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I maggiori successi di Steven Spielberg al box office hanno tutti un elemento in comune

17/06/2026 news di Stella Delmattino

Da E.T. a Jurassic Park fino a La guerra dei mondi, i maggiori incassi della carriera del regista appartengono quasi tutti allo stesso genere

steven spielberg sul set regia

Steven Spielberg è il regista che ha incassato di più nella storia del cinema, ma il suo primato non nasce da un singolo fenomeno isolato. È il risultato di oltre cinquant’anni di successi, generi attraversati e film capaci di parlare a pubblici molto diversi.

Eppure, guardando i numeri del box office, emerge un dato piuttosto chiaro: i maggiori successi commerciali della sua carriera hanno quasi tutti una cosa in comune.

La fantascienza.

Dai dinosauri di Jurassic Park agli alieni di E.T. – L’extra-terrestre, passando per La guerra dei mondi e Ready Player One, Spielberg ha spesso ottenuto i risultati più importanti proprio quando ha raccontato l’ignoto, il futuro, la tecnologia o l’incontro con forme di vita impossibili.

I numeri lo confermano.

I sei maggiori incassi della carriera di Steven Spielberg sono infatti questi:

Jurassic Park — circa 1,05 miliardi di dollari nel mondo

E.T. – L’extra-terrestre — circa 797 milioni di dollari

Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo — circa 786 milioni di dollari

Il mondo perduto: Jurassic Park — circa 618 milioni di dollari

Ready Player One — circa 607 milioni di dollari

La guerra dei mondi — circa 606 milioni di dollari

La cosa interessante è che tutti questi titoli, pur appartenendo a mondi narrativi molto diversi, hanno una forte componente fantascientifica.

jurassic park film 1993 trexJurassic Park e Il mondo perduto trasformano la scienza genetica in spettacolo d’avventura. E.T. e La guerra dei mondi raccontano l’incontro con gli extraterrestri da due prospettive opposte, una tenera e fiabesca, l’altra cupa e catastrofica. Ready Player One guarda al futuro digitale, mentre Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo resta il capitolo più discusso della saga proprio per l’inserimento di elementi alieni e interdimensionali.

In altre parole, il pubblico ha sempre premiato Spielberg quando il suo cinema ha guardato oltre il mondo ordinario.

Il legame tra il regista e la fantascienza nasce molto presto. Già nel 1977 Incontri ravvicinati del terzo tipo dimostrò quanto Spielberg fosse capace di trasformare l’incontro con l’ignoto in un’esperienza di meraviglia collettiva. Il film incassò circa 340 milioni di dollari nel mondo, una cifra enorme per l’epoca, che oggi avrebbe un peso ancora più impressionante se rapportata all’inflazione.

Pochi anni dopo arrivò E.T., forse il film che più di ogni altro ha definito il rapporto tra Spielberg, il pubblico e l’immaginario extraterrestre. Uscito nel 1982, rimase in vetta al box office per un periodo lunghissimo e divenne il maggiore incasso della storia del cinema prima di essere superato negli anni successivi.

Con Jurassic Park, nel 1993, Spielberg cambiò nuovamente le regole. Il film non fu soltanto un successo commerciale gigantesco, ma anche una svolta tecnica per Hollywood grazie alla combinazione tra animatronica, effetti pratici e CGI. Il risultato fu un’avventura capace di sembrare impossibile e tangibile allo stesso tempo.

Da quel successo è nato un franchise che ha continuato a generare miliardi di dollari anche molto tempo dopo il primo film, confermando quanto quell’idea iniziale fosse potente.

Anche i titoli più divisivi raccontano qualcosa di interessante. Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo è spesso considerato uno dei capitoli meno amati della saga, soprattutto per la sua svolta fantascientifica. Eppure resta il terzo maggiore incasso della carriera di Spielberg. Questo significa che, al netto delle critiche, la combinazione tra un franchise amatissimo e un immaginario più vicino alla fantascienza ha comunque attirato il pubblico in massa.

Lo stesso vale per Ready Player One. Non viene quasi mai citato tra i capolavori del regista, ma nel 2018 ha superato i 600 milioni di dollari al box office globale, dimostrando che Spielberg riesce ancora a parlare al grande pubblico quando lavora su mondi tecnologici, futuribili e spettacolari.

ready player one filmUn altro elemento ricorre in molti di questi successi: John Williams. Cinque dei sei maggiori incassi della carriera di Spielberg portano infatti la firma del compositore, con la sola eccezione di Ready Player One, musicato da Alan Silvestri.

Non è un dettaglio secondario. La collaborazione tra Spielberg e Williams ha contribuito a costruire alcune delle immagini sonore più riconoscibili della storia del cinema, da E.T. a Jurassic Park. In molti casi, la meraviglia spielberghiana passa anche da lì.

Con l’arrivo di Disclosure Day, il nuovo progetto fantascientifico del regista, questa tendenza torna quindi di attualità. Spielberg ha diretto drammi storici, film bellici, avventure archeologiche, biopic e musical, ma quando si misura con la fantascienza sembra attivare una parte molto specifica del suo cinema.

Quella più legata allo stupore.

Alla paura dell’ignoto.

Alla possibilità che il mondo sia più grande di quanto immaginiamo.

Ed è forse per questo che il pubblico continua a seguirlo con tanta forza proprio in quel territorio. Perché la fantascienza, nelle mani di Steven Spielberg, non è mai soltanto una questione di effetti speciali o creature impossibili.

È un modo per raccontare la nostra curiosità, le nostre paure e il nostro bisogno di credere che là fuori esista ancora qualcosa capace di sorprenderci.

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