Ecco perché questo spin off della miglior serie sui supereroi meritava una terza stagione
27/08/2026 news di Andrea Palazzolo
Questa serie tv ha dimostrato di essere uno spinoff indipendente con identità propria. Scopri perché meritava di più.

Gen V, lo spinoff di The Boys arrivato su Prime Video nel settembre 2023, rappresenta una rara eccezione alla regole che vede gli spin off essere realmente poco utili alla narrazione complessiva. La serie, cancellata dopo due stagioni con l’ultima andata in onda nel 2025, ha dimostrato che uno spinoff può avere un’identità propria, una voce distintiva e una ragion d’essere che va oltre i semplici cameo e gli Easter egg per i fan della serie madre.
La storia segue un gruppo di giovani super presso la Godolkin University, una parodia della scuola di Xavier degli X-Men. Tuttavia, invece di formare eroi genuini, l’istituto prepara futuri prodotti da marketing per la Vought. Al centro della narrazione troviamo Marie Moreau, interpretata da Jaz Sinclair, una ragazza con la capacità di manipolare il sangue che intraprende un viaggio da adolescente problematica a supereroina sempre più consapevole.
Attorno a lei ruotano personaggi altrettanto complessi: Emma, che può cambiare le proprie dimensioni corporee, Jordan, capace di alternare identità di genere, e Cate, dotata di poteri telepatici. Insieme costruiscono un dramma fantascientifico di formazione che offre molto più di semplici anticipazioni per The Boys. La forza della serie risiede proprio in questa indipendenza narrativa: Gen V esplora le pressioni esercitate sui giovani supereroi e il modo in cui Vought li plasma come futuri prodotti mediatici, mantenendo un punto di vista e un cuore emotivo completamente autonomi.
Il colpo da maestro sta nel modo in cui Gen V affronta temi che completano, piuttosto che duplicare, quelli della serie principale. Certo, esistono punti di contatto, in particolare nello sviluppo del Virus Supe, ma la prospettiva rimane sempre quella dei giovani protagonisti alle prese con la scoperta di quanto le loro vite siano state manipolate da una megacorporazione globale. Rimuovete Homelander, Butcher e tutta la mitologia del franchise: la storia di studenti con superpoteri che scoprono il sistema che li controlla rimarrebbe comunque incredibilmente avvincente.
Questa autonomia narrativa si riflette anche nel giudizio della critica. Con un punteggio del 93% su Rotten Tomatoes, Gen V ha dimostrato di essere molto più di un prodotto derivativo. È una serie solida a tutti gli effetti, capace di reggere su gambe proprie senza bisogno delle stampelle narrative fornite dalla serie madre. Un risultato raro nel mondo degli spinoff supereroistici, dove troppo spesso il successo si misura in funzione di quanti riferimenti alla proprietà principale si riescono a infilare in ogni episodio.
Proprio per questo, la cancellazione dopo due sole stagioni risulta particolarmente frustrante. La seconda stagione si conclude con uno spazio evidente per un ulteriore capitolo, sentendosi più come una transizione verso una nuova fase della storia che come una vera conclusione. La decisione di Prime Video arriva nonostante l’eccellente accoglienza critica e lascia l’amaro in bocca soprattutto considerando quanto poco spazio The Boys, giunta alla quinta e ultima stagione, abbia dedicato a chiudere degnamente le storie dei personaggi di Gen V.
Marie, Emma e Jordan compaiono nell’ultima stagione di The Boys, ma la loro presenza è limitata ad aiutare le persone di Starlight a fuggire in Canada. Marie in particolare era stata posizionata come una delle poche super potenzialmente in grado di sfidare Homelander, mentre la seconda stagione di Gen V l’aveva collocata direttamente al fianco della resistenza di Starlight. Eppure The Boys finisce per trattare lei e gli altri studenti della Godolkin come semplici comparse nel capitolo finale, invece di sfruttare l’opportunità per esplorare le conseguenze di tutto ciò che Gen V aveva costruito.
Concludere tutto dopo due stagioni significa che Amazon ha perso un’opportunità, soprattutto considerando che una terza stagione di Gen V avrebbe potuto offrire una lente cruciale sulla vita dopo la morte di Homelander. Il mondo degli spinoff supereroistici è pieno di tentativi falliti di replicare il successo di un prodotto principale. Gen V era riuscita nell’impresa di creare qualcosa di nuovo, qualcosa che non aveva bisogno di appoggiarsi costantemente alla serie madre per esistere. La sua cancellazione prematura non cancella questo risultato, ma sottolinea quanto sia raro trovare uno spinoff che abbia davvero una storia da raccontare. E quanto sia frustrante quando quella storia viene interrotta prima del tempo.
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