Home » Cinema » Azione & Avventura » Dopo Harry Potter, Daniel Radcliffe ha fatto questo action cyberpunk che tutti hanno dimenticato

Dopo Harry Potter, Daniel Radcliffe ha fatto questo action cyberpunk che tutti hanno dimenticato

11/09/2026 news di Andrea Palazzolo

Il film cyberpunk ultraviolento del 2019 con Daniel Radcliffe che merita una seconda possibilità. Ecco perché dovresti vederlo.

Guns Akimbo

Dimentichiamo per un attimo Harry Potter. Dimentichiamo il maghetto con la cicatrice, Hogwarts, i Doni della Morte e tutto l’universo che ha reso Daniel Radcliffe uno degli attori più riconoscibili del pianeta. Perché dal 2011, quando si è chiuso il capitolo della saga del wizarding world, la carriera di Radcliffe ha preso una piega che definire “imprevedibile” sarebbe riduttivo. È stata una traiettoria folle, coraggiosa, sistematicamente contro ogni logica hollywoodiana. E nel 2019, questa traiettoria ha toccato uno dei suoi punti più alti e deliranti con Guns Akimbo, un film cyberpunk ultraviolento che nessuno ha visto ma che merita disperatamente una seconda possibilità.

La premessa è talmente assurda da sembrare uno scherzo. Miles, interpretato da Radcliffe, è un programmatore qualunque, il classico tipo anonimo che passa le serate davanti al computer. Una sera si imbatte in Skizm, una piattaforma streaming illegale che trasmette in diretta combattimenti mortali tra assassini professionisti. Miles, da tastiera, si mette a insultare gli spettatori sadici che guardano quelle carneficine. Errore fatale. Il boss criminale dietro Skizm, un tizio di nome Riktor, non gradisce. Così Miles si risveglia con due pistole cariche letteralmente imbullonate alle mani, trasformato da troll da divano in concorrente involontario di un reality show dell’orrore. Il suo avversario è Nix, un’assassina glaciale e micidiale interpretata da Samara Weaving, e la regola è semplice: sopravvivi o muori in diretta streaming.

Da questa premessa esplosiva parte un trip adrenalinico di novantotto minuti che non concede un secondo di respiro. Il regista Jason Lei Howden costruisce un’esperienza sensoriale che richiama gli action movie più spericolati degli anni Duemila: Crank, Shoot ‘Em Up, Hardcore Henry. Film dove la fisica è un optional, la violenza è cartoonesca nella sua esagerazione e il ritmo è quello di un attacco di panico ben coreografato. Ma Guns Akimbo aggiunge un ingrediente che manca a molti dei suoi fratelli spirituali: un’ambientazione cyberpunk che, pur non essendo centrale come in Blade Runner o Altered Carbon, permea ogni scena con la sua estetica al neon, la sua satira feroce verso la cultura dello streaming e dei reality, la sua distopia digitale dove il voyeurismo è diventato intrattenimento di massa.

È proprio questo mix esplosivo a rendere Guns Akimbo più di un semplice action movie. Il film è una parodia acida della nostra fame di contenuti, del modo in cui consumiamo violenza come fossero snack, della trasformazione della sofferenza altrui in spettacolo. Miles è l’antieroe perfetto per questo tipo di satira: non è un guerriero, non è un eroe d’azione, è uno di noi. Un tipo che sta sul divano a giudicare, finché non viene risucchiato letteralmente dentro lo schermo e costretto a diventare intrattenimento per quegli stessi sadici che insultava. La performance di Radcliffe è straordinaria proprio in questa vulnerabilità: lo vediamo correre, cadere, sbattere contro ogni superficie possibile, letteralmente incapace di usare le mani per fare qualsiasi cosa che non sia sparare. Come si apre una porta quando hai due pistole al posto delle mani? Come ti allacci le scarpe? Come vai in bagno? Il film non evita queste domande, e alcune delle scene più esilaranti nascono proprio da questa premessa assurda portata alle sue conseguenze più pratiche e imbarazzanti.

Eppure, nonostante l’inventiva, l’energia anarchica e il coraggio visivo, Guns Akimbo è stato un disastro al botteghino. Uscito nel febbraio 2020, è stato travolto dall’inizio della pandemia di COVID-19. Le sale hanno chiuso, il mondo si è fermato, e questo piccolo gioiello cyberpunk è finito sepolto in un periodo storico in cui nessuno andava più al cinema. Una tragedia, considerando quanto fosse perfetto per il grande schermo: esplosioni, inseguimenti, colori saturi, violenza coreografata con un gusto quasi operistico.

È un film che non dovrebbe funzionare sulla carta: troppo violento, troppo stupido, troppo esagerato. Eppure funziona proprio perché abbraccia tutti questi eccessi senza vergogna, con una gioia anarchica che è diventata sempre più rara nel cinema contemporaneo, dominato da universi cinematografici calcolati al millimetro e sequel progettati per non offendere nessuno.

Radcliffe, dal canto suo, ha preso posizioni chiare anche fuori dallo schermo. Ha condannato pubblicamente J.K. Rowling per le sue dichiarazioni transfobiche, dimostrando che il suo distacco dal mondo di Harry Potter non è solo artistico ma anche etico. Questo rende ancora più importante supportare le sue scelte coraggiose: tornare nel Wizarding World, anche solo per un cameo nell’imminente reboot HBO, significherebbe in qualche modo legittimare un franchise che porta con sé ombre sempre più pesanti. Meglio puntare su progetti originali, rischiosi, magari sottovalutati ma liberi.

Tags:
Rebel Ridge
Azione & Avventura

Fa di tutto per salvare il fratello: su Netflix trovi un capolavoro action che unisce Reacher e Rambo

di Andrea Palazzolo

Su Netflix il thriller action di Jeremy Saulnier con Aaron Pierre. Un capolavoro che unisce l'intelligenza di Reacher alla forza di Rambo.

le avventure di rocketeer film
Azione & Avventura

Le avventure di Rocketeer, il sequel che Disney non ha voluto: «100 minuti strazianti»

di Stella Delmattino

Mattson Tomlin e J.D. Dillard avevano proposto un sequel costruito interamente in tempo reale, con un razzo sulla schiena e una missione per salvare il mondo dai fascisti. Ma Disney ha deciso di non realizzarlo

fargo film 1996 coen
Azione & Avventura

Fargo dei Coen vi dice che è una storia vera. Non credetegli

di Stella Delmattino

Il cult con Frances McDormand si presenta come la ricostruzione di un crimine realmente accaduto. In realtà i Coen hanno inventato quasi tutto, trasformando quella prima bugia in una delle chiavi più interessanti del film

Bruce Willis in Codice Mercury (1998)
Azione & Avventura

Codice Mercury, un thriller vecchia scuola che funziona meglio della sua assurda premessa

di William Maga

Harold Becker costruisce un solido thriller di cospirazione attorno a Bruce Willis e Miko Hughes, ma una premessa improbabile e una rappresentazione dell’autismo molto datata ne limitano ancora oggi l’efficacia