Voto: 6/10 Titolo originale: Fuze , uscita: 23-03-2026. Budget: $45,000,000. Regista: David Mackenzie.
Fuze – Conto alla Rovescia recensione: un thriller ad alta tensione che si complica da solo
16/06/2026 recensione film Fuze di William Maga
David Mackenzie costruisce un thriller dal ritmo serrato e da una premessa brillante, ma l'accumulo di colpi di scena finisce per indebolire la tensione che rende così efficace la prima parte del film

Ci sono thriller che costruiscono la tensione poco alla volta. Fuze – Conto alla Rovescia sceglie la strada opposta: parte a tutta velocità e non perde tempo a spiegare troppo.
Una bomba inesplosa della Seconda Guerra Mondiale viene ritrovata nel cuore di Londra durante alcuni lavori di costruzione. Nel giro di pochi minuti la zona viene evacuata, la polizia prende il controllo dell’area e un team specializzato dell’esercito viene incaricato di disinnescare l’ordigno.
È un incipit semplice, immediato e soprattutto efficace.
David Mackenzie capisce che non serve complicare le cose per catturare l’attenzione dello spettatore. Una bomba pronta a esplodere è già di per sé una promessa narrativa potentissima. Il film sfrutta questa premessa con intelligenza, costruendo una prima parte tesa e sorprendentemente coinvolgente.
Aaron Taylor-Johnson è notevole nel ruolo del maggiore Will Tranter, specialista in esplosivi chiamato a gestire una situazione che potrebbe trasformarsi in una tragedia nazionale. Ha il carisma richiesto da questo tipo di personaggi e riesce a rendere credibile ogni decisione, anche quando la sceneggiatura lo spinge verso comportamenti impulsivi o poco ortodossi.
Il vero colpo di scena, però, arriva quando si scopre che la bomba non è il centro della storia. O meglio, non è l’unico problema.
Mentre l’attenzione delle autorità è concentrata sull’emergenza, qualcun altro sta sfruttando il caos per mettere in atto un piano molto più ambizioso. Da thriller militare, Fuze si trasforma progressivamente in un heist movie pieno di doppi giochi, tradimenti e alleanze instabili.
È una svolta interessante. Almeno sulla carta. Perché proprio nel momento in cui il film allarga il proprio raggio d’azione, inizia anche a perdere parte della sua forza.
La prima mezz’ora funziona grazie a una regola molto semplice: c’è una bomba e bisogna fermarla. Tutto è chiaro, immediato e urgente. Quando invece la trama comincia ad accumulare colpi di scena, nuovi personaggi e continui cambi di prospettiva, la tensione si disperde. La sensazione è che il film si innamori della propria complessità e dimentichi ciò che lo rendeva così efficace all’inizio.
Non aiuta il fatto che molte delle sorprese risultino intuibili con largo anticipo. Fuze continua a comportarsi come se stesse rivelando qualcosa di sconvolgente, ma spesso lo spettatore è già arrivato alla conclusione qualche scena prima.
Questo non significa che il film smetta di essere divertente.
Mackenzie sa dirigere il thriller meglio di molti colleghi contemporanei. Il ritmo rimane sostenuto, il cast funziona e alcune sequenze mantengono un buon livello di tensione. Theo James, Sam Worthington e Gugu Mbatha-Raw aggiungono ulteriore solidità a un ensemble che raramente perde credibilità.
Il problema è che Fuze dà continuamente l’impressione di voler essere più intelligente di quanto sia realmente.
Ogni nuovo ribaltamento sembra voler aumentare la posta in gioco, ma finisce per allontanare il film dalla semplicità che lo aveva reso così coinvolgente nei primi minuti. Persino il finale sceglie di aggiungere ulteriori spiegazioni e collegamenti quando probabilmente avrebbe funzionato meglio lasciando parlare gli eventi.
È il classico caso di un thriller che fatica a fermarsi.
Eppure, nonostante questi limiti, Fuze rimane un intrattenimento solido. Dura poco, si muove rapidamente e non soffre mai di quella lentezza che spesso affligge molte produzioni contemporanee. Non reinventa il genere e probabilmente non entrerà tra i grandi thriller del decennio, ma sa comunque come tenere alta l’attenzione.
Alla fine resta soprattutto una sensazione. Fuze aveva tra le mani un’idea brillante: una bomba come diversivo per qualcosa di ancora più pericoloso. Un’idea talmente forte da sostenere quasi da sola il film.
Peccato che, una volta acceso l’innesco, la storia non trovi sempre il modo migliore per gestire l’esplosione.
Nei cinema dal 17 giugno.
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