2 novembre 2015

Sonyleaks: Sony deve pagare 5.5 milioni di dollari ai suoi dipendenti

A guadagnarci più di tutti saranno però gli avvocati scelti per la class action

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2 novembre 2015
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Sony Pictures pagherà dai 5.5 agli 8 milioni di dollari per risolvere la class action scaturita dopo il grande attacco informatico avvenuto ai suoi danni lo scorso inverno, nel quale sono trapelate molte informazioni personali di dipendenti ed ex dipendenti. E’ quanto emerso da alcuni documenti presentati in Tribunale.

L’azione legale, guidata da Michael Corona e da altri ex dipendenti dello Studio, segue più di una mezza dozzina di cause per negligenza e violazione della privacy depositate dopo il furto di dati attribuito dal governo degli Stati Uniti alla Corea del Nord in previsione dell’uscita di The Interview.

L’accordo proposto prevede 2 milioni ‘cash’ per rimborsare i partecipanti alla class action fino a 1.000 dollari ciascuno per le misure di prevenzione adottate per proteggersi dal furto di identità. Nel frattempo, agli avvocati che rappresentavano i querelanti andranno quasi 3.5 milioni.

In aggiunta, Sony fornirà per due anni servizi di protezione d’identità agli ex dipendenti attraverso una terza parte, chiamata AllClear ID.

L’accordo appare così decisamente vantaggioso per gli avvocati che hanno lavorato sul caso, che potrebberp intascare un pagamento in contanti più alto delle migliaia di dipendenti di Sony che hanno subito una violazione dei dati. In una dichiarazione dell’avvocato Cari Laufenberg però, si giustifica sottolineando che in sei mesi, gli avvocati hanno esaminato decine di migliaia di documenti prodotti dalla Sony, centinaia di migliaia di documenti divulgati su Internet, raccolto deposizioni dei dirigenti Sony, assunto un economista ed esperto di violazione dei dati per analizzare i danni ed essersi incontrati diverse volte per discutere i negoziati.

Il denaro che Sony sta pagando ai dipendenti potrebbe salire da 2 a 4.5 milioni di dollari, ma le perdite comprovate attribuibili ai cyberhackers potrebbe rivelarsi problematiche. Anche se molti dei querelanti hanno riferito di essere stati vittima di furto di identità nei mesi successivi all’hack, Sony ha indicato altre violazioni di dati su Target, eBay e Home Depot.

I negoziati per l’accordo sono iniziati nel mese di giugno e le parti hanno raggiunto un accordo l’1 settembre. Un giudice inizierà ora ad analizzarne l’equità e potrebbe prestare particolare attenzione alla larga fetta di denaro che andrà agli avvocati. Gli avvocati che hanno lavorato al caso stanno già sottolineando il valore dei servizi di protezione d’identità ora in corso.

Se approvato, gli ex dipendenti avranno anche la possibilità di scegliere se proseguire con l’azione legale contro Sony. Almeno altre due cause sono al momento pendenti nel Tribunale Statale della California e come condizione della transazione, i querelanti dovrebbero rinunciare a continuarle. Sony ha ammesso di non avere alcuna responsabilità o di aver compiuto illecito non adottando misure migliori per garantire la sicurezza prima che si verificasse la violazione.

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