Titolo originale: Devil May Cry , uscita: 03-04-2025. Stagioni: 2.
Devil May Cry, Adi Shankar demolisce il boom degli adattamenti videoludici: “Molti saranno cringe”
15/05/2026 trailer news di Stella Delmattino
Lo showrunner ha usato parole molto dure con Hollywood

Il boom degli adattamenti tratti dai videogiochi continua a crescere, ma secondo Adi Shankar, showrunner della serie animata di Devil May Cry per Netflix, gran parte dei progetti annunciati rischia di non arrivare nemmeno sullo schermo. E quelli che ce la faranno potrebbero comunque rivelarsi deludenti.
Negli ultimi anni Hollywood e le piattaforme streaming hanno accelerato enormemente sugli adattamenti videoludici, nel tentativo di replicare successi come Super Mario Bros. il film. Accanto ai trionfi commerciali, però, non sono mancati titoli accolti in modo più tiepido da pubblico e critica, come la serie live-action di Yakuza o Return to Silent Hill. Nonostante questo, l’industria continua a investire senza sosta in nuove trasposizioni.
Tra i franchise attualmente in sviluppo ci sono Helldivers, Duke Nukem, It Takes Two, Call of Duty, Battlefield e Metal Gear Solid, mentre sono già in arrivo nuovi capitoli di Mortal Kombat, Street Fighter e Resident Evil.
Secondo l’analista Ricardo Parsons, il fenomeno è esploso soprattutto dalla seconda metà del 2023:
“Gli adattamenti videoludici sono cresciuti enormemente dalla seconda metà del 2023, con almeno 25 nuovi annunci ogni sei mesi.”
Adi Shankar, però, non sembra particolarmente convinto che questa corsa agli adattamenti possa durare a lungo. Parlando apertamente della situazione con GamesRadar+, ha spiegato perché ritiene che molti di questi progetti non vedranno mai la luce:
“Non credo che la maggior parte di questi progetti arriverà davvero a compimento, perché ci sono troppi soggetti coinvolti. È facile dire: ‘Adatteremo questo videogioco’. Ma non è una novità. Annunci di film e serie tratte da fumetti o videogiochi esistono dagli anni ’90.”
Secondo Shankar, inoltre, il mercato non arriverà mai a produrre decine e decine di adattamenti ogni anno:
“Non arriveremo a un punto in cui usciranno 50 adattamenti all’anno. Stanno annunciando tantissime cose, ma se continui a trattare ogni videogioco come un romanzo da adattare fedelmente, il pubblico finirà per desiderare sempre di più storie originali.”
Per lo showrunner, il vero problema nasce quando i franchise smettono di essere guidati dai creatori originali e diventano semplicemente marchi da gestire:
“Penso inevitabilmente che molti adattamenti videoludici saranno cringe, perché i videogiochi di enorme successo non vengono più gestiti dalle persone che li hanno creati. A controllarli sono grandi aziende che affidano tutto a brand manager.”
Shankar ha poi approfondito ulteriormente il concetto, spiegando come molti franchise perdano identità una volta trasformati in prodotti commerciali globali:
“Quando un videogioco viene trattato troppo a lungo come un brand, finisce per diventare soltanto un logo. Cominci a mettere quel logo ovunque, tra spin-off, mobile game e merchandising. A quel punto tutto diventa un marchio. E allora viene quasi da chiedersi: dov’è il film di Captain Crunch?”
Una riflessione piuttosto dura, ma che tocca un tema sempre più discusso: molti adattamenti sembrano puntare soprattutto sulla riconoscibilità del nome, più che sulla qualità della storia o sul rispetto dell’identità originale.
© Riproduzione riservata




