Pixar cancella Be Fri: perché dietro la scelta emerge una crisi creativa (e identitaria)
14/04/2026 news di Stella Delmattino
Un momento storico difficile

Nel momento in cui Pixar torna a macinare risultati con Jumpers e si prepara al lancio di Toy Story 5, emerge una notizia che racconta una realtà molto meno lineare: la cancellazione di Be Fri, uno dei progetti originali più ambiziosi degli ultimi anni.
Non è solo un film saltato. È un caso che apre una crepa su come oggi vengono prese certe decisioni dentro Pixar e, soprattutto, dentro Disney.
Be Fri: un progetto sviluppato per anni e fermato all’ultimo
Be Fri era in lavorazione da oltre tre anni, con circa 50 persone coinvolte, diventando uno dei progetti più longevi mai cancellati dallo studio. Diretto da Kristen Lester e scritto da Blaise Hemingway, raccontava la storia di due amiche adolescenti che, dopo essersi allontanate, si ritrovavano coinvolte in un’avventura cosmica dopo aver scoperto che la loro serie preferita – in stile anime – era reale.
Un’idea perfettamente in linea con il DNA Pixar: emotiva, personale, ma anche spettacolare.
Eppure, dopo quattro versioni e una riscrittura compressa in sole sei settimane – quando normalmente la pre-produzione richiede circa un anno di storyboard – il progetto è stato cancellato proprio quando stava per entrare nella fase di animazione.
Una decisione che, internamente, ha lasciato molti senza parole, anche perché Pixar in passato aveva spesso salvato film problematici rielaborandoli fino all’ultimo (come nel caso di Brave).
Il nodo centrale: la percezione del pubblico
Secondo più testimonianze raccolte tra ex dipendenti (via Hollywood Reporter), il problema non era la qualità del film. Anzi.
“Era allo stesso livello di Jumpers. Non capisco perché sia stato scartato.”
Il vero punto riguarda il pubblico di riferimento. In particolare, la paura che il film non fosse abbastanza “trasversale”.
“Con ogni revisione, Disney non pensava che i bambini maschi potessero identificarsi nel film. In pratica: ‘Non possiamo fare un film girl power’.”
Una motivazione che sorprende, soprattutto alla luce dei dati: Inside Out 2 è diventato il film animato con il maggiore incasso di sempre, mentre titoli come Red hanno dimostrato che storie con protagoniste femminili possono funzionare anche su larga scala.
Un progetto vissuto come una perdita interna
La cancellazione di Be Fri non è stata solo una decisione aziendale. È stata vissuta come un colpo duro anche sul piano umano.
Secondo le fonti, all’interno di Pixar è stato organizzato una sorta di “funerale” simbolico per il film: uno spazio dove artisti e membri del team hanno lasciato disegni, appunti e ricordi legati al progetto.
“È stato devastante. C’è stato un vero e proprio momento di commemorazione per Be Fri.”
Un dettaglio che restituisce bene quanto il progetto fosse sentito e quanto la decisione sia arrivata in modo traumatico per chi ci lavorava da anni.
Pixar tra creatività e controllo Disney
Il caso Be Fri si inserisce in una fase più ampia di cambiamento per Pixar. Negli ultimi anni:
– alcuni contenuti considerati sensibili sono stati ridimensionati (come nel caso di Elio)
– progetti originali hanno subito revisioni profonde
– il focus si è spostato sempre di più verso franchise consolidati
Secondo alcune fonti interne, il problema è diventato strutturale:
“Molti sono delusi dal fatto che lo studio lasci che la percezione pubblica guidi le decisioni creative.”
E ancora:
“La battuta in Pixar è che la leadership non abbia spina dorsale.”
Pixar, interpellata sulle ricostruzioni, non ha rilasciato commenti ufficiali, lasciando che siano solo le testimonianze interne a delineare il quadro.
Il paradosso: mentre Pixar si frena, altri occupano lo spazio
Il confronto più interessante arriva dall’esterno.
Film come KPop Demon Hunters, diventato un fenomeno globale anche grazie alla sua identità forte e femminile, mostrano quanto quel tipo di racconto abbia oggi un pubblico enorme.
E il parallelo è inevitabile:
“Le somiglianze sono evidenti. Posso immaginare chi ha bocciato Be Fri oggi pensare: ‘Non posso credere che Netflix stia facendo esattamente quello che volevamo fare noi’.”
Il rischio è chiaro: mentre Pixar rallenta per prudenza, altri player intercettano proprio quel tipo di storie.
Cosa significa davvero la cancellazione di Be Fri
La domanda finale non è se Be Fri sarebbe stato un successo. È un’altra: Pixar può ancora permettersi di non rischiare?
Per anni lo studio ha costruito la sua identità su progetti difficili da vendere sulla carta ma capaci di sorprendere il pubblico. Oggi, invece, sembra prevalere una logica più prudente: ridurre l’incertezza, evitare possibili controversie, puntare su ciò che è già riconoscibile.
Il risultato è un equilibrio più stabile, ma anche meno coraggioso.
E in un mercato in cui l’originalità – anche rischiosa – continua a essere premiata, questa potrebbe essere la vera scommessa. E forse anche il vero problema.
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