Home » Cinema » Horror & Thriller » Elle (2016): la recensione del film di vendetta diretto da Paul Verhoeven

Voto: 7/10 Titolo originale: Elle , uscita: 25-05-2016. Budget: $9,800,000. Regista: Paul Verhoeven.

Elle (2016): la recensione del film di vendetta diretto da Paul Verhoeven

11/11/2016 recensione film di Alessandro Gamma

Il controverso regista olandese torna sulle scene con un rape & revenge velato di solo apparente leggerezza, con una Isabelle Huppert mai così ambigua

elle film 2016 isabelle

Elle di Paul Verhoeven inizia con un sorriso: un gattone grigio con gli occhi spalancati guarda fuori campo in direzione delle grida di un uomo e una donna in apparente gioia orgiastica. Subito dopo appare però quello che non si vedeva, che rivela un avvenimento molto più nefasto: una donna di mezza età, Michéle (Isabelle Huppert), sta venendo violentata da un aggressore mascherato sul pavimento del suo appartamento. Una volta che l’uomo si è precipitato fuori dalla porta, Michéle rimane semplicemente lì, a guardare il soffitto, e non è chiaro se sia traumatizzata o intrigata dall’accaduto.

Così va il resto del film, una visione tipicamente sovversiva su un familiare dramma familiare da un maestro dello stravolgimento dei generi. Per la sua prima produzione in lingua francese – e suo primo lungometraggio in un decennio – il 77enne regista olandese realizza il lavoro più ‘contenuto’ di sempre, una dark comedy sugli impulsi sessuali e su altre passioni più vicina nella forma a Fiore di Carne del 1973 che a qualsiasi alta cosa abbia fatto dopo.

elle-poster-paul-verhoevenDi fronte alla sfida di mettere in scena una commedia spensierata sullo stupro, la Huppert impregna Michéle di un’ambiguità formidabile. Game designer maniaca del lavoro il cui padre serial killer è in carcere da anni, trascorre le sue giornate ad abbaiare contro i membri del suo staff, impegnandosi in una relazione con Patrick (Christian Berkel), il marito della sua migliore amica (Anne Consigny) e discutendo col giovane figlio (Jonas Bloquet), che si trova bloccato in un matrimonio senza futuro e non riesce a rimettersi in sesto. Il più grande ostacolo per Michele è rappresentato dalla esigente madre (Judith Magre), una diva che trascorre le sue giornate a letto con un uomo molto più giovane e agitandosi per le richieste di appello del marito omicida.

Con tutti questi nevrotici elementi in gioco, Michéle si ritrova al centro di un mondo trabboccante di ego che si scontrano e false digressioni. Adattata dall’omonimo romanzo di Philippe Djian, la sceneggiatura – co-scritta da Verhoeven e David Birke – pone molta enfasi sulla feroce personalità della protagonista workaholic come impatto della terribile home invasion sperimenta in apertura. Invece di dare l’allarme, tiene inizialmente l’incidente per se stessa, suggerendo così l’inquietante possibilità che il terribile momento abbia in qualche modo iniettato nuova energia nella sua vita.

Paul Verhoeven svela lentamente l’impatto fisico dello stupro su Michéle, mettendo in primo piano i suoi iniziali tentativi di bloccarlo. Immersa in una vasca da bagno piena di schiuma bianca, si accorge improvvisamente che una chiazza di sangue è emersa in superficie, ma la dirada; di notte, dorme però con un martello. Più tardi, una volta che ha trascorso altro tempo rimbalzando tra le varie ipersuscettibili persone che abitano il suo frenetico mondo, si ritrova a fantasticare sull’evento, che però è andato in modo diverso – e quando l’apparente aggressore comincia a scambiare messaggi con lei al cellulare e a entrare in casa sua quando lei è via, Elle dà alla sua protagonista la possibilità di concepire dopo il rape una forma di revenge. Alla fine otterrà la classica vendetta – ma non nel modo in cui ci si potrebbe aspettare.

elle huppertStuzzicando costantemente i piagnucolosi problemi della classe borghese della società francese, Verhoeven prende a prestito una pagina dal manuale di Michael Haneke, con il direttore della fotografia Stéphane Fontaine che illumina gli interni accentuando i noiosi ambienti dei sontuosi locali dove si svolge la maggior parte dell’azione.

Dalla sua stanca relazione con Patrick al dolore che si accumula nei confronti di suo figlio, la vita di Michele è una sequenza di circostanze insoddisfacenti. Il contorto mistero del suo nuovo ammiratore le fornisce allora un’inaspettata occasione di fuga.

Elle non riesce a mantenere sempre un equilibrio intelligente tra la malizia e i confronti drammatici che lo rendono un’opera così accattivante e non convenzionale. Il suo odioso ensamble cresce fiacco e ridondante col passare dei minuti. I conflitti tra i personaggi coinvolti suonano spesso superficiali. Fortunatamente, la svolta feroce di Isabelle Huppert e l’intento ben focalizzato rimangono al centro dell’accattivante storia, capace di offrire più di un twist affascinante. Dopo novanta minuti, l’identità del violentatore viene rivelata, garantendo a Paul Verhoeven altri 40 minuti per lasciare che Michéle capisca come voglia agire a riguardo.

L’atto finale di Elle è la risposta intellettuale a Cinquanta Sfumature di Grigio, un’ambiziosa dichiarazione circa la capacità di guarire le ferite psicologiche con il sesso violento.

Per Paul Verhoeven, un ritorno su questo terreno dà la misura di come la sua carriera abbia seguito qualunque fosse la direzione che consentisse il miglior sbocco alla sua feroce curiosità. Che si tratti di un atto antimperialista come in Starship Troopers, della storia d’amore nazista di Black Book oppure della distorta presa di posizione femminista di Elle, il regista raramente ha fallito quando ha deciso di prendere del materiale ‘comune’ e trasformarlo in un sagace trattato sui confini del politically correct.

Nel caso di Elle, il regista olandese ha realizzato un racconto provocatorio sull’antidoto definitivo per la paura, che sta tutto nella capacità di trasformarla in qualcos’altro.

Di seguito il trailer ufficiale di Elle, che al momento non ha ancora una data di uscita italiana:

Onslaught Assalto finale (2026) film wingard
Horror & Thriller

Recensione di Onslaught: Adam Wingard torna alle origini, ma l’assalto promesso finisce troppo presto

di Marco Tedesco

Dopo Godzilla e Kong, il regista ritrova Simon Barrett per un action horror sanguinoso tra supersoldati, paranoia militare e suggestioni slasher, senza però sfruttarne fino in fondo il potenziale

it ends film horror 2026
Horror & Thriller

It Ends: una strada senza fine diventa un incubo esistenziale nel trailer dell’horror di Alexander Ullom

di Stella Delmattino

Dopo l’anteprima al SXSW, l’esordio del giovane regista arriva nei cinema italiani per Halloween: quattro amici restano intrappolati in un viaggio dal quale sembra impossibile fuggire

Resident Evil film Austin Abrams
Horror & Thriller

Resident Evil: Austin Abrams ha trovato in L’alba dei morti dementi il modello per il suo improbabile eroe

di Stella Delmattino

Per interpretare Bryan nel film di Zach Cregger, l'attore di Weapons ha scelto una strada precisa: davanti a zombie e creature non voleva sembrare preparato, coraggioso o particolarmente cool

her private hell film refn sophie tatcher
Horror & Thriller

Her Private Hell, recensione: Nicolas Winding Refn è rimasto intrappolato nel suo stesso inferno

di Gioia Majuna

Sophie Thatcher e Charles Melton attraversano un inferno di neon, sesso e violenza nel ritorno al lungometraggio del regista di Drive, sempre più immerso nelle proprie ossessioni