Il furto del secolo: Luca Marinelli, Miriam Leone e Valerio Mastandrea nel thriller italiano su Raiplay
18/10/2026 news di Andrea Palazzolo
Su Raiplay puoi trovare questo crime thriller basato sul fumetto tutto italiano, con Valerio Mastandrea, Luca Marinelli e Miriam Leone.

Quando nel dicembre 2021 è arrivato nelle sale italiane, Diabolik dei Manetti Bros ha fatto esattamente quello che pochi si aspettavano: ha diviso. Non con la furia di un blockbuster controverso, ma con la quieta, testarda determinazione di un’opera che non chiede permesso per esistere così com’è. Un film che emerge dal passato senza scusarsi, senza strizzare l’occhio allo spettatore contemporaneo, senza quella patina di ironia autoriflessiva che ormai ci aspettiamo da qualsiasi operazione nostalgia.
Antonio e Marco Manetti, fratelli registi già noti per L’ispettore Coliandro e Ammore e Malavita, hanno preso il “Re del Terrore” creato dalle sorelle Angela e Luciana Giussani nel 1962 e l’hanno trattato con un rispetto quasi archeologico. Questo Diabolik, interpretato da Luca Marinelli, non è un antieroe postmoderno, non è un personaggio che ammicca alla platea facendo il verso al proprio genere. È semplicemente Diabolik, punto. E questo, per molti, è stato tanto sorprendente quanto spiazzante.
La storia si svolge nella fittizia Clerville, sul finire degli anni Sessanta. Diabolik ha appena portato a termine l’ennesimo colpo, sfuggendo alla polizia a bordo della sua iconica Jaguar E-Type nera. Il suo prossimo obiettivo è un diamante rosa di valore inestimabile, portato in città dalla fascinosa ereditiera Eva Kant, interpretata da Miriam Leone. Ma stavolta qualcosa cambia: Diabolik rimane letteralmente stregato dalla donna, e questo sentimento potrebbe costargli caro. L’ispettore Ginko, a cui Valerio Mastandrea presta volto e determinazione incorruttibile, ha infatti preparato una trappola perfetta per catturare finalmente il criminale più sfuggente della città.
La scelta stilistica dei Manetti Bros è radicale nella sua apparente semplicità: il film è volutamente anacronistico. Non si tratta di un omaggio vintage con filtri Instagram o di una rilettura contemporanea mascherata da periodo storico. È un vero e proprio tuffo in un’estetica cinematografica che appartiene agli anni Sessanta, quella dei thriller italiani, dei gialli con la G maiuscola, del cinema di genere che non si vergognava di essere tale. E qui sta il primo grande elemento divisivo.
Le scenografie, curate nei minimi dettagli, ricreano un’Italia che non esiste più, forse non è mai esistita se non nell’immaginario collettivo e nelle pagine dei fumetti. I costumi sono impeccabili, il trucco studiato per richiamare quell’epoca precisa. La fotografia desatura i colori, creando una palette che sembra uscita direttamente da una pellicola restaurata di mezzo secolo fa. È un lavoro di ricostruzione filologica impressionante, che tocca anche il linguaggio della regia: inquadrature, movimenti di macchina, montaggio, tutto richiama i maestri del thriller europeo, Hitchcock in primis.
Valerio Mastandrea nei panni dell’ispettore Ginko porta la sua consueta capacità di costruire personaggi credibili e sfaccettati. Il suo Ginko è metodico, ossessionato dalla cattura di Diabolik, ma mai macchiettistico. È il classico poliziotto che insegue il criminale non per vendetta personale ma per un incrollabile senso del dovere. Un personaggio che, anche lui, appartiene a un immaginario preciso e che Mastandrea interpreta senza cercarne la rilettura ironica. Il cast si completa con nomi importanti del cinema italiano: Claudia Gerini, Serena Rossi, Alessandro Roja, Vanessa Scalera. Ognuno porta il proprio contributo a questo mosaico che i Manetti Bros hanno voluto comporre con la precisione di un orologiaio svizzero.
Diabolik è disponibile in streaming su diverse piattaforme: gratuitamente su RaiPlay, oppure a noleggio e acquisto su Amazon Prime Video, TIMVISION, Rakuten TV, Google Play e iTunes, con prezzi che vanno dai 2,99 euro per il noleggio agli 11,99 euro per l’acquisto in alta definizione. Chi cerca action sfrenato, effetti speciali mozzafiato o una rilettura moderna del mito rimarrà deluso. Chi invece è disposto a lasciarsi trasportare in un viaggio nel tempo, ad apprezzare un cinema che non esiste quasi più, a godere di piccoli dettagli e grandi omaggi, troverà in questo Diabolik un’esperienza unica.
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