Home » Cinema » Horror & Thriller » Zombieland – Doppio Colpo | La recensione del film di Ruben Fleischer

7/10 su 1220 voti. Titolo originale: Zombieland: Double Tap, uscita: 09-10-2019. Budget: $42,000,000. Regista: Ruben Fleischer.

Zombieland – Doppio Colpo | La recensione del film di Ruben Fleischer

08/11/2019 recensione film di William Maga

A 10 anni dal primo capitolo, torniamo tra i morti viventi a seguire l'evoluzione dell'improbabile famiglia composta da Woody Harrelson, Emma Stone, Jesse Eisenberg e Abigail Breslin; stessa formula, risultato tutto sommato piacevole

zombieland doppio colpo film 2019

Prima che Hollywood entrasse nel suo attuale stato di overdose da sequel, reboot e remake, l’industria del cinema americana possedeva un’atavica brama di contenuti a tema zombi. Film come 28 giorni dopo, Resident Evil, L’alba dei morti dementi e il restyling di L’alba dei morti viventi (Dawn of the Dead) hanno performato benissimo al botteghino durante gli anni 2000, mentre nel 2010, AMC ha lanciato la prima stagione di The Walking Dead, la serie post-apocalittico che si è trasformata presto in un fenomeno di ascolti.

Le cose sono però un po’ diverse oggi. Il fondo è a un passo dall’essere scavato per questo sottogenere dell’horror (qualche sporadica eccezione c’è ancora, come dimostrano gli asiatici Train to Busan del 2016 e Zombie contro Zombie del 2018), ma i supereroi e gli universi allargati di vario genere impazzano e dettano legge. The Walking Dead è invece appena entrata nella sua decima stagione ed è pronta ad accogliere il suo secondo spin-off dopo Fear of the walking dead.

Zombieland Doppio Colpo posterQuesta premessa è fondamentale per contestualizzare l’uscita di Zombieland – Doppio Colpo (Zombieland – Double Tap), seguito dalla lunga gestazione, anche se probabilmente non necessario, della zombie-comedy cult del 2009 (che peraltro aiutò la AMC ad avere fiducia nel progetto di TWD, come hanno ammesso gli autori del film.) Seguendo le orme dell’umorismo ammiccante degli zombi di Frost & Pegg, il fascino di Zombieland derivava dalla sua relativa mancanza di uno scopo. Al posto di un commento sociopolitico o di momenti di splatter fragorosi, il film di Ruben Fleischer puntava forte sulla potenziale ridicolezza della vita quotidiana durante una apocalisse zombi e sull’importanza di trovare una nuova famiglia improbabile in cui essere accolti.

Piccolo riassunto della puntata precedente. Anche se all’inizio non si fidano l’uno dell’altra, i solitari sopravvissuti alla fine del mondo Tallahassee (Woody Harrelson), Columbus (un nevrotico Jesse Eisenberg) e le sorelle Wichita (Emma Stone) e Little Rock (Abigail Breslin) formano un legame stretto, anche se piuttosto superficiale. Naturalmente, qualsiasi discussione su Zombieland non è completa senza parlare di Bill Murray, in un memorabile cameo nei panni di se stesso mentre indossa un parrucchino ed è truccato da non morto per confondersi ed evitare di essere mangiato – prima che Columbus lo uccida inavvertitamente. Una comparsata di pochi minuti passata – giustamente – alla storia.

Molto è cambiato sia per il cast che per le maestranze di Zombieland nel decennio successivo all’uscita: Emma Stone ha vinto un Oscar come migliore attrice per La La Land e Jesse Eisenberg ha ottenuto una nomination per The Social Network, gli sceneggiatori Rhett Reese e Paul Wernick hanno affinato le loro capacità ‘meta’ coi due film di Deadpool (condividono il credito per la sceneggiatura di Zombieland – Doppio Colpo con Dave Callaham) e il regista Ruben Fleischer ha portato sul grande schermo Venom. In altre parole, il 2019 offre un panorama molto diverso, in cui gli attori sembrano fin troppo prestigiosi per il materiale amabilmente sciocco affidato loro, e la produzione sembra relativamente modesta – 48 milioni di dollari – se comparata ai blockbuster medi che arrivano in sala (per rimanere in tema, World War Z del 2013 era costato oltre 200 milioni).

Ma è l’autoconsapevolezza nel profondo di Zombieland – Doppio Colpo a rendere il film un degno e ugualmente disinvolto successore, anche se ai limiti del remake. Columbus ringrazia gli spettatori di aver scelto di guardare questo sequel con la sua voce fuori campo, perché “avete molte scelte quando si tratta di intrattenimento con gli zombi!”, non molto tempo prima di vederlo leggere un numero del fumetto di The Walking Dead di Robert Kirkman e additarlo come materiale ‘irrealistico’. Il meta umorismo non è così sfacciato per il resto dei sui 90 minuti, sicuramente è più sottile di quello di Deadpool. Ma le macchinazioni della trama fanno molto per servire l’assurdo e il nonsense sfacciato ad ogni angolo (lo script non si pone minimamente il problema di spiegare come i nostri eroi siano sopravvissuti per tutto questo tempo – cibo? acqua potabile? benzina?). Il secondo Zombieland è semplicemente più grande, più audace e più bizzarro del primo capitolo perché, beh, è ​​un po’ quello che dovrebbero offrire i sequel. E se dei twinkies non si fa più menzione, ci pensa Elvis Presley a garantire nuove motivazioni.

Jesse Eisenberg e Zoey Deutch in Zombieland doppio colpoGli zombi stessi, che raramente avevano rappresentato una grave minaccia per i protagonisti del precedente lungometraggio, si sono “evoluti” nel tempo (le nuove ‘tipologie’ includono gli “Hawking”, che hanno abbastanza intelligenza per superare gli ostacoli, e i “Ninja”, che ti sorprenderanno con una furtività inaspettata). La varietà più letale, che Columbus chiama “T-800” in onore di Terminator, è parecchio dura a morire ed è quasi inarrestabile, tanto da richiedere interi caricatori per abbatterli. È la quintessenza delle soluzioni per un sequel: rendere i nuovi avversari più formidabili per alzare la posta in gioco. L’ambientazione dello scontro finale di Zombieland – Doppio Colpo segue uno schema familiare, con un enorme monster truck incorporato nella resa dei conti coi non morti, un passo avanti rispetto al classico parco divertimenti che fa da cornice a quella originale.

Un altro stereotipo da sequel su cui Ruben Fleischer si appoggia allegramente è l’espansione del cast. Mentre Zoey Deutch, che interpreta la classica bionda svampita trovata in un centro commerciale, strappa più di una risata, i momenti migliori del film li riservano gli imprevedibili doppelgänger di Tallahassee e Columbus , interpretati rispettivamente da Luke Wilson e Thomas Middleditch (Silicon Valley). Quest’ultimo, pur essendo un partner discutibile, è in fin dei conti una scelta brillante, in quanto uno dei pochi attori in grado di star dietro alle nevrosi di una performance di Jesse Eisenberg. La scena clou di Zombieland – Doppio Colpo arriva quando i due personaggi si confrontano a colpi delle rispettive ‘regole’ — o “comandamenti”, come li chiama Flagstaff , completi di numeri romani — mentre il marchio di fabbrica della saga, le lettere in CGI, balzano fuori dallo schermo. È di gran lunga la gara di chi ce l’ha più lungo più nerd dell’annoRosario Dawson, anche qui viene relegata al ruolo di femmina bella e letale come in molte altre occasioni (Sin City, A prova di morte ecc. ecc.).

Avan Jogia in Zombieland doppio colpo film (2019)In ogni caso, più grande non significa necessariamente meglio, e la mancanza di un’idea forte alla base di Zombieland – Doppio Colpo sembra più un sottoprodotto dell’inaspettato successo del primo capitolo che della capacità di dire davvero qualcosa di nuovo o, soprattutto, necessario. In linea teorica, è passato molto tempo tra i due film, ma l’unica impressione che lo spettatore riceve concretamente che le dinamiche del quartetto siano cambiate / evolute deriva fondamentalmente dalla decisa ‘maturazione’ di Abigail Breslin, oggi una 23enne nel fiore della giovinezza (Little Rock che abbandona improvvisamente il gruppo per andare alla ricerca dell’amore e di persone della sua età da frequentare è la scintilla che innesca la trama). Una lettura generosa di Zombieland – Doppio Colpo potrebbe essere che questa dose di autoconsapevolezza elargita a palate sia da intendersi a mo’ di meta-commento a come la maggior parte dei sequel sia inutile.

Tuttavia, anche visto attraverso tale obiettivo meno caritatevole, la visione risulta tutt’altro che mortifera. Il primo Zombieland si era guadagnato un grande seguito sì per le battute e le situazioni assurde, ma soprattutto per l’alchimia del suo improbabile cast, che faceva sembrare l’apocalisse zombi un posto divertente in cui muoversi. E lo spirito giocoso è ancora vivo nel seguito di Ruben Fleischer. In fondo, è quello che conta davvero. In un’epoca funestata da continui sequel, reboot e remake, tornare per una sera negli Stati Uniti di Zombieland non è poi la peggiore delle opzioni.

Di seguito – sulle note di Everybody dei Backstreet Boys e Shoot to Thrill degli AC/DC – trovate il red band trailer in versione italiana di Zombieland – Doppio Colpo, nei nostri cinema dal 14 novembre:

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