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7/10 su 602 voti. Titolo originale: The Outsider , uscita: 12-01-2020. Stagioni: 1.

The Outsider | La recensione della serie HBO che rende onore a Stephen King

09/04/2020 recensione serie tv di Sabrina Crivelli

Ben Mendelsohn e Jason Bateman sono i protagonisti della versione televisiva dell'omonimo romanzo horror 2018, tra le pochissime trasposizioni che possono dirsi riuscite fino in fondo

the outsider hbo serie 2020 king

I lavori di Stephen King sono stati negli anni un bacino inesauribile di idee da riadattare in produzioni per il grande e il piccolo schermo. Soltanto nell’immediato passato si ricordano in tal senso IT (la nostra recensione del Capitolo Uno & Due) di Andy Muschietti, Doctor Sleep (la nostra recensione) di Mike Flanagan, La Torre Nera (la recensione) di Nikolaj Arcel o Pet Sematary (la recensione) di Kevin Kölsch e Dennis Widmyer. Eppure, se certo non mancano i tentativi di trasporre i romanzi del ‘Re del brividi’, i casi in cui il risultato si possa dire riuscito sono decisamente rari (la nostra riflessione).

Saranno le atmosfere metafisiche che dominano le pagine dei suoi libri e che rese per immagini perdono parte del loro mistero, della loro suggestione; oppure le sfaccettature dei personaggi e delle trame spesso molto complesse che risultano assai difficili da semplificare. È arduo da spiegare. Rimane il fatto che, molte volte, l’effetto finale sia ben diverso e meno entusiasmante dalla fonte. Spesso, ma non sempre. I 10 episodi della prima stagione di The Outsider, miniserie HBO andata in onda in esclusiva su Sky Atlantic in Italia e creata da Richard Price (The Wire, The Night Of ), tratta dall’omonimo romanzo kinghiano edito in Italia nel 2018, ci dimostra che ogni tanto è possibile rendere giustizia all’originale.

the outsider serie 2020 posterL’impalpabile confine tra reale e soprannaturale

L’Altro è là fuori che aspetta nell’ombra, per incredibile che possa sembrare. Questo è il presupposto fondamentale della sottile tensione tra reale e soprannaturale, tra sogno e concreto dei libri dello scrittore americano. Entità aliene e fameliche (IT), figure dai grandi potenti poteri psichici (Doctor Sleep), redivivi che fanno ritorno dall’Aldilà profondamente cambiati (Pet Sematary), l’universo intero di Stephen King è popolato di creature sovrumane che attendono di nascosto, osservano, si nutrono, uccidono. Questa è anche la natura dell’Outsider che dà il titolo alla serie (e al libro), un predatore mutaforma che si nutre della sofferenza, delle lacrime e i cui contorni sono indefiniti, si perdono nelle leggende popolari e nel folklore.

Certo, la sua esistenza è difficile da accettare, soprattutto per un poliziotto di provincia come Ralph Anderson (Ben Mendelsohn) che sta indagando su un controverso caso di rapimento e omicidio. La tranquilla comunità in cui vive è scossa, infatti, dall’efferata uccisione di un ragazzino, Frankie Peterson (Duncan E. Clark), il cui corpo senza vita viene ritrovato nei boschi. Non solo, a rendere il delitto ancora più sconcertante è il fatto che il colpevole sembri essere Terry Maitlan (Jason Bateman), lo stimato professore di letteratura e coach della squadra di baseball del luogo. Irreprensibile educatore e padre di famiglia, è stato però visto da più testimoni avvicinare la giovane vittima e, la sera stessa dell’infanticidio, in uno strip club.

Tuttavia, esiste un’inspiegabile discrepanza: il presunto assassino ha un alibi di ferro visto che, quello stesso giorno, si trovava in un’altra città con dei colleghi per una conferenza. Che la sua testimonianza sia falsa? Non pare proprio visto, che ci sono prove inconfutabile a confermare la sua presenza a decine di chilometri da dove si sono verificati i terribili eventi. Possibile che un uomo sia contemporaneamente in due luoghi differenti?

Con tale interrogativo si apre The Outsider, che inizialmente (nella fattispecie nei primi 2 episodi, Fish in a Barrel e Roanoke) parte come una crime story. Man mano, però, che il mistero s’infittisce gli episodi deviano sempre più verso derive horror e mistery, in cui l’azione umana non è più spiegazione sufficiente. D’altronde, con il procedere dell’indagine si aggiungono elementi sempre nuovi e più assurdi, complicando l’intreccio invece che svelare l’arcano. E se i fatti si fossero più volte ripetuti? Se non solo Terry Maitlan fosse stato al centro di un simile caso di inspiegabile e sinistra ubiquità? Da una costa all’altra degli Stati Uniti, casi simili di infanticidio, all’apparenza con prove in contraddizione tra loro e con un insospettabile colpevole, si sono susseguiti. I punti di collegamento sono molti e l’origine del tutto potrebbe andare indietro di parecchie decadi, coincidendo con la comparsa di uno spietato Outsider

the outsider serie 2020 hbo Ben MendelsohnDella disperazione e di altri demoni

Chi è stato davvero a uccidere il piccolo Frankie? Per rispondere con certezza è necessario avanzare parecchio nella narrazione di The Outsider, quindi non possiamo rivelarvi la soluzione a questa incognita. Invece, ci soffermeremo su un altro punto fondamentale: la miseria e il dolore causati dall’omicidio dell’adolescente, che come una forza incontrollabile si propagano. La famiglia della vittima, come quella del presunto colpevole, sono ciascuna toccata da morte e disperazione. Così, Terry Maitland si trova ad affrontare l’agghiacciante giustizia sommaria della società (composta da quelli che riteneva amici e vicini). Lo stesso vale per Glory  (Julianne Nicholson), la moglie, e le due figlie in età scolare, che sono trattate come appestate ed emarginate. Nonostante i suoi sforzi di essere forte, la donna e le bambine sono travolte dall’accusa contro il consorte, dell’innocenza di cui lei è comunque certa. Allo stesso tempo i Peterson, i famigliari di Frankie, patiscono ben più di una sciagura, in quello che pare un circolo vizioso di lutti, violenza e autodistruzione. E se tutto ciò fosse stato volontariamente causato da un’entità esterna?

Sin dal primo episodio, tale dubbio serpeggia. Una fosca figura, dal volto costantemente coperto da un cappuccio, è inquadrata di tanto in tanto, a incrementare l’incertezza e la curiosità nello spettatore. Chi sarà questo sinistro osservatore? Poi, si aggiungono una successione di piccoli e grandi indizi. C’è l’alibi di Terry a confonderci. Seguono le strane apparizioni di un uomo dai contorni non ben definiti, dal volto che è lo stesso eppure cambia. Intravvisto da qualcuno per strada, o visitatore notturno dei sogni di una ragazzina spaventata o di una moglie angosciata, nessuno dei testimoni della sua presenza è però attendibile.

The Outsider serie HBO- 1L’entità descritta sembrerebbe viaggiare tra il mondo fisico e mentale, cacciando e terrorizzando, ma a che fine? Di nulla si ha certezza, dacché tutto viene messo in dubbio in un costrutto narrativo sapiente che ci concede verità parziali, pezzi di un puzzle che solo gradualmente si ricompone, fino alla rivelazione finale. Il ritmo, la suspense, i vicoli ciechi e le rivelazioni, tutto concorre a tenere sempre alta l’attenzione di chi guarda, a farlo sprofondare in una realtà sempre più inquietante. Ciononostante, non si tratta di una dimensione apertamente soprannaturale.

Come in IT o nel recente film Netflix Nell’Erba Alta (la nostra recensione), sono i panorami rurali e le piccole cittadine della provincia americana a costituire lo scenario di tali foschi avvenimenti e il rifugio per pericoli inimmaginabili, e – forse – entità antiche come il mondo.

Una sfaccettata galleria umana

Nonostante il sentore di soprannaturale sia costante, l’elemento umano è altrettanto fondamentale in The Outsider. Esso fornisce anzitutto le basi essenziali alla costruzione di questa stratificata impalcatura. Complementare, quindi, al lato horror e paranormale, la variegata galleria di personaggi che Stephen King ha tratteggiato nelle pagine del suo romanzo prendono vita davanti ai nostri occhi attraverso le performance del cast. Nessuno è smaccatamente fuori parte o innaturale. Ciò non vuol dire che i protagonisti siano tutti e sempre amabili. Anzi, proprio perché realistici, le loro psicologie e personalità sono sfaccettate.

Alle volte sono estremamente ostinati come il detective Anderson, che Ben Mendelsohn (Animal Kingdom) incarna con la giusta combinazione di sofferenza e senso di colpa, volontà giustizia e agnosticismo. In altri casi, sono petulanti, come sua moglie Jeannie (Mare Winningham), o addirittura indisponenti come Glory Maitland, incarnata da un’estremamente espressiva Julianne Nicholson.

D’altra parte, l’aggressività che più volte manifesta è più che motivate. Altri personaggi, infine, sono del tutto sopra le righe, come Holly Gibney (Cynthia Erivo), una singolare e geniale investigatrice privata assunta per aiutare nelle indagini (e personaggio ricorrente nella letteratura kinghiana, già presente nella trilogia di romanzi di Bill Hodges, poi adattata nella serie televisiva Mr. Mercedes).

In conclusione, tutti gli attori coinvolti concorrono a concretizzare i complessi protagonisti con le loro debolezze, incertezze, paure e piccole meschinità. Le loro interpretazioni si sommano all’intricata struttura narrativa, ai mille dettagli della trama e ai plurimi colpi di scena a creare una serie notevolmente articolata e densa di tensione, che rende onore all’originale kinghiano. E il finale di The Outsider che ci sprofonda nelle ‘profondità della Terra’ è all’altezza di tutto il resto.

Forse non perfettamente fedele nel dettaglio al romanzo di Stephen King, ma le necessarie semplificazioni o scelte differenti in termini di esplorazioni di fatti e personaggi non pesano sulla trasposizione, che anzi quasi ne guadagna in questo caso. Rispetto ad altri recenti adattamenti seriali come come il pur discreto Mr. Mercedes o il tremendo The Mist, non si può essere quindi per una volta d’accordo col Re del brivido, spesso preso in giro dai fan per la sua estrema benevolenza, il quale si è detto pienamente soddisfatto del risultato e del lavoro di Richard Price, definendo la miniserie “torva e avvincente, un prodotto che esalta le doti fino ad ora sotto utilizzate di Ben Mendelsohn e l’ennesima conferma del talento di Jason Bateman.”

Ora non resta che augurarsi che una eventuale stagione 2, di cui si stava già parlando prima dello scoppio dell’epidemia di coronavirus (ma solo se la HBO lo vorrà, visto che questi 10 episodi portano a compimento l’arco del romanzo), si mantenga su questo livello.

Questo il full trailer internazionale di The Outsider, che potete trovare su Sky Atlantic e Now TV:

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