Insidious incontra L’esorcista e Stephen King in questo film horror da tenere d’occhio
01/09/2026 news di Andrea Palazzolo
Questo film horror non è ancora uscito, ma è decisamente da tenere d'occhio per il mix di fonti d'ispirazione che si possono notare.

Il cinema horror giapponese sta per regalare al 2026 uno dei suoi momenti più alti. Never After Dark, scritto e diretto da Dave Boyle. Non è un film con hype costruito a tavolino: Stephen King in persona ha definito il film straordinario e inquietante, mentre Scott Derrickson, il regista dietro a Sinister e The Black Phone, lo ha bollato come intelligente, imprevedibile e agghiacciante fino al midollo.
La storia ruota attorno ad Airi, interpretata da Moeka Hoshi, una medium itinerante specializzata nel guidare gli spiriti irrequieti fuori dal mondo fisico. Ma Airi non viaggia da sola: al suo fianco c’è Miku, sua sorella. Il dettaglio che cambia tutto è che Miku è morta. Questa presenza spettrale accompagna Airi nei suoi viaggi, creando una dinamica narrativa che promette di esplorare il lutto, il legame familiare e l’ossessione attraverso la lente deformante dell’horror soprannaturale.
Il titolo del film nasconde la sua regola d’oro: Airi non lavora mai dopo il tramonto. Mai. Quando cala la notte, il velo tra il mondo dei vivi e quello dei morti si assottiglia, e le forze che possono essere scatenate vanno oltre ogni controllo. È un principio che ricorda le tradizioni folkloristiche di mezzo mondo, quelle che ci hanno insegnato a temere il buio non per ciò che nasconde, ma per ciò che può attraversare.

La trama prende una piega oscura quando Airi accetta il caso di uno spirito che infesta una casa di campagna isolata, proprietà di Teiko, interpretata da Tae Kimura. L’esorcismo sembra seguire i binari consueti fino a quando non emerge un’apparizione grottesca, dotata di poteri che superano qualsiasi cosa Airi abbia mai affrontato. Scavando nella storia della casa, la medium scopre un segreto disturbante, e si ritrova perseguitata da una forza imprevedibile che non è necessariamente di natura soprannaturale.
Qui Never After Dark compie la sua mossa più interessante: non si limita a essere un film di esorcismi. Il film mostra un’opera che mescola con maestria elementi di Insidious, con la sua esplorazione di dimensioni parallele e presenze demoniache, e L’Esorcista, con il confronto fisico e psicologico tra medium e entità. Ma c’è qualcosa di più stratificato, una componente emotiva e psicologica che promette di elevare il film oltre il semplice susseguirsi di jumpscare.
Dave Boyle, regista americano con una lunga esperienza nel cinema indipendente giapponese, dimostra ancora una volta di saper navigare con sensibilità le acque della cultura nipponica. Il film ha già fatto il giro dei festival internazionali, raccogliendo recensioni entusiastiche da critici ed esperti del genere. La sua estetica visiva, già evidente nel trailer, gioca con il contrasto tra la luce diurna rassicurante e l’oscurità minacciosa della notte, creando un’atmosfera che costruisce tensione progressivamente.
Never After Dark non è solo un film di fantasmi o possessioni: è una riflessione sul dolore irrisolto, sulla difficoltà di lasciare andare chi abbiamo amato, sul confine sottile tra aiutare gli altri e perdersi nel tentativo. La presenza di Miku, la sorella morta, non è un semplice espediente narrativo: è il cuore pulsante del film, la ragione per cui Airi fa quello che fa e il peso che porta con sé. Un film horror sovrannaturale e psicologico da tenere d’occhio.
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