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Titolo originale: 8番出口 , uscita: 03-08-2025. Budget: $1,400,000. Regista: Genki Kawamura.

Exit 8, trailer finale: l’horror giapponese che trasforma un corridoio in un incubo mentale

09/04/2026 trailer news di Stella Delmattino

Dal celebre videogioco liminale indipendente

exit 8 film 2026 horror

Il trailer finale di Exit 8 lascia poco spazio ai dubbi: ci troviamo davanti a un horror psicologico costruito su un’idea semplice e disturbante, capace di trasformare un ambiente neutro in una trappola mentale senza uscita (la recensione). Diretto da Genki Kawamura, il film arriva nelle sale americane dopo il passaggio al Festival di Cannes 2025, sezione Midnight, dove ha già iniziato a costruirsi una reputazione solida tra gli appassionati del genere.

La premessa è ridotta all’osso: un uomo si ritrova intrappolato in un corridoio della metropolitana, un luogo sterile e apparentemente identico a se stesso. L’unico obiettivo è raggiungere l’uscita indicata come “Exit 8”. Ma ogni dettaglio fuori posto può segnare la differenza tra avanzare e tornare al punto di partenza. E il confine tra normalità e anomalia si fa sempre più sottile.

Il film costruisce la propria tensione su una serie di regole precise, quasi da videogioco. Nulla deve essere ignorato. Qualsiasi anomalia va riconosciuta e affrontata immediatamente. In caso contrario, il loop ricomincia. È proprio questa struttura a generare un senso di paranoia crescente: ogni luce che lampeggia, ogni segnale fuori posto, ogni presenza ambigua diventa sospetta. Lo spettatore viene trascinato nello stesso meccanismo mentale del protagonista, costretto a dubitare continuamente di ciò che vede.

Non è un caso che Exit 8 nasca da un videogioco indie sviluppato da Kotake Create. L’adattamento mantiene l’impianto ludico originale, ma lo espande in una dimensione cinematografica più immersiva e disturbante. Il ritmo si costruisce sulla ripetizione, ma invece di risultare monotono, diventa progressivamente più oppressivo, come una spirale che si stringe.

A sostenere il film è soprattutto Kazunari Ninomiya, che porta sulle spalle gran parte del peso emotivo. La sua interpretazione lavora per sottrazione, evitando eccessi e lasciando emergere lentamente la tensione psicologica. Accanto a lui c’è Yamato Kochi, in un contesto in cui però è lo spazio stesso a diventare il vero antagonista.

Genki Kawamura, già noto per A Hundred Flowers e per aver prodotto titoli anime come Mirai, Belle e Suzume, cambia registro e si muove verso un territorio più claustrofobico. Qui non c’è spettacolo visivo nel senso tradizionale, ma una costruzione minuziosa dell’angoscia, fatta di variazioni minime e percezioni instabili.

La sceneggiatura, firmata dallo stesso Kawamura insieme a Hirase Kentaro, non si limita a replicare il concept originale, ma lo rielabora lavorando su aspettative e percezione. Il risultato è un racconto che gioca con il tempo e con l’attenzione dello spettatore, sfruttando la ripetizione come strumento narrativo e non come limite.

Dopo il passaggio a Cannes, Beyond Fest e Sitges, il film si è già imposto come uno degli horror più particolari della stagione. Non è il classico racconto di loop temporale: l’idea viene spinta verso una dimensione più astratta, quasi ossessiva, dove la tensione nasce dall’osservazione e dall’errore.

In attesa di capire quando lo vedremo in Italia (negli USA il 10 aprile), di seguito trovate il final trailer internazionale di Exit 8:

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