Il regista scrisse una lunga lettera a Kit Harington per trasformarlo in un trafficante: la storia dietro Blood for Dust
19/09/2026 news di Stella Delmattino
Il regista voleva mostrare un lato inaspettato dell'attore di Game of Thrones. Per convincerlo a interpretare un trafficante di armi e droga, decise di scrivergli personalmente

Rod Blackhurst voleva Kit Harington per il suo nuovo film, ma non aveva intenzione di offrirgli l’ennesimo ruolo da eroe. Al contrario, desiderava trasformare l’indimenticabile Jon Snow de Il Trono di Spade in un trafficante di armi e droga, con baffi vistosi e una pericolosa inclinazione al tradimento. Per convincerlo, gli scrisse una lunga lettera. È questo il retroscena dietro il casting di Blood for Dust, thriller del 2023 con Scoot McNairy.
La scelta nasceva anche da un’esperienza personale. Dopo aver diretto l’horror Here Alone e il documentario Amanda Knox, Blackhurst si era ritrovato identificato soprattutto come documentarista. Conosceva quindi il peso delle etichette professionali e si chiedeva se un attore associato a un personaggio tanto celebre non desiderasse, a sua volta, dimostrare di poter fare qualcosa di completamente diverso.
Harington gli sembrò la persona giusta anche per un’altra ragione: Blackhurst ne apprezzava la capacità di comunicare emozioni senza bisogno di parole. All’inizio del 2022, quando scoprì che l’attore era passato alla sua stessa agenzia, contattò i propri rappresentanti e chiese loro di inoltrargli una lunga lettera nella quale spiegava perché desiderasse averlo nel film e lavorare con lui. Il testo integrale non è stato reso pubblico, ma il regista ha raccontato le ragioni della sua iniziativa in un’intervista a Cinema Sentries.
I due si incontrarono il 19 aprile 2022. Secondo il racconto di Blackhurst, Harington gli confermò che ad attirarlo era stata proprio la possibilità di sorprendere il pubblico interpretando un personaggio molto diverso da quelli ai quali era stato associato fino a quel momento.
Un Jon Snow irriconoscibile
Ambientato nel Montana dei primi anni Novanta, Blood for Dust segue Cliff (Scoot McNairy), un rappresentante di commercio in gravi difficoltà economiche. Quando ritrova Ricky (Kit Harington), una vecchia conoscenza, accetta di trasportare armi e droga nella speranza di guadagnare rapidamente. Quella che sembra un’occasione per rimettersi in piedi si trasforma presto in una spirale di violenza e tradimenti.
Ricky è quanto di più lontano ci si possa aspettare dall’eroismo di Jon Snow: un criminale appariscente e manipolatore, disposto a mettere gli altri in pericolo per ottenere ciò che vuole. Anche l’aspetto contribuisce alla trasformazione. Harington ha raccontato di aver scelto personalmente i vistosi baffi del personaggio, considerandoli un’espressione della sua vanità e dell’attenzione che riserva alle apparenze.
Ma il cambiamento non si esaurisce nel look. Il film mette Ricky di fronte a un uomo vulnerabile, Cliff, la cui disperazione economica diventa il punto debole di cui il trafficante può approfittare. Per Harington è l’occasione di interpretare un personaggio moralmente ambiguo, lontano dall’immagine del protagonista integerrimo che lo ha reso famoso.
Il retroscena più interessante, dunque, non è soltanto la trasformazione di Jon Snow in un criminale. È il fatto che un regista, dopo essersi sentito incasellato in un solo genere cinematografico, abbia individuato in Harington un interprete al quale proporre una sfida simile alla propria: dimostrare di poter essere qualcosa di diverso. E tutto è cominciato con una lettera.
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