Home » Cinema » Horror & Thriller » Si traveste da Babbo Natale e trasforma la festa più amata dell’anno in un bagno di sangue: l’horror che ha sconvolto il pubblico

Si traveste da Babbo Natale e trasforma la festa più amata dell’anno in un bagno di sangue: l’horror che ha sconvolto il pubblico

18/10/2026 news di Andrea Palazzolo

Il film horror splatter estremo. Analisi del film di Damien Leone con Lauren LaVera che divide critica e pubblico.

Terrifier 3

Il Natale dovrebbe essere il periodo più magico dell’anno, quello delle luci colorate, dei regali sotto l’albero e della pace in terra. Ma cosa accade quando il villain più spietato del cinema horror contemporaneo decide di indossare il costume rosso di Babbo Natale? La risposta arriva con Terrifier 3, il nuovo capitolo della saga di Damien Leone che ha trasformato Art il Clown in un’icona dell’orrore splatter del ventunesimo secolo.

Sono passati cinque anni dal massacro di Halloween che ha sconvolto Miles County. Cinque lunghi anni durante i quali Sienna Shaw, l’eroica protagonista interpretata da Lauren LaVera, ha cercato di ricostruire i frammenti della propria sanità mentale all’interno di un istituto psichiatrico. Quando finalmente viene dimessa, la ragazza trova rifugio a casa della zia, desiderosa di riallacciare i rapporti con il fratello minore Jonathan, nel frattempo cresciuto e alle prese con il college. La piccola cuginetta Gabbie la accoglie con entusiasmo, ammirandola come un’eroina. Lo spirito natalizio sembra finalmente spazzare via l’angoscia, offrendo quella normalità tanto agognata.

Ma Art il Clown non conosce tregua. Creduto morto dopo la decapitazione, il killer si risveglia dal proprio stato di ibernazione proprio durante le festività. E quale travestimento migliore se non quello di Santa Claus per seminare nuovamente il terrore? La scelta non è casuale: Leone gioca con il contrasto più stridente possibile, trasformando il simbolo universale della generosità in un veicolo di violenza estrema. Art diventa un anti-Babbo Natale che distribuisce non doni ma incubi, in un’orgia di sangue che parte dal primo minuto e non concede respiro fino ai titoli di coda.

La particolarità di Terrifier 3 risiede proprio in questa scelta narrativa audace: ambientare un massacro splatter nel periodo delle feste, quando le strade si illuminano di decorazioni e le famiglie si riuniscono. È una profanazione deliberata di tutto ciò che il Natale rappresenta, un’operazione che alcuni hanno definito di cattivo gusto ma che certamente non lascia indifferenti. Il film dimostra che nessuna festività è al sicuro quando hai a che fare con un mostro privo di umanità come Art.

Rispetto ai primi due episodi della saga, realizzati con budget risibili, Terrifier 3 ha potuto contare su un finanziamento di due milioni di dollari. Una cifra ancora estremamente contenuta per gli standard hollywoodiani, ma sufficiente per elevare la qualità tecnica della produzione. La fotografia risulta più curata, gli effetti speciali più elaborati, la regia più sicura. Damien Leone ha chiamato a raccolta leggende del genere come Tom Savini, maestro degli effetti speciali che ha lavorato con Romero e Rodriguez, per garantire quel livello di realismo gore che ha reso celebre la franchise.

Se i primi due capitoli mantenevano almeno una struttura narrativa riconoscibile, una storia da raccontare tra un omicidio e l’altro, questo terzo episodio sembra abbandonare ogni pretesa di trama tradizionale per concentrarsi esclusivamente sull’escalation di violenza. C’è chi lo ha definito “un ingorgo di sangue”, chi ha parlato di “sceneggiatura puerile”, chi ha accusato Leone di essere un “anonimo mediocre” incapace di creare tensione vera, quello stato di suspense che distingue il grande horror dal semplice shock visivo.

La saga di Art il Clown divide nettamente il pubblico. C’è chi la considera un capolavoro del genere splatter contemporaneo, capace di andare dove altri non osano. E c’è chi la liquida come un’operazione vuota, tutta forma e niente sostanza, un susseguirsi di scene progettate unicamente per scioccare senza alcuna riflessione più profonda sul male, sulla paura, su ciò che l’horror può davvero comunicare quando utilizzato con intelligenza. Quello che è certo è che Damien Leone ha creato, volente o nolente, un fenomeno culturale.

Tags:
sanguine film 2026
Horror & Thriller

Sanguine, recensione: l’horror francese trasforma lo stress sul lavoro in un incubo di sangue e carne

di Sabrina Crivelli

Marion Le Corroller firma un esordio feroce e disturbante, che attraverso la metamorfosi fisica di una giovane specializzanda denuncia le pressioni di un sistema lavorativo disumano

l'estranea spiegazione film strippoli
Horror & Thriller

«L’horror italiano non esiste»: Paolo Strippoli ci racconta L’estranea e perché il nostro cinema deve tornare a osare

di Alessandro Gamma

Al Sitges Film Festival 2026, il regista di L’estranea riflette sul rapporto tra horror e melodramma, sull’illusione del libero arbitrio e sulle difficoltà del cinema di genere italiano, rivendicando un horror capace di far riflettere senza rinunciare all’intrattenimento e allo spettacolo

clive barker intervista
Horror & Thriller

Hellraiser, Clive Barker vuole tornare nell’universo di Pinhead: «Ho molte idee che vorrei realizzare»

di Stella Delmattino

Il creatore dei Cenobiti rivela che il videogioco horror Hellraiser: Revival gli ha suggerito nuove possibilità per il franchise cinematografico. E conferma di voler continuare a partecipare al futuro della saga

Apocalypse Z New World film 2026
Horror & Thriller

Apocalypse Z: New World, il trailer del sequel Prime Video scatena orde di zombie in Spagna

di Stella Delmattino

Il regista Carles Torrens torna nell'universo post-apocalittico creato da Manel Loureiro. Un gruppo di sopravvissuti lascia il rifugio delle Canarie per recuperare rifornimenti sulla terraferma, ma si ritrova circondato dagli infetti