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Titolo originale: Midsommar, uscita: 03-07-2019. Budget: $9,000,000. Regista: Ari Aster.

Midsommar – Il Villaggio dei Dannati: esaminiamo la simbologia (rune, riti, dipinti) del folk horror di Ari Aster

17/07/2019 news di Redazione Il Cineocchio

Spiegazione e vademecum dell'iconografia e dell'immaginario celati in bella vista nel film con Florence Pugh

Florence Pugh in Midsommar (2019)

Dopo la recensione, le parole del regista Ari Aster che fa luce su alcuni punti poco chiari e la ‘guida all’interpretazione’ del significato più o meno evidente del film e del suo finale, ora torniamo a parlare di Midsommar – Il Villaggio dei Dannati per approfondire tutti i simboli e i riferimenti nascosti del folk horror, e come si relazionano alla scioccante conclusione. Segue naturalmente una spiegazione con numerosi SPOILER.

A un livello immediatamente comprensibile, Midsommar – Il Villaggio dei Dannati è un’opera che parla della fine di una relazione tra i due personaggi principali, Dani (Florence Pugh) e Christian (Jack Reynor). Il regista e sceneggiatore Ari Aster stesso si stava riprendendo da una rottura quando ha cominciato a sviluppando il film, e quell’esperienza ha influenzato la scrittura dei personaggi, in particolare di Dani. Sappiamo inoltre che è stato ispirato anche da alcune pellicole romantiche, come di Scene da un matrimonio di Ingmar Bergman del 1973 e Modern Romance di Albert Brooks del 1981. Per quanto riguarda invece le influenze in ambito horror, c’è un chiaro riferimento al Shining di Stanley Kubrick in una ripresa aerea all’inizio.

midsommar film Mu Pan quadroAll’inizio di Midsommar – Il Villaggio dei Dannati, i dipinti sulle pareti degli appartamenti alludono sfuggevolmente al finale e alla ‘peculiare’ fine della relazione tra i due protagonisti di cui siamo testimoni. Nello specifico, nell’appartamento di Christian è appeso un quadro dell’artista Mu Pan di Brooklyn, facente parte di una serie chiamata “Dinoassholes“. Un titolo che sembra molto appropriato per il personaggio di Christian, visto il modo insensibile in cui tratta la fidanzata in lutto. Inoltre, è visibile un’opera dell’artista svedese John Bauer che raffigura una bambina con una corona in testa in piedi di fronte a un grande orso bruno. Questo dipinto allude direttamente agli ultimi minuti di Midsommar – Il Villaggio dei Dannati, quando Christian viene ‘infilato’ dentro alla carcassa di un orso sventrato e dato alle fiamme come sacrificio umano. E Dani, all’esterno, lo guarda ardere vivo mentre indossa proprio una corona di fiori. Più tardi nel minutaggio, all’interno della casa di Siv (Gunnel Fred), Christian vede un’immagine sul muro di un orso bruciato vivo, altro presagio di ciò che accadrà di lì a breve.

Ari Aster ha paragonato il fuoco sacrificale del tempio alla combustione di una scatola con gli oggetti personali di un / una ex, una sorta di catarsi post-rottura insomma, solamente molto più estrema. Ovviamente, il rogo finale richiama anche il corrispettivo del classico The Wicker Man di Robin Hardy (la recensione), in cui il personaggio principale – uno straniero – finisce dentro una statua gigante di vimini che viene data alle fiamme.

midsommar film ari asterIl regista americano il suo team hanno trascorso mesi a studiare il folklore scandinavo e germanico e hanno disseminato ogni aspetto di Midsommar – Il Villaggio dei Dannati di Easter Egg. Uno dei pezzi più importanti di questo puzzle, la struttura in legno che funge da dormitorio (una Bunkhouse), esemplifica questa attenzione maniacale ai dettagli. Le pareti interne sono ricoperte da elaborati murales dipinti dall’artista Ragnar Persson e ispirati all’arte medievale. Avendo la possibilità di esaminare i disegni da vicino e con calma, tali immagini rivelano in realtà gran parte della trama del film.

Fondamentalmente, la casa dormitorio ha la stessa funzione che aveva la casa delle bambole in Hereditary – Le radici del Male (la recensione), illustrando gran parte della storia prima che gli eventi accadano realmente. Ad esempio, sopra uno dei letti vediamo un’illustrazione di due persone che fanno sesso, circondate da molti ‘spettatori’. Un chiaro riferimento al rituale dell’accoppiamento in cui viene coinvolto Christian per ingravidare Maja (Isabelle Grill). Questa scena è anche accennata quando i ragazzi stanno mangiando in precedenza nel film e discutendo su tutte le ragazze svedesi che hanno intenzione di impregnare durante il viaggio. Un’altra illustrazione mostra persone praticarsi tagli sulle mani come un sacrificio. Poco dopo, vediamo i due anziani della comune aprirsi un taglio sui palmi in cima alla rupe, poco prima di saltare verso la loro morte.

Gunnel Fred in Midsommar (2019) filmSulle porte, le rocce e le parati sono poi impresse le rune. A un certo punto, i personaggi fanno riferimento a questo antico sistema di comunicazione come Fuþark antico e Fuþark recente, due evoluzioni dello stesso sistema di linguaggio. Osservando i significati di alcuni di questi simboli, possiamo provare a mettere insieme perché Ari Aster li abbia utilizzati in modo speciali in alcune parti di Midsommar – Il Villaggio dei Dannati. Il regista / sceneggiatore ha assegnato ad ogni personaggio una runa specifica, che possiamo vedere chiaramente disegnata sulle rispettive vesti. Dani ha una R runica sul suo abito, che simboleggia un percorso o un viaggio (quello psicologico e  relativo alla sua relazione amorosa che la ragazza affronta). La runa a forma di clessidra accanto simboleggia il giorno o il risveglio (un probabile riferimento alla ‘rivelazione’ di Dani su Christian, una sorta di epifania per lei). Il personaggio di Dani sperimenta anche un lento risveglio durante tutto il festival. Il primo segno della sua rinascita è quando lei si sveglia dal pisolino e improvvisamente la sua pelle appare dorata e quasi scintillante. Nel frattempo, la veste di Christian presenta una runa a forma di freccia rivolta verso l’alto, che potrebbe riferirsi al simbolo maschile o alla volontà di sacrificarsi, ironicamente, una qualità che non possiede minimamente.

Venendo ai sacrifici, il primo sanguinoso rituale a cui assistiamo è quello in cui due membri anziani della comunità si lanciano da un alto dirupo. Questa tradizione è chiamata ättestupa. Si basa sulle leggende nordiche in cui le persone commettevano un suicidio rituale quando diventavano troppo vecchie per prendersi cura di se stesse. Quando l’uomo e la donna strofinano le loro mani insanguinate sulla grane pietra runica, i due simboli che appaiono sono proprio la ‘R’ della veste di Dani e la freccia rivolta verso l’alto della tunica di Christian. Anche la forma della tavolata in cui pranzano è significativa. Questa runa simboleggia la tradizione, il tramandarsi di riti e riti. Se osservate bene l’ingresso ‘solare’ del villaggio, scorgerete la medesima forma, ma capovolta. La ‘X’ all’interno del tempio sacro può significare dono, il che ha senso, poiché la comunità ha in programma di donare appunto nove anime agli dei.

midsommar film albero di maggioOltre ai summenzionati murales dento alla struttura dormitorio, c’è una sorta di arazzo appeso a stendere in un prato che predice parti della trama di Midsommar – Il Villaggio dei Dannati. Raffigura una bizzarra storia d’amore, in cui una ragazza mette il suo sangue mestruale e i suoi peli pubici nel cibo e nelle bevande di un ragazzo per farlo innamorare di lei. Ed è esattamente ciò che Maja fa con Christian. Si nota facilmente che a tavola, il liquido contenuto nel suo bicchiere è arancione scuro invece che giallo come per tutti gli altri. In più, si toglie un pelo pubico dalla bocca dopo aver assaggiato un morso del tortino.

Se gli eventi più orribili del film sono fittizi, la festività e molti dei suoi rituali sono invece molto reali. La Festa di Mezza Estate è un evento annuale che si svolge a metà giugno, attorno al solstizio d’estate. È popolare in tutto il mondo, in particolare in Scandinavia e è anche brevemente testimoniato nel film Frozen della Disney. La Festa di Mezza Estate dell’estate era inizialmente una festa pagana, ma alla fine è stata unificata alla festa cristiana dedicata a San Giovanni Battista, una celebrazione della nascita del profeta. E, in effetti, ci sono diversi riferimenti a Giovanni il Battista in Midsommar – Il Villaggio dei Dannati. Pelle (Vilhelm Blomgren) dice a Dani che il festival dura 9 giorni e che l’evento quell’anno è speciale perché si verifica solo ogni 90 anni. Nella Bibbia, la Vergine Maria rimase con la madre di Giovanni il Battista, Elisabetta, per 90 giorni prima che Elisabetta partorisse. Poi, quando il gruppo giunge nel campo poco fuori al villaggio, Ingemar augura a Pelle un ‘felice San Giovanni’ in svedese. E una delle piante con fiori gialli che ricoprono il villaggio è l’iperico, chiamata anche Erba di San Giovanni. È poi consuetudine celebrare il giorno di San Giovanni con i falò e con le torce.

Un’altra delle componenti chiave di Midsommar – Il Villaggio dei Dannati è l’Albero di maggio, che vediamo nel film di Ari Aster ricoperto di fiori e verde come auspicio di buona fortuna. Il rituale dove gli abitanti della comune si mettono a danzare attorno all’Albero di maggio si basa su una tradizione della festa di mezza estate, che ruota intorno alla procreazione e alla fertilità. Ha pertanto senso che il bizzarro rituale sessuale di Christian sia una parte importante di ciò verrà dopo.

Levente Puczkó-Smith in Midsommar (2019) filmLa comunità fa posto a una nuova vita facendo molti truculenti sacrifici umani. Iniziamo con la spiegazione di quello che succede a Josh (William Jackson Harper). Quando va a letto per quella che sarà la sua ultima notte da vivo, si è già intrufolato di nascosto nel fienile per fotografare il libro sacro. La mdp si sofferma sulle sue scarpe – mantenute ai piedi – mentre tira la coperta per coprirsi. Questo dettaglio potrebbe riferirsi al suicidio di massa della setta di Heaven’s Gate nel 1997, quando 39 membri del culto furono ritrovati morti sui loro letti a castello, dopo aver ingerito un potente sedativo ed essersi coperti con dei lenzuoli viola. In quanto studente di antropologia, Josh è poi ossessionato dalle tradizioni pagane dell’Europa settentrionale, al punto di abbracciare pienamente abbracciato le idee della setta svedese. La sua ambizione e passione accademica è in definitiva ciò che porta alla sua morte. Nel fienile, il ragazzo viene attaccato da Ulf (Henrik Norlén), lo stesso uomo che si era arrabbiato molto con Mark (Will Poulter) per aver fatto pipì sull’albero ancestrale. La parte più inquietante: Ulf nell’attacco indossa la faccia scuoiata di Mark. Più tardi, vediamo la pelle del viso di Mark posta su un manichino di paglia e ‘incoronata’ con un cappello da giullare. Questo destino crudele era stato per lui prefigurato in precedenza, quando vediamo gli abitanti giocare a Skin the Fool. A posteriori, anche questo ha senso, dato che Mark si adatta perfettamente all’archetipo del ‘pagliaccio’ della compagnia.

Un orrore ancora più grande viene riservato a Simon (Archie Madekwe), il ragazzo londinese che misteriosamente scompare mollando indietro la sua fidanzata, Connie (Ellora Torchia). Christian si imbatta in Simon legato a faccia in giù nel pollaio, con la schiena squartata e il fegato e le costole scoperti. Avvicinandoci ulteriormente, vediamo che i suoi polmoni si stanno ancora muovendo, indicando che il giovane è ancora vivo. Se vi state chiedendo come a qualcuno possa venire in mente una crudeltà del genere, pare che Ari Aster abbia fatto mesi di ricerche sulle tecniche di tortura in uso presso i vichinghi. Ciò a cui Simon è sottoposto è perfettamente in linea con il metodo di esecuzione attraverso l’ “aquila di sangue“, una tipologia prolungata di omicidio rituale descritto nei poemi norreni.

Mats Blomgren e Jack Reynor in Midsommar (2019) filmMa allora, perché in questa comunità insulare sono sopravvissuti rituali vichinghi così antichi e brutali? E cosa significa tutto ciò? Tenetevi forte per la spiegazione.

Per avere un’idea, dobbiamo guardare a Ruben (Levente Puczkó-Smith), il cosiddetto ‘oracolo‘ della comunità. Come spiega un anziano del villaggio, Ruben è stato fatto nascere intenzionalmente da genitori consanguinei per fungere da tramite perfetto ad esprimere la parola degli dei. Si dice che in questo modo il ragazzo abbia acquisito una capacità di giudizio non offuscata a causa della sua condizione e del suo sangue puro. Verso la fine di Midsommar – Il Villaggio dei Dannati, ci viene mostrato seduto su uno scranno ricoperto di cotone, quasi come se fosse seduto su una nuvola. Secondo la spiegazione dello stesso Ari Aster, Ruben incarna il messaggio politico del suo folk horror, che forse in parte critica l’ascesa globale della xenofobia e il ritorno dell’estrema destra in Svezia. Come sottolineato dal regista e sceneggiatore in un’intervista: “Se considerate la storia svedese, si parla di una società molto chiusa. E questo cosa significa realmente? Ci sono cose che accadono in Svezia in questo momento che sono echi di cose che sono accadute durante la Seconda Guerra Mondiale.”

Ma torniamo sull’epilogo di Midsommar – Il Villaggio dei Dannati. Potrebbe sembrare che il rogo rituale del tempio sacro sia stato nei piani di Pelle fin dall’inizio. Una teoria: e se il terribile omicidio-suicidio che coinvolge la famiglia di Dani fosse stata una messinscena architettata dal ragazzo di origine svedese? Accanto al letto dei genitori vediamo infatti una corona di fiori, e anche sulla carta da parati ci sono dei fiori gialli simili. Troppo per essere una mera coincidenza … E se Pelle avesse ucciso la famiglia di Dani per dare il la alla serie di eventi che hanno portato la ragazza e i suoi amici al festival? Lui sottolinea con enfasi che non vedeva l’ora che Dani si unisse al gruppo per il viaggio in Europa.

Midsommar (2019) ari aster filmComunque, indipendentemente dal fatto che Dani sia stata ‘scelta’ da Pelle, ci sono altri indizi sul fatto che la giovane sia sempre stata una candidata perfetta per il ruolo di Regina di Maggio. Il primo è il giorno del suo compleanno, che Pelle sa bene coincidere con l’inizio del festival. Dani ha circa 25 anni, il che è ugualmente significativo, perché, come spiega Pelle, la sua comunità paragona il ciclo della vita umana alle 4 stagioni. I primi 18 anni di vita di ciascuno equivalgono alla primavera. Dani è quindi a quasi metà del viaggio nella stagione successiva, l’estate. Quindi, letteralmente, si trova nella ‘mezza estate’ (è un po’ tirato, ma non fate i pignoli su!). Indipendentemente dall’impeto per il ‘viaggio’ di Dani, il film si chiude in modo perfettamente circolare, cominciando dalla morte della sua famiglia e terminando col decesso di Christian.

Come dice Ari Aster, “Partiamo dall’insondabile e finiamo con l’insondabile“.

Di seguito il trailer italiano e quello internazionale di Midsommar – Il Villaggio dei Dannati (con le voci originali), nei nostri cinema dal 25 luglio:

Fonte: BI

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