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Voto: 6/10 Titolo originale: La verità sta in cielo , uscita: 06-10-2016. Regista: Roberto Faenza.

La Verità sta in Cielo: la recensione del film di Roberto Faenza + intervista al cast

05/10/2016 recensione film di Teresa Scarale

Il regista firma quello che vuole essere il punto della situazione sul terribile caso di Emanuela Orlandi e in occasione dell’uscita del film abbiamo incontrato i protagonisti Riccardo Scamarcio, Valentina Lodovini e Greta Scarano

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La verità sta in cielo, o meglio, in Vaticano. Il 22 giugno 1983 ha inizio uno dei casi più oscuri e torbidi della storia vaticana: la quindicenne Emanuela Orlandi, figlia di un messo pontificio e cittadina vaticana, viene sottratta agli affetti familiari da ignoti, e di lei non si avranno mai più notizie. Rapimento perpetrato sul territorio italiano, all’uscita della scuola di musica di Emanuela nei pressi della basilica di Sant’Apollinare, nel pieno centro di Roma.

Sulle prime gli inquirenti pensano o vogliono pensare a una fuga adolescenziale. Molte sono le piste e i depistaggi ma, come si acclarerà, la povera ragazza è stata la vittima sacrificale di intrighi ben più grandi di lei e della sua famiglia. Dopo il fallito attentato a Giovanni Paolo II del 1981, si cercava un altro modo per metterlo in ombra, uno scandalo, qualcosa che ne intaccasse l’aura. Uno dei motivi era il sostegno finanziario che il papa tramite l’arcivescovo Paul Marcinkus forniva a Solidarność, il sindacato cattolico dei lavoratori polacchi, il quale in capo a sei anni avrebbe inferto la stoccata definitiva al partito comunista della Polonia. C’erano poi i miliardi di debiti che il Vaticano aveva contratto su più fronti.

La sparizione di una ragazzina vicina al pontefice sembrava ai suoi misteriosi nemici il colpo adeguato per minarne la forza granitica. Gli interessi erano dunque molteplici, e passavano tutti dallo IOR, la banca di Stato vaticana, di cui Marcinkus era monarca assoluto.

Il film di Roberto Faenza si focalizza sulle vicende di colui che ebbe sicuramente un ruolo nei primi trasbordi di Emanuela: il boss dei Testaccini Enrico De Pedis, detto Renatino (Riccardo Scamarcio), così come ricordate dalla sua amante Sabrina Minardi (Greta Scarano) alla giornalista RAI Raffaella Notariale (Valentina Lodovini); il tutto nel quadro più ampio dell’inchiesta portata avanti dalla giornalista BBC Maria (Maya Sansa, non presente alla conferenza stampa successiva alla visione), la quale è anche protagonista del libro di Vito Bruschini La verità sul caso Orlandi, da cui è stata tratta la sceneggiatura del film.

la-verita-sta-in-cielo-scamarcioSi tratta di una pellicola dall’impianto giornalistico, il ritmo è quello dell’inchiesta e appassiona per questo: vengono fatti nomi e cognomi, essendo ogni avvenimento suffragato da documentazione rigorosa e sentenze passate in giudicato. Forse i più informati conoscono già ogni dettaglio, ma il grande pubblico no.

E così, 33 anni dopo quel 22 giugno 1983, a seguito della paradossalmente “frettolosa” archiviazione delle indagini, ci troviamo davanti a un film che mostra agli spettatori avvenimenti mai divulgati e forse fa sperare che le carte secretate in Vaticano, mai concesse alla giustizia italiana, vengano finalmente ad essa consegnate. Quello che resta in bocca è un senso di incompletezza e rabbia per il marcio che fermenta sotto ai pilastri delle istituzioni e della “moralità”.

la-verita-sta-in-cielo-locandinaCome osservato da Scamarcio dopo la proiezione e a proposito della lavorazione del film però, “In Italia c’è anche tanta gente per bene”. L’argomento è scottante, e le domande fioccano. Roberto Faenza: “Mi chiedete perché ora, dopo 33 anni. Perché negli ultimi anni sono venute alla luce nuove verità, era arrivato il momento.

Eccezion fatta per due guardie che hanno tirato fuori le pistole quando giravamo davanti alla scuola di Emanuela, non abbiamo avuto problemi di sorta, anzi. Rai Cinema ci ha incredibilmente sostenuto: il servizio pubblico può servire a qualcosa. Non si sono lamentati e spero che non debbano pagare delle conseguenze.” Alla domanda “Qual è stato il momento più difficile nel girare il film?”, gli attori hanno risposto così.

Valentina Lodovini: “Per me è stato quando abbiamo girato la scena davanti al palazzo nel cui cemento potrebbe essere impastato il cadavere di Emanuela. Quello è stato un momento molto brutto”; Greta Scarano: “Per me è la cosa più difficile è stata interpretare Sabrina ‘da vecchia’… Non è stato facile indossare quei panni”.

Scamarcio suscita infine l’ilarità della platea affermando che la difficoltà più grande per lui è stata rappresentata da un elemento della scenografia: “Il motorino. Era proprio vero, di quegli anni, con i freni che una volta funzionavano e l’altra no. Quante volte ho rischiato di sfracellarmi contro il muro e di morire prima del tempo [l’attore fa riferimento alla scena dell’esecuzione di De Pedis]!”.

La sala scoppia a ridere, e Faenza interviene: “Eh si, voi non lo sapete ma Riccardo è stato pagato il doppio per quelle scene!”, con Scamarcio che poi chiude: “Per il resto girare questo film è stato proprio figo… I costumi dell’epoca, l’ambientazione, le auto… Una figata”. E l’atmosfera si alleggerisce, senza togliere sostanza alla consapevolezza.

Non ci resta che lasciarvi con il trailer di La Verità sta in Cielo:

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