Un pozzo profondo 12 km e le “urla dall’Inferno”: la storia vera dietro questo horror su Prime Video
23/09/2026 news di Stella Delmattino
Il fanta-horror russo parte da un autentico progetto sovietico arrivato a 12.262 metri di profondità. Le famigerate registrazioni sono una leggenda, ma alcuni dettagli dietro la realizzazione del film sono sorprendentemente reali

Un pozzo scavato dai sovietici per oltre 12 chilometri nella crosta terrestre, temperature molto più alte del previsto e una leggenda secondo cui dal fondo sarebbero state registrate terrificanti “urla dall’Inferno”. Sembra già la trama di un horror, e invece il punto di partenza di Superdeep, appena arrivato su Prime Video, esiste davvero. Anche se realtà e leggenda, nel corso degli anni, hanno finito per confondersi.
Diretto da Arseny Syuhin nel 2020, Superdeep prende infatti spunto dal pozzo superprofondo di Kola, uno dei più ambiziosi esperimenti scientifici dell’Unione Sovietica. Il film inventa naturalmente ciò che si nasconde nelle sue profondità, ma la storia del luogo è già abbastanza singolare.
Il vero pozzo di Kola arrivò a 12.262 metri
Le perforazioni iniziarono nel 1970 nella penisola di Kola, nell’estremo nord-ovest della Russia. L’obiettivo non era cercare petrolio o risorse minerarie, ma studiare direttamente gli strati profondi della crosta terrestre. Nel 1989 il foro SG-3 raggiunse i 12.262 metri.
Niente, però, che assomigliasse alla gigantesca voragine percorribile che suggerisce l’immaginario horror: il vero foro misurava appena poche decine di centimetri di diametro. Gli scienziati incontrarono comunque un ostacolo inatteso. A quelle profondità la temperatura della roccia risultò molto più alta delle previsioni, rendendo sempre più difficile continuare a scavare.
Le “urla dall’Inferno” non vennero mai registrate
Intorno alle perforazioni nacque in seguito una storia molto più inquietante. Secondo la leggenda del cosiddetto “Pozzo dell’Inferno”, gli scienziati sovietici avrebbero raggiunto una cavità sotterranea e calato al suo interno un microfono resistente alle temperature estreme. La registrazione avrebbe restituito le grida di migliaia di anime tormentate.
Non accadde mai. Si tratta di una leggenda metropolitana diffusasi tra la fine degli anni Ottanta e gli anni Novanta e successivamente associata al vero pozzo di Kola. Non esistono prove di una simile registrazione e il celebre audio circolato come testimonianza delle “urla” non proviene dalle profondità della Terra.
Per un film dell’orrore, però, l’accostamento era irresistibile. Superdeep prende quell’immaginario e lo trasforma in qualcosa di più vicino a Alien e La Cosa di John Carpenter.
Superdeep trasforma Kola in un incubo biologico
La storia è ambientata nel 1984. Una squadra viene inviata in una struttura scientifica sotterranea dopo che qualcosa è andato terribilmente storto. Tra i suoi membri c’è Anya, interpretata da Milena Radulović, che scoprirà nelle profondità una minaccia capace di infettare e deformare i corpi umani.
Al posto dell’Inferno della leggenda troviamo quindi una forma di vita che trasforma le proprie vittime, spingendo progressivamente il film verso il body horror. Ed è proprio nella realizzazione delle mutazioni che si nasconde una delle curiosità più interessanti di Superdeep.
Il mostro era davvero sul set e servivano sei persone per muoverlo
La produzione scelse di puntare molto sugli effetti pratici. Galaxy Effects realizzò protesi, corpi deformati e vittime fuse con pareti e pavimenti, utilizzando anche texture ispirate a funghi, muffe e radici.
Per una delle creature più imponenti venne costruito un vero mostro animatronico, progettato per comprimersi negli stretti corridoi del set. Funzionava attraverso sistemi pneumatici ed elettrici e richiedeva sei persone per essere manovrato. Furono inoltre costruite parti separate della creatura per permetterle di interagire fisicamente con gli ambienti e sfondare le pareti.
La troupe scese davvero sottoterra
Non fu l’unico elemento concreto del film. Parte delle riprese si svolse nella regione di Murmansk, relativamente vicina al vero sito di Kola, mentre alcuni interni vennero realizzati all’interno di una miniera ancora operativa a Zapolyarny.
Attori e tecnici scesero a circa 200 metri sotto terra. Una distanza ben lontana dai 12.262 metri raggiunti dal vero pozzo, naturalmente, ma sufficiente per lavorare in un ambiente realmente sotterraneo invece di affidarsi interamente a un set.
I mostri di Superdeep sono fantasia e le famigerate “urla dall’Inferno” una leggenda. Ma il pozzo che ha alimentato quell’incubo esiste davvero: nel 1989 l’Unione Sovietica era arrivata a oltre 12 chilometri sotto i nostri piedi.
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