Le 5 serie TV anni ’80 praticamente scomparse dalla televisione italiana: che fine hanno fatto?
23/06/2026 news di Stella Delmattino
Cinque telefilm cult degli anni '80 che hanno segnato un'epoca e che oggi risultano praticamente scomparsi dai palinsesti della TV italiana: cosa sappiamo sulla loro storia e perché non vengono più trasmessi

Negli anni Ottanta e nei primi Novanta la televisione italiana era invasa dai telefilm americani. Ogni settimana arrivavano nuove produzioni di fantascienza, azione, fantasy e polizieschi che conquistavano milioni di spettatori.
Molte sono diventate dei classici senza tempo. Serie come *A-Team*, *Supercar*, *MacGyver* o *Magnum P.I.* continuano ancora oggi a essere riproposte in televisione o a trovare nuova vita sulle piattaforme streaming.
Altre, invece, hanno seguito un destino completamente diverso. Dopo il successo iniziale sono praticamente scomparse dai palinsesti italiani e oggi sopravvivono soltanto nei ricordi degli appassionati, nelle edizioni home video o negli archivi dei collezionisti.
Va fatta una precisazione importante: dimostrare che una serie non sia mai più stata trasmessa è praticamente impossibile, perché gli archivi completi delle programmazioni televisive italiane – soprattutto delle emittenti locali – non esistono. È però possibile verificare che per alcune produzioni non risultano repliche documentate sulle principali reti italiane da molti anni, trasformandole in autentici cult dimenticati.
Ecco cinque tra i casi più interessanti.
Manimal: il telefilm che costava troppo per la TV degli anni Ottanta
Quando debuttò sulla NBC il 30 settembre 1983, *Manimal* era uno dei progetti più ambiziosi della televisione americana.
Dietro la serie c’era Glen A. Larson, creatore di successi come *Battlestar Galactica*, *Supercar*, *Magnum P.I.* e, pochi mesi più tardi, anche *Automan*.
Il protagonista, Jonathan Chase (interpretato da Simon MacCorkindale), era un professore in grado di trasformarsi in qualsiasi animale grazie a un antico segreto appreso durante i suoi viaggi nel mondo. In realtà, per contenere i costi degli effetti speciali, le trasformazioni riguardavano quasi sempre una pantera, un falco o un serpente.
Gli effetti erano curati da Stan Winston, destinato a diventare uno dei più importanti artisti degli effetti speciali di Hollywood con film come *Terminator*, *Aliens*, *Predator* e *Jurassic Park*.
Il budget elevato, unito alla difficile collocazione nel palinsesto americano contro il fenomeno *Dallas*, decretò però la fine della serie dopo appena 8 episodi, trasmessi tra settembre e dicembre 1983.
In Italia la serie debuttò su Italia 1 il 6 aprile 1985 e ottenne una discreta popolarità. Alcune fonti riportano anche successivi passaggi nel circuito Fininvest, ma oggi non risultano repliche documentate sulle principali reti nazionali da molti anni, motivo per cui viene ricordata come uno dei telefilm cult più dimenticati della sua epoca.
Probe: la serie ideata da Isaac Asimov che quasi nessuno ricorda
Tra tutte le produzioni di questo elenco, *Probe* può vantare probabilmente il pedigree più prestigioso.
Il progetto nacque infatti dalla collaborazione tra Isaac Asimov, uno dei più grandi autori di fantascienza del Novecento, e William Link, co-creatore del tenente Colombo.
La serie raccontava le indagini del miliardario e genio dell’informatica Austin James, interpretato da Parker Stevenson, aiutato dalla segretaria Michelle Castle nella soluzione di casi apparentemente impossibili.
Prodotta dalla ABC nel 1988, la serie venne cancellata dopo soli 7 episodi, senza riuscire a conquistare il grande pubblico.
Anche la distribuzione internazionale fu limitata. In Italia ebbe una diffusione estremamente ridotta e le fonti oggi disponibili non consentono di attribuire con certezza la prima messa in onda a una specifica rete nazionale. Non emergono inoltre evidenze affidabili di successive riprogrammazioni sulle principali emittenti italiane, rendendola uno degli esempi più significativi di serie praticamente scomparse dalla televisione.
Misfits of Science: il supergruppo che anticipò i cinecomic
Molto prima dell’esplosione del Marvel Cinematic Universe, la NBC provò a raccontare un gruppo di giovani dotati di poteri straordinari.
Nacque così *Misfits of Science*, serie composta da 16 episodi trasmessi tra il 1985 e il 1986.
Il gruppo era formato da personaggi molto diversi tra loro: un ragazzo capace di generare elettricità, una giovane telecinetica, uno scienziato in grado di modificare le proprie dimensioni e altri individui con abilità fuori dal comune.
Nel cast figurava anche una giovanissima Courteney Cox, quasi dieci anni prima del successo planetario ottenuto con *Friends*. La colonna sonora era firmata da Basil Poledouris, futuro autore delle musiche di *Conan il Barbaro*, *Robocop* e *Caccia a Ottobre Rosso*.
In Italia la serie arrivò attraverso Euro TV e alcune televisioni locali, ma la sua permanenza nei palinsesti fu breve. Da allora non risultano programmazioni documentate sulle principali reti nazionali e il titolo è stato recuperato soprattutto attraverso le edizioni home video pubblicate all’estero.
The Phoenix: una delle serie più enigmatiche degli anni Ottanta
Tra le produzioni più originali del 1982 c’è sicuramente *The Phoenix*.
Il protagonista era Bennu, interpretato da Judson Scott, ultimo sopravvissuto di un’antica civiltà riconducibile al mito di Atlantide e dotato di capacità straordinarie.
A differenza della maggior parte dei telefilm d’azione dell’epoca, *The Phoenix* univa fantascienza, filosofia orientale, archeologia misteriosa, meditazione e arti marziali.
La NBC produsse soltanto 5 episodi, oltre al film pilota, prima di interrompere definitivamente il progetto.
La serie arrivò anche in Italia con il titolo “La Fenice”, ma la documentazione disponibile sulla sua programmazione televisiva è estremamente limitata. Non emergono dati solidi sulla rete italiana della prima messa in onda né prove di successive riproposizioni sulle principali emittenti, contribuendo a renderla uno dei titoli più difficili da recuperare e ricordare.
Automan: il “Tron della TV” diventato un cult
Tra tutti i titoli di questa lista è sicuramente quello più conosciuto.
Creato ancora una volta da Glen A. Larson, *Automan* debuttò sulla ABC nel 1983, chiaramente ispirato al successo cinematografico di *Tron*.
La storia seguiva il programmatore della polizia Walter Nebicher, che grazie a un sofisticato computer riusciva a materializzare Automan, un investigatore digitale capace di entrare nel mondo reale.
Il dettaglio che rese celebre la serie fu la spettacolare automobile futuristica, in grado di affrontare curve impossibili a novanta gradi grazie a innovativi effetti ottici che, per l’epoca, rappresentavano un piccolo prodigio tecnico.
Negli Stati Uniti vennero prodotti 13 episodi, ma la serie fu cancellata dopo una sola stagione.
In Italia andò in onda su Italia 1 dal 5 gennaio 1985, venne replicata nel 1986 e negli anni Novanta tornò anche su Videomusic e successivamente su TMC2. Dopo questi passaggi è progressivamente uscita dai palinsesti nazionali e oggi non viene più riproposta dalle principali emittenti, mantenendo intatto il suo fascino di cult della fantascienza anni Ottanta.
Perché queste serie sono sparite dalla TV italiana?
Le ragioni sono molteplici e non riguardano soltanto gli ascolti.
Molte di queste produzioni durarono una sola stagione e non raggiunsero un numero di episodi sufficiente per alimentare repliche continue. In altri casi i diritti televisivi italiani non furono più rinnovati oppure vennero considerati poco convenienti rispetto a cataloghi più popolari.
Negli anni Duemila, inoltre, le reti televisive hanno progressivamente privilegiato serie di maggiore richiamo commerciale, relegando molte produzioni degli anni Ottanta ai cataloghi home video o alle piattaforme internazionali.
Il risultato è che telefilm come *Manimal*, *Probe*, *Misfits of Science*, *The Phoenix* e, in tempi più recenti, anche *Automan* sono diventati piccoli reperti della storia della televisione: opere che hanno segnato l’immaginario di una generazione ma che, per motivi diversi, sono ormai assenti dai palinsesti italiani da molti anni.
Ed è proprio questa loro irreperibilità ad averne alimentato il fascino. Oggi rappresentano un patrimonio della cultura pop degli anni Ottanta che molti spettatori ricordano con nostalgia e che le nuove generazioni, nella maggior parte dei casi, non hanno mai avuto l’occasione di vedere in televisione.
© Riproduzione riservata




