoca accreditate con altri nomi) e prodotto da Joel Silver, rappresentava già all’epoca un adattamento coraggioso. Trasferire la critica thatcheriana dell’opera originale in un contesto più universale, mantenendo intatta la carica sovversiva del messaggio, non era impresa da poco. Il risultato finale, pur con le inevitabili concessioni hollywoodiane, riuscì a preservare l’anima politica del materiale di partenza.
Per chi cerca progetti con Natalie Portman al di fuori del Marvel Cinematic Universe, dove al momento non ci sono ritorni confermati nel calendario delle uscite, questo film rappresenta un’opportunità perfetta. Certo, i prossimi film degli Avengers potrebbero aprire porte per Jane Foster, così come un ipotetico Thor 5, ma nell’attesa V for Vendetta offre una Portman completamente diversa, lontana anni luce dalla scienziata innamorata del dio del tuono.
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