Le avventure di Rocketeer, il sequel che Disney non ha voluto: «100 minuti strazianti»
10/09/2026 news di Stella Delmattino
Mattson Tomlin e J.D. Dillard avevano proposto un sequel costruito interamente in tempo reale, con un razzo sulla schiena e una missione per salvare il mondo dai fascisti. Ma Disney ha deciso di non realizzarlo

Le avventure di Rocketeer avrebbe potuto tornare al cinema con un sequel molto diverso dal classico revival nostalgico. Mattson Tomlin, sceneggiatore di The Batman: Part II insieme a Matt Reeves, ha infatti rivelato su X di aver presentato a Disney con il regista J.D. Dillard un’idea particolarmente radicale: un nuovo film raccontato interamente in tempo reale, con circa 100 minuti di storia corrispondenti ai 100 minuti vissuti dal protagonista.
Disney, però, ha deciso di non procedere.
Tomlin ha raccontato che lui e Dillard avevano proposto il progetto allo studio e ha sintetizzato così quello che avrebbero voluto realizzare: «100 minuti strazianti» che avrebbero insistito su quanto sia «visceralmente folle» legarsi un razzo alla schiena e cercare di salvare il mondo dai fascisti. Lo sceneggiatore ha ammesso di essere dispiaciuto che quella versione non vedrà la luce.
Un Rocketeer molto più fisico e pericoloso
È una descrizione brevissima, ma suggerisce un approccio piuttosto preciso. Le avventure di Rocketeer, diretto da Joe Johnston e uscito nel 1991, trattava il volo di Cliff Secord con lo spirito avventuroso dei serial degli anni Trenta: un giovane pilota trova un jetpack sperimentale e finisce coinvolto in uno scontro con spie naziste intenzionate a impossessarsene.
Tomlin e Dillard sembravano invece intenzionati a prendere sul serio proprio l’aspetto più assurdo del personaggio: un essere umano che vola con un razzo estremamente potente fissato direttamente al corpo. Invece di cancellare quel pericolo dietro l’iconografia del supereroe, il sequel avrebbe trasformato l’esperienza in qualcosa di molto più fisico, precario e potenzialmente letale.
La struttura in tempo reale avrebbe fatto il resto. Niente grandi salti temporali: 100 minuti per affrontare una minaccia, salvare il mondo e possibilmente sopravvivere. Un’impostazione che avrebbe potuto trasformare la tradizionale avventura pulp in una sorta di thriller d’azione sotto pressione, senza però abbandonare lo spirito antifascista già centrale nell’originale.
Le avventure di Rocketeer doveva continuare già nel 1991
La rivelazione assume un significato particolare perché Le avventure di Rocketeer sembra condannato da oltre trent’anni a tentare di diventare un franchise senza riuscirci.
Il film con Billy Campbell, Jennifer Connelly, Alan Arkin e Timothy Dalton, basato sul personaggio creato da Dave Stevens, era stato concepito con la possibilità di proseguire attraverso altri capitoli. Gli incassi, però, cambiarono i programmi dello studio. A fronte di un budget di circa 35-40 milioni di dollari, il film raccolse circa 46 milioni negli Stati Uniti e non ottenne il successo necessario per dare immediatamente vita a una saga.
Con il passare degli anni, tuttavia, il destino del film è cambiato. Le avventure di Rocketeer ha conquistato progressivamente lo status di cult, grazie alla sua estetica rétro, al gusto per l’avventura vecchia scuola e a un protagonista che, visto oggi, sembra quasi anticipare alcune caratteristiche del successivo cinema supereroistico.
Non è casuale che Johnston avrebbe poi diretto nel 2011 Captain America: Il primo Vendicatore, un altro superhero movie ambientato nel passato e costruito attorno a nazisti, tecnologia fantastica ed estetica pulp. A vent’anni di distanza, alcune idee sperimentate con Rocketeer avrebbero trovato un pubblico enormemente più grande all’interno del Marvel Cinematic Universe.
Disney cerca da anni di riportarlo al cinema
Quello di Tomlin e Dillard non è stato l’unico tentativo di riportare il personaggio sul grande schermo. Disney ha esplorato più volte possibili continuazioni e reinterpretazioni del film originale.
Nel 2016 emerse il progetto The Rocketeers, pensato come una sorta di sequel-reboot ambientato alcuni anni dopo gli eventi del primo film e incentrato su una nuova eroina. Successivamente lo studio iniziò a lavorare a The Return of the Rocketeer, progetto legato a David Oyelowo e costruito attorno a un ex aviatore dei Tuskegee destinato a entrare in possesso del celebre jetpack.
Proprio J.D. Dillard era stato inizialmente coinvolto anche in quel progetto prima di lasciarlo. Oyelowo ha successivamente spiegato che lo sviluppo si è sostanzialmente arenato, pur continuando a manifestare interesse per l’idea e la speranza che qualcuno all’interno di Disney possa decidere di rilanciarla.
Il sequel rifiutato da Disney
Non sappiamo quanto la proposta successiva di Tomlin e Dillard fosse collegata a The Return of the Rocketeer, né chi avrebbe dovuto indossare casco e jetpack. Tomlin ha rivelato il concept generale, non un cast o tutti i dettagli della storia, quindi qualsiasi ricostruzione più precisa rischierebbe di andare oltre ciò che effettivamente sappiamo.
Ma l’idea di base è già abbastanza particolare: prendere un personaggio nato dall’immaginario dei serial pulp e chiedersi che cosa significherebbe davvero volare con un razzo legato alla schiena mentre si cerca di salvare il mondo dai fascisti. E farlo senza concedere al protagonista neppure il sollievo di un’ellissi narrativa, comprimendo tutto in circa 100 minuti di tempo reale.
Dopo oltre tre decenni di progetti annunciati, riscritti o abbandonati, Disney continua quindi a non trovare la strada definitiva per riportare Le avventure di Rocketeer sul grande schermo. La versione immaginata da Mattson Tomlin e J.D. Dillard aveva almeno trovato un modo decisamente insolito per provarci: 100 minuti, un razzo sulla schiena e nessuna pausa. Ma questa volta Rocketeer non è riuscito neppure a decollare.
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Le avventure di Rocketeer doveva continuare già nel 1991



