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Voto: 5.5/10 Titolo originale: Atomica , uscita: 17-03-2017. Regista: Dagen Merrill.

Atomica: la recensione del film sci-fi diretto da Dagen Merrill

27/03/2017 recensione film di Alessandro Gamma

Dominic Monaghan e Sarah Abel sono i protagonisti di un thriller sci-fi che getta via alcune intuizioni affogandole in un dedalo di dialoghi senza mordente

Dominic Monaghan e Sarah Habel in Deep Burial (2017) Atomica

In un futuro non troppo lontano, la Terra è stata flagellata da una serie di disastri che coinvolgono l’energia nucleare. Conosciamo la Auxilisun, una mega-corporazione che ha progettato un sistema di pulizia per le radiazioni per aiutare il pianeta malandato e i suoi occupanti malati. Abby (Sarah Habel), ingegnere capo della Auxilisun, viene portata per un guasto meccanico presso una delle strutture di contenimento, per visitare la zona irradiata e capire come un sistema ritenuto perfetto sia riuscito a guastarsi. Entrata in una costruzione apparentemente deserta, la ragazza si imbatte presto in Robinson (Dominic Monaghan), un dipendente che sembra essere stato solo troppo a lungo.

Cercando di fare amicizia con Abby, Robinson dimostra un comportamento insolito, rendendo con i suoi modi eccessivamente loquaci la rappresentante della compagnia solo più curiosa su cosa sia avvenuto. A mancare è un secondo uomo, Zek (Tom Sizemore), che ricompare privo di sensi nel deserto circostante. Portato in infermeria per un esame, Robinson dichiara che Zek non è chi dice di essere, mentre l’uomo, una volta ripresosi, rilancia a sua volta di non aver idea di chi sia Robinson.

Atomica_Syfy POster Monaghan

Come moltissimi B movie di fantascienza, Atomica (Deep Burial) presenta una raffigurazione personale della fine del mondo. Tuttavia, qui ci troviamo di fronte a un lento decadimento sia planetario che cinematografico, con il regista Dagen Merrill (Murder in the Dark) che lotta per provare a girare in maniera in qualche modo emozionante un film basato fondamentalmente soltanto sui dialoghi.

Si nota un certo impegno nel provare a trasmettere visivamente qualcosa di accettabile e credibile per il contesto, nonostante una chiara mancanza di fondi adeguati per dare veramente vita a una Terra a un passo dal baratro (problematica tipica di ogni prodotto targato SyFy), ma Atomica, che vorrebbe mirare ad aumentare la tensione attraverso una storia di identità messe in discussione e di esplorazione post-industriale, arriva a possedere raramente l’enfasi che un impegno come questo richiederebbe per superare i suoi mezzi limitati.

Il regista tenta di trasformare spazi limitati e motivazioni oscure in qualcosa alla Alfred Hitchcock, ma in definitiva si avvicina poco alla meta.

Scritta da Federico Fernandez Armesto e Adam Gyngell, la pellicola farebbe anche un buon lavoro nei primi minuti (dove è stato impiegato quasi tutto il budget a disposizione nel tentativo di convincere gli spettatori a proseguire la visione), aprendosi con uno spot che sottolinea le meraviglie della Auxilisun Corporation e dei suoi eroici sforzi per stabilizzare la Terra attraverso il processo di pulizia delle radiazioni.

Si tratta di un’operazione di marketing allegra e piena di speranza, se vista in parallelo con la realtà del mondo malato, con una struttura di contenimento logorata e in cui l’accesso per qualsiasi esame più attento risulta difficile. I tempi di intervento e la missione sono senza dubbio chiari nella mente di Abby, che si prepara al viaggio con la speranza di dimostrare la buona fede della sua compagnia andando a risolvere un problema insolito che riguarda la rottura di una ventola principale che regola il movimento dei gas tossici.

Come detto, Atomica parte forte, e se è vero che ci sono pochissimi dollari per gli effetti speciali visivi, la produzione offre uno sguardo discretamente interessante sui viaggi del futuro, con la protagonista a bordo di una navicella che vola attraverso territori senza vita.

Viene dato risalto anche gli strumenti per le comunicazioni e l’analisi delle informazioni, conferendo al film quel senso di asetticità necessaria per aumentare la percezione della natura fredda della Auxilisun, che rispecchia entità aziendali empiriche come la Weyland-Yutani di Alien o la Umbrella Corporation di Resident Evil, anche se qui il gigante energetico non è necessariamente il Male assoluto.

atomica sarah abelUna volta che Abby arriva a destinazione però, Atomica diventa una pellicola di esplorazione estremamente dilatata, che segue la preoccupata ingegnere dentro tunnel cilindrici e stanze gigantesche, sorpresa di scovare l’inquietante Robinson nelle ombre, chiaramente agitato per qualcosa.

Una volte finite le presentazioni di rito, invece che spremere la suspense da conversazioni approssimative, si passa direttamente alla ninna nanna, con interazioni banali tra i tre estranei per riempire il minutaggio, che, titoli di coda esclusi, raggiunge peraltro appena gli 80 minuti.

Atomica sfiora problemi come la psicosi da deprivazione sensoriale, grazie a un Robinson sempre al limite, ma mai sopra le righe, e suggerisce che Zek potrebbe aver trascorso del tempo “profondamente immerso” nelle radiazioni (il primo titolo scelto era Deep Burial), colorando la percezione di Abby di malvagità, intrappolata con due uomini che potrebbero star mentendo per proteggere sé stessi o forse per blandirla per poi ucciderla.

Il film non combina però molto con questi quesiti, e la scelta di limitare molto la presenza sullo schermo del sempre carismatico Sizemore inficia non poco sull’intensità generale degli scambi, drenando la carica di energia maligna condivisa dai personaggi. Atomica non è un completo disastro, ma nel complesso non riesce mai a diventare il thriller ansiogeno che vorrebbe/dovrebbe essere, con i grandi colpi di scena che zoppicano verso la superficie e una conclusione che manca di incisività.

Di seguito il trailer ufficiale di Atomica:

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