Home » TV » Sci-Fi & Fantasy » Pistole, inseguimenti e belle donne: questo anime di culto anni ’90 è su Netflix (e non te lo puoi perdere)

Pistole, inseguimenti e belle donne: questo anime di culto anni ’90 è su Netflix (e non te lo puoi perdere)

14/06/2026 news di Andrea Palazzolo

Ha segnato una generazione ai tempi degli anni '90: ora questo anime di culto si trova su Netflix ed è imperdibile.

Una scena di City Hunter

Tra le sigle televisive che hanno accompagnato i pomeriggi di chi è nato tra gli anni ’80 e ’90, ce n’è una che ancora oggi, a distanza di decenni, riesce a far vibrare corde profonde della memoria collettiva italiana. City Hunter non è stato semplicemente un anime tra i tanti: è diventato un fenomeno culturale, un pezzo di identità generazionale, una di quelle opere che hanno definito un’epoca e continuano a vivere nell’immaginario di milioni di persone. Ma cosa ha reso questa serie così speciale?

Tutto inizia nel febbraio del 1985, quando Tsukasa Hōjō comincia a serializzare il suo manga sulle pagine del Weekly Shōnen Jump, la rivista che ha dato i natali a giganti come Dragon Ball e One Piece. La storia segue le avvenzioni di Ryo Saeba e Kaori Makimura, due detective privati che operano nell’ombra del quartiere Shinjuku di Tokyo, offrendo i loro servigi come guardie del corpo, investigatori, risolutori di problemi che la polizia ufficiale non può o non vuole affrontare.

L’anime, prodotto dalla Sunrise, debutta in Giappone nell’aprile del 1987 e si protrae fino all’ottobre del 1991, per un totale di quattro stagioni e 140 episodi che hanno fatto storia. In Italia arriva con circa dieci anni di ritardo rispetto al debutto nipponico, trasmesso inizialmente su Italia7 a partire dal gennaio 1997, per poi approdare su Italia Teen Television. Ma quando arriva, esplode.

Poster di City Hunter
Poster di City Hunter, fonte: Netflix

City Hunter intercetta perfettamente il gusto del pubblico italiano di quegli anni, offrendo un cocktail esplosivo di ingredienti che funzionano alla perfezione. Da un lato c’è l’azione pura, le sparatorie coreografiche, le scene action con una regia che strizza l’occhio alle spy story hollywoodiane, esaltando la mira infallibile che caratterizza Ryo Saeba. Dall’altro c’è la commedia, leggera ma mai banale, costruita sul contrasto tra la professionalità glaciale del protagonista in missione e il suo essere un inguaribile donnaiolo quando abbassa la guardia.

Ed è proprio qui che entra in scena uno degli elementi più iconici dell’intera serie: il martellone di Kaori. Quel martellone gigantesco che la ragazza tira fuori dai posti più impensabili per punire le intemperanze di Ryo è diventato un simbolo, una gag che ha fatto ridere generazioni di spettatori e che ancora oggi viene ricordata con affetto. Il rapporto tra i due protagonisti rappresenta il cuore pulsante della serie, una chimica perfetta fatta di battibecchi continui, botta e risposta al fulmicotone, tensione romantica mai completamente esplicitata ma sempre percepibile.

Quello che City Hunter ha saputo fare meglio di molti altri shōnen dell’epoca è stato mantenere un equilibrio delicato tra leggerezza e profondità. Sotto la superficie scanzonata delle avventure episodiche, emerge progressivamente un passato drammatico e complesso per entrambi i protagonisti. Ryo non è semplicemente un playboy dalle capacità straordinarie: è un uomo segnato da traumi profondi, cresciuto in un ambiente violento, che ha imparato a nascondere le proprie ferite dietro una maschera di superficialità. Kaori porta con sé il peso della perdita di Hideyuki Makimura, il partner originale di Ryo e fratello della ragazza, una figura che aleggia costantemente sulla narrazione.

Oggi, a distanza di oltre trent’anni dal debutto dell’anime in Giappone, City Hunter continua a godere di una solida base di fan in Italia. Non si tratta solo di nostalgia: le nuove produzioni cinematografiche dimostrano che l’universo creato da Hōjō ha ancora molto da dire, che i suoi personaggi conservano il loro fascino e che il pubblico è pronto a tornare in sala per seguire le nuove avventure di Ryo e Kaori.

Il merito va certamente alla qualità della scrittura originale, alla capacità di Hōjō di creare personaggi tridimensionali e situazioni che, pur inserite in una cornice di intrattenimento leggero, non rinunciano mai alla complessità emotiva. Ma va anche al momento storico in cui City Hunter è arrivato in Italia, inserendosi perfettamente in quella stagione d’oro dell’animazione giapponese in televisione che ha formato il gusto di un’intera generazione.

Tags:
undici è viva finale stranger things 5
Sci-Fi & Fantasy

Stranger Things: c’è un patto segreto tra Millie Bobby Brown e i fratelli Duffer sul finale

di Stella Delmattino

L'attrice rivela che soltanto lei e i creatori della serie conoscono il vero destino di Undici, un segreto destinato a rimanere tale almeno per il momento

Avatar - La leggenda di Aang Stagione 2 serie netflix
Sci-Fi & Fantasy

Avatar – La leggenda di Aang recensione stagione 2: cresce lo spettacolo, non la profondità

di Marco Tedesco

La seconda stagione migliora sotto il profilo tecnico, ma una scrittura troppo compressa continua a penalizzare ritmo, personaggi ed emozioni

Jim Carrey nel poster di Lemony Snickett Una serie di sfortunati eventi
Sci-Fi & Fantasy

Remake di un film con Jim Carrey e trasposizione di una saga di romanzi: su Netflix trovi questa serie steampunk dimenticata

di Andrea Palazzolo

Scopri perché Una serie di sfortunati eventi su Netflix è un capolavoro sottovalutato e perché dovresti recuperarlo.

Il protagonista di Chainsaw Man
Sci-Fi & Fantasy

Se ami i combattimenti e i colpi di scena di Jujutsu Kaisen devi dare un’occasione a questo folle anime

di Andrea Palazzolo

Jujutsu Kaisen è uno degli anime più amati negli ultimi anni, ma un altro contendente ha saputo muoversi come lui, spingendo sulla follia e sull'esagerazione.