Non hai apprezzato il nuovo Ken il Guerriero? Tra muscoli e azione, ti aspetta questo folle capolavoro anime su Netflix
25/04/2026 news di Andrea Palazzolo
Se sei rimasto deluso dalla visione della nuova serie di Ken il Guerriero, dovresti dare un'occhiata a questo anime su Netflix.

Negli ultimi tempi non si fa che parlare di Ken Il Guerriero e del suo remake uscito di recente nel 2026. Tra chi lo ha apprezzato per la sua aderenza al materiale originale e la fedeltà al lavoro del suo mangaka, c’è anche chi ha mal sopportato alcune scelte di adattamento nei dialoghi e nelle animazioni. Sicuramente ha diviso gli spettatori, ma su Netflix potete trovare qualcosa che potrebbe fare al caso vostro e risollevarvi il morale. Stiamo parlando di Le Bizzarre avventure di JoJo, l’anime di culto che strizza l’occhiolino all’opera di Tetsuo Hara e Buronson e che ha scatenato un successo senza precedenti. Ma cosa rende questa serie così speciale da generare un culto così devoto, meme infiniti e un’influenza culturale che attraversa generazioni di appassionati? La risposta non è semplice, perché JoJo non è semplicemente un manga o un anime: è un fenomeno che ha ridefinito i confini della narrazione giapponese.
La serie ha lasciato un’impronta indelebile sulla cultura pop mondiale. Basta guardarsi intorno tra riferimenti, pose iconiche, citazioni e meme di JoJo sono ovunque, anche tra chi non ha mai visto un singolo episodio. Il creatore Hirohiko Araki ha costruito qualcosa di unico, talmente distintivo che il suo lavoro è stato esposto al Louvre, un riconoscimento che pochi mangaka possono vantare. Ma al di là dei riconoscimenti istituzionali, JoJo è riuscito nella difficile impresa di essere amato tanto dai puristi quanto dal pubblico mainstream, influenzando opere successive in modi che spesso non vengono nemmeno riconosciuti.
Le Bizzarre avventure di JoJo racconta la saga multigenerazionale della famiglia Joestar, una stirpe maledetta e benedetta allo stesso tempo. Tutto inizia con Jonathan Joestar, un gentiluomo inglese di fine Ottocento che si ritrova a combattere contro Dio Brando, il suo fratello adottivo. La storia potrebbe sembrare un classico racconto di rivalità fraterna, se non fosse che Dio trova una maschera di pietra maledetta che lo trasforma in un vampiro immortale. Non contento, Dio decapita Jonathan e sostituisce la sua testa con quella del fratello, rubandogli letteralmente il corpo. Si nasconde poi in Egitto per decenni, costruendo un esercito di villain pronti a servirlo.
Da qui la follia si moltiplica esponenzialmente. Ogni “parte” dell’anime segue un diverso discendente Joestar, ognuno con il proprio soprannome derivato da “JoJo”, ognuno con una personalità distintissima. Dopo Jonathan arriva suo nipote Joseph, che deve affrontare i Pillar Men, antichi esseri vampirici. Poi tocca a Jotaro Kujo, che sviluppa uno Stand e viaggia fino in Egitto per eliminare Dio una volta per tutte. Successivamente incontriamo Josuke, il figlio illegittimo di Joseph, impegnato a dare la caccia a un serial killer nella cittadina di Morioh. Poi Giorno Giovanna e le sue avventure mafiose in Italia. E così via, attraverso fughe dal carcere, corse mortali a cavallo in universi alternativi, fino ad arrivare a un altro Josuke con pupille biforcute e quattro testicoli.
Questa struttura narrativa è geniale perché permette ad Araki di reinventarsi continuamente, esplorando generi diversi, ambientazioni esotiche e concetti sempre più audaci. Non ci si annoia mai con JoJo’s. Ogni nuova generazione porta una ventata di freschezza, nuovi alleati da imparare ad amare, nuovi nemici assurdi da odiare, nuove dinamiche di gruppo da seguire. L’intimità che si crea con ogni squadra di protagonisti rende persino le trame più folli perfettamente comprensibili e cariche di tensione emotiva. Un serial killer psicopatico con superpoteri che uccide donne per collezionarne le mani? Nella cittadina di Morioh è solo un altro giovedì.

Guardare Le Bizzarre avventure di JoJo significa immergersi in un universo melodrammatico e technicolor, dove ogni episodio può contenere una battaglia epica o Josuke che distrugge un piatto di pasta con un pugno per svelarne gli ingredienti. È un invito a lasciarsi andare, ad accettare l’assurdità come linguaggio narrativo legittimo. Araki non chiede al lettore di sospendere l’incredulità: chiede di abbracciarla, di celebrarla. Non si tratta solo di bizzarria fine a se stessa. Dietro ogni scelta folle c’è una logica interna ferrea, un rispetto profondo per i personaggi e per le loro relazioni. Quando vedete un gruppo di amici imparare a fidarsi l’uno dell’altro, a usare i propri poteri in modi sempre più ingegnosi, a sacrificarsi per proteggere chi amano, la connessione emotiva è reale. JoJo riesce a farvi piangere per la morte di un personaggio secondario introdotto tre episodi prima, perché in quei tre episodi Araki vi ha fatto innamorare della loro umanità.
Le Bizzarre avventure di JoJo non è per tutti, questo va detto con onestà. Il suo stile richiede un certo tipo di apertura mentale, la capacità di accettare che un vampiro possa fermare il tempo urlando “Za Warudo” prima di lanciare un rullo compressore contro il nemico. Ma per chi riesce a sintonizzarsi sulla sua frequenza, JoJo offre una delle esperienze narrative più ricche, divertenti e sorprendenti mai create. È un viaggio attraverso generazioni, continenti, generi e follie che non ha eguali. E ora che sapete cosa vi aspetta, non avete più scuse per non imbarcarvi in questa avventura bizzarra.
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