Questo anime mescola la fantascienza di Pacific Rim e l’horror più splatter che abbiate mai visto
01/07/2026 news di Andrea Palazzolo
Kaiju No. 8: analisi dell'anime su Crunchyroll. Un protagonista trentaduenne che diventa il mostro che doveva combattere.

C’è qualcosa di profondamente diverso in Kaiju No. 8 rispetto alla maggior parte degli shonen che affollano le piattaforme di streaming. Non si tratta del solito liceale predestinato a salvare il mondo, non c’è il classico giovane eroe che scopre di possedere poteri straordinari durante il primo giorno di scuola. Qui il protagonista ha 32 anni, lavora come addetto allo smaltimento delle carcasse di mostri giganti e ha già rinunciato ai suoi sogni da tempo. Kafka Hibino è un uomo che ha fallito, più volte, e che si è rassegnato a una vita di seconda scelta. Almeno fino a quando non diventa lui stesso la creatura che avrebbe dovuto combattere.
L’anime, disponibile su Crunchyroll, è l’adattamento dell’omonimo manga di Naoya Matsumoto pubblicato in Giappone dal 2020 e distribuito in Italia da Star Comics. Due anni sono passati dall’annuncio della trasposizione animata da parte di Toho, e l’attesa è stata ricompensata con una produzione di altissimo livello che vede la collaborazione tra Production I.G., lo storico studio dietro capolavori come Ghost in the Shell e Heavenly Delusion, e lo studio Khara per il design dei kaiju.
Il mondo di Kaiju No. 8 non è poi così diverso dal nostro, se non fosse per un dettaglio tutt’altro che trascurabile: i kaiju, creature mostruose di dimensioni colossali, fanno parte della vita quotidiana degli abitanti del Giappone. Questi bestioni causano regolarmente devastazioni nelle città, lasciando dietro di sé distruzione, morte e tonnellate di detriti organici che qualcuno deve pur smaltire. È qui che entra in gioco Kafka, che lavora per una delle aziende specializzate nella pulizia e nella dissezione delle carcasse lasciate dai mostri abbattuti dalle Forze di Difesa.
Un lavoro ingrato, sporco, spesso disgustoso. Le scene che aprono il primo episodio non risparmiano dettagli: organi che esplodono, fluidi corporei che si riversano per le strade come fiumi tossici, esalazioni mefitiche che rendono l’aria irrespirabile. C’è un compiacimento quasi horror in questa rappresentazione splatter che richiama più le atmosfere di certo cinema occidentale che i classici film di kaiju giapponesi pensati per le famiglie. L’influenza di Pacific Rim è evidente, ma Kaiju No. 8 spinge l’acceleratore sugli aspetti più truculenti e viscerali, regalando una dimensione orrorifica che il genere raramente si concede con questa intensità.
Un giorno, al termine del turno di lavoro, Kafka e un nuovo assunto vengono aggrediti da una creatura mostruosa. A salvarli, proprio sul filo del rasoio, è Mina in persona. L’incontro riaccende in Kafka qualcosa che credeva spento: il desiderio di ritentare, di non arrendersi, di tornare a inseguire quella promessa di infanzia. Ma il destino ha in serbo per lui qualcosa di completamente inaspettato. Mentre è in ospedale, uno strano essere volante penetra nel suo corpo, fondendosi con lui e trasformandolo in un ibrido: Kaiju No. 8.

È questo il paradosso al centro della storia. Kafka ottiene finalmente i poteri per combattere i mostri, ma lo fa diventando lui stesso un mostro. Non è il classico power-up dello shonen, non è una trasformazione eroica e luminosa. È una mutazione inquietante, una contaminazione che lo pone ai margini dell’umanità stessa. E qui sta uno degli elementi più interessanti della narrazione: Kafka deve nascondere la sua vera natura mentre cerca di entrare nelle Forze di Difesa, pena essere identificato come un bersaglio da eliminare.
Per chi cerca un anime che sappia bilanciare azione mozzafiato, dramma umano e una dose non indifferente di horror splatter, Kaiju No. 8 rappresenta un appuntamento fisso da non perdere. Per chi invece è cresciuto con i film di Godzilla e ha amato Pacific Rim, questa è l’occasione perfetta per riscoprire il fascino senza tempo dei kaiju attraverso una lente narrativa più matura e consapevole.
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