Voto: 4/10 Titolo originale: Nightfall , uscita: 15-04-1988. Regista: Paul Mayersberg.
Come Hollywood ha rovinato uno dei migliori racconti di Isaac Asimov
21/06/2026 recensione film Nightfall di Stella Delmattino
Nightfall è considerato uno dei racconti più importanti dello scrittore, ma il film del 1988 ne ha stravolto temi, atmosfera e significato fino a diventare un caso emblematico di adattamento fallito

Tra i tanti racconti che hanno segnato la storia della fantascienza, pochi hanno avuto l’impatto di Nightfall. Pubblicato nel 1941 da Isaac Asimov sulla rivista Astounding Science Fiction (in Italia come Notturno o Cade la notte) viene ancora oggi considerato uno dei migliori racconti brevi mai scritti nel genere e uno dei testi che hanno contribuito a consacrare il futuro autore del Ciclo della Fondazione.
Eppure, quando Hollywood decise di portarlo sul grande schermo quasi cinquant’anni dopo, il risultato fu tutto tranne che memorabile.
Il film Nightfall, prodotto nel 1988 dalla casa di produzione di Roger Corman, è infatti ricordato come uno degli adattamenti più deludenti mai realizzati da un’opera di Asimov.
Il racconto originale si svolge su Lagash, un pianeta illuminato costantemente da sei soli. In quel mondo il concetto stesso di notte è sconosciuto: almeno un sole è sempre visibile nel cielo.
Alcuni astronomi, però, scoprono un inquietante ciclo cosmico destinato a ripetersi ogni duemila anni. Per poche ore tutti i soli scompariranno contemporaneamente, lasciando il pianeta immerso nell’oscurità assoluta.
Quando ciò accadrà, gli abitanti vedranno per la prima volta le stelle.
Quella che potrebbe sembrare una semplice scoperta astronomica si trasforma invece in un trauma psicologico collettivo. Di fronte all’immensità dell’universo, la mente umana non riesce a elaborare ciò che vede e l’intera civiltà precipita nella follia.
È proprio questa l’idea rivoluzionaria del racconto: il vero orrore non nasce da mostri o invasioni aliene, ma dall’incapacità dell’uomo di comprendere il cosmo.
Nel 1988 Roger Corman decise di produrre un adattamento cinematografico affidando regia e sceneggiatura a Paul Mayersberg, autore noto soprattutto per aver scritto L’uomo che cadde sulla Terra con David Bowie.
L’operazione si rivelò però molto più complicata del previsto.
Lo stesso Corman ammise che Nightfall era una delle opere più difficili di Asimov da trasformare in un film. Il racconto si basa quasi esclusivamente su idee, dialoghi e riflessioni filosofiche, mentre l’azione è ridotta al minimo.
Il produttore spiegò infatti che il vero problema era trovare un equilibrio: restare completamente fedeli al materiale originale avrebbe prodotto un film poco spettacolare, mentre aggiungere elementi più commerciali avrebbe inevitabilmente tradito lo spirito dell’opera.
“Nightfall era una storia molto difficile da adattare perché era estremamente dialogata e poco cinematografica.”
Il rischio era evidente: restare fedeli al materiale originale avrebbe prodotto un film poco spettacolare; modificarlo troppo avrebbe significato tradire il senso stesso dell’opera.
Alla fine accadde proprio quest’ultima cosa.
Anche Paul Mayersberg era consapevole della difficoltà del progetto e arrivò addirittura a sostenere:
“La fantascienza non è un genere particolarmente cinematografico, perché le migliori storie di fantascienza sono basate sulle idee, non sulle immagini.”
Il film introduce numerosi elementi completamente assenti nel racconto originale, trasformando la vicenda in un miscuglio di thriller, melodramma e fantascienza.
Le riflessioni sul rapporto tra scienza, religione e paura dell’ignoto lasciano spazio a intrighi sentimentali, scene di sesso, gelosie e conflitti personali che finiscono per oscurare completamente il cuore della storia immaginata da Asimov.
Il Los Angeles Times fu particolarmente severo nei confronti del film, criticando proprio questa deriva narrativa:
“Mayersberg sostituisce il conflitto tra scienza e religione con una serie di relazioni in stile Dynasty, gelosie e numerose scene di sesso gratuite.”
Anche molti critici dell’epoca sottolinearono come queste aggiunte risultassero gratuite e incapaci di arricchire realmente la narrazione.
Secondo numerose recensioni successive, il film appare confuso, con dialoghi deboli, un montaggio caotico e interpretazioni poco convincenti, nonostante alcune idee interessanti nella scenografia e nei costumi.
Nel tempo anche gli spettatori hanno contribuito alla sua fama di adattamento fallito. Una delle recensioni più popolari su Letterboxd lo descrive ironicamente così:
“È come se avessero assunto Neil Breen per girarlo al Burning Man coinvolgendo tutti gli eccentrici strafatti che trovavano nei dintorni.”
La vicenda di Nightfall dimostra anche quanto possa essere complicato trasporre sullo schermo la fantascienza di Isaac Asimov.
Gran parte delle sue opere non si fonda infatti sull’azione, bensì su concetti scientifici, dilemmi morali e speculazioni filosofiche.
È una fantascienza costruita sulle idee più che sugli effetti speciali.
L’affermazione di Mayersberg secondo cui la migliore fantascienza sarebbe “poco cinematografica” finì, paradossalmente, per descrivere perfettamente i limiti del suo stesso adattamento.
Ancora oggi molti appassionati ritengono che Nightfall meriterebbe una nuova trasposizione.
Con i moderni mezzi tecnologici e una maggiore attenzione verso la fantascienza d’autore, il racconto potrebbe finalmente trovare un adattamento capace di valorizzarne l’aspetto più affascinante: la paura dell’ignoto, la fragilità della mente umana e la presa di coscienza della nostra minuscola posizione nell’universo.
Il film del 1988 resta invece soprattutto una curiosità per i fan di Asimov e un promemoria di quanto sia facile perdere completamente il significato di un’opera quando si tenta di renderla più commerciale.
Perché Nightfall non aveva bisogno di inseguire i cliché del cinema di fantascienza dell’epoca. Aveva già tutto ciò che serviva per essere straordinario.
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