Un male oscuro e un’antica profezia: su Netflix trovi il fantasy perfetto per i fan di Il Signore degli Anelli
25/09/2026 news di Andrea Palazzolo
La serie fantasy su Netflix che è più fedele a Tolkien de Gli Anelli del Potere. Ecco perché dovresti assolutamente vederla.

Mentre Amazon ha investito un miliardo di dollari per portare sullo schermo Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere, Netflix aveva già in catalogo una gemma fantasy che molti fan di Tolkien considerano più fedele allo spirito del professore di Oxford. Si chiama Dark Crystal – La resistenza, è del 2019, dura appena dieci episodi ed è realizzata interamente con pupazzi. Eppure, questa serie prequel del film cult di Jim Henson del 1982 riesce a catturare qualcosa che molte produzioni moderne hanno perso per strada: l’autenticità dell’immaginazione fantasy.
La serie è ambientata su Thra, un pianeta dove i Gelfling, piccole creature simili a elfi, vivono sotto il dominio oppressivo degli Skeksis, esseri aviari corrotti ossessionati dal potere del Cristallo Oscuro. Quando tre giovani Gelfling, Rian, Brea e Deet, doppiati rispettivamente da Taron Egerton, Anya Taylor-Joy e Nathalie Emmanuel, scoprono il terribile segreto dietro il potere degli Skeksis, innescano una ribellione che cambierà per sempre il destino del loro mondo.
I Gelfling ricordano inevitabilmente gli Hobbit: creature piccole, umili, apparentemente insignificanti che si ritrovano al centro di eventi epocali. Gli Skeksis evocano le forze oscure di Sauron, con la loro ossessione per il cristallo che richiama quella per l’Anello del Potere. Ma Age of Resistance non è una semplice cover di Tolkien in salsa fantasy. È qualcosa di diverso, di più strano, di visivamente più audace.
La scelta di utilizzare la puppetry tradizionale di Jim Henson, la stessa che rese indimenticabile il film originale del 1982, conferisce alla serie un’atmosfera unica. Ogni creatura, ogni ambiente, ogni dettaglio è tangibile, fisico, reale. In un’epoca dominata dalla CGI, vedere attori manipolare pupazzi elaborati crea un senso di meraviglia e inquietudine che gli effetti digitali faticano a replicare. C’è bellezza in queste creature, ma anche qualcosa di perturbante, di arcaico.
Questo approccio estetico potrebbe sembrare anacronistico, ma è esattamente ciò che rende Dark Crystal – La resistenza così speciale. Mentre altre produzioni fantasy moderne sembrano quasi imbarazzate dalla loro natura immaginativa, strizzando l’occhio allo spettatore con battute autoironiche o riferimenti meta-narrativi, The Dark Crystal si prende tremendamente sul serio. Non c’è traccia di vergogna o di distacco ironico. La serie ti chiede di credere nel suo mondo, proprio come Tolkien chiedeva ai lettori di credere nella Terra di Mezzo.
La serie, diretta da Louis Leterrier e scritta da un team che include Will Matthews, Richard Elliott, Simon Racioppa, Margaret Dunlap e Kari Drake, ha ricevuto elogi universali dalla critica, raggiungendo l’89 percento su Rotten Tomatoes. Eppure Netflix l’ha cancellata dopo una sola stagione, in quel periodo buio in cui la piattaforma sembrava determinata a interrompere ogni show dopo dieci episodi, indipendentemente dalla qualità o dall’accoglienza.
Ma quella singola stagione resta un esempio perfetto di come dovrebbe essere raccontata una storia fantasy. Dark Crystal – La resistenza dimostra che non servono budget stratosferici o effetti speciali all’avanguardia per creare mondi coinvolgenti. Servono personaggi in cui credere, una mitologia rispettata, il coraggio di abbracciare l’immaginazione senza remore.
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