Titolo originale: Nocturnal Animals , uscita: 04-11-2016. Budget: $22,500,000. Regista: Tom Ford.
Questo thriller del 2016 appena entrato su Netflix ha la vendetta perfetta (e c’è pure Jake Gyllenhaal)
14/09/2026 news di Stella Delmattino
Dieci anni fa Tom Ford trasformava una storia d'amore fallita in un gioco psicologico ferocissimo, dove un romanzo diventa l'arma perfetta per colpire qualcuno senza nemmeno toccarlo

Ci sono vendette che richiedono pistole, inseguimenti o elaborate trappole. E poi c’è quella di Animali notturni, dove per distruggere emotivamente una persona bastano un manoscritto e una dedica.
Diretto da Tom Ford e uscito nel 2016, il thriller con Amy Adams e Jake Gyllenhaal è uno di quei film che sembrano raccontare una storia per poi rivelare, lentamente, di averne raccontata un’altra. E quando si arriva all’ultima scena diventa chiaro che ciò a cui abbiamo assistito per quasi due ore potrebbe essere soprattutto un sofisticatissimo atto di vendetta.
Al centro troviamo Susan Morrow (Adams), ricca gallerista di Los Angeles intrappolata in un matrimonio ormai svuotato. Un giorno riceve un manoscritto scritto dall’ex marito Edward Sheffield (Gyllenhaal), che non vede da anni.
Il titolo è Nocturnal Animals, il soprannome che lui le dava quando stavano insieme. E il libro è dedicato proprio a lei.
Già questo dovrebbe far scattare qualche campanello d’allarme.
Il libro che Susan legge non è soltanto un libro
Nel romanzo, Tony – interpretato ancora da Gyllenhaal – viaggia di notte con la moglie e la figlia quando viene assalito da tre uomini. Quello che segue è un incubo fatto di impotenza, violenza, perdita e desiderio di vendetta.
Ma più Susan legge, più diventa evidente che Edward non le ha mandato quella storia semplicemente per conoscere la sua opinione.
Tom Ford lo ha spiegato apertamente: attraverso la finzione Edward vuole farle percepire la brutalità di ciò che lui stesso aveva provato quando il loro rapporto era stato distrutto. Tony perde la propria famiglia nel romanzo; Edward aveva vissuto l’abbandono di Susan come la perdita della sua.
E così quello che inizialmente sembra un violentissimo thriller nel thriller assume progressivamente un altro significato. Susan non sta soltanto leggendo una storia: sta leggendo ciò che ha fatto a Edward.
La vendetta di Edward funziona proprio perché lui non è presente
Il colpo più crudele è che Edward non deve fare praticamente nulla.
Mentre Susan continua a leggere, riaffiorano i ricordi della loro relazione. Lei lo amava, ma lo considerava debole e poco ambizioso. Sua madre le aveva predetto che prima o poi avrebbe desiderato la sicurezza e il benessere che Edward non poteva offrirle. Susan aveva respinto quell’idea, salvo poi trasformarsi esattamente nella donna che temeva di diventare.
Ora possiede tutto ciò che pensava di volere: denaro, una casa spettacolare, successo, status. Ma il film costruisce quel mondo come uno spazio freddo, immobile e quasi privo di vita.
Ed Edward riesce a entrarci senza essere fisicamente presente. Gli basta il suo romanzo.
Pagina dopo pagina, Susan riscopre non soltanto l’uomo che aveva lasciato, ma anche la parte di se stessa che aveva sacrificato insieme a lui.
Poi arriva quella cena
Da qui in avanti, naturalmente, spoiler sul finale di Animali notturni.
Dopo aver terminato il libro, Susan contatta Edward e i due decidono di incontrarsi a cena. Per la prima volta dopo molto tempo sembra realmente emozionata.
E Tom Ford inserisce un dettaglio tutt’altro che casuale.
Susan arriva all’appuntamento con meno trucco, meno gioielli, i capelli più naturali e un vestito verde. Ford ha spiegato che sta progressivamente eliminando gli artifici della donna che è diventata per avvicinarsi a quella che Edward conosceva. Il verde rappresenta un risveglio, quasi una rinascita.
In altre parole, il libro ha funzionato.
Susan è pronta a riaprire una porta che aveva chiuso anni prima.
Ma Edward non arriva.
La sedia vuota è la vera ultima pagina del romanzo
Susan aspetta. Ordina da bere. Continua a guardare verso l’ingresso. Il tempo passa e lentamente il ristorante si svuota.
Edward non si presenterà mai.
Ed è qui che la vendetta diventa devastante proprio perché non ha bisogno di un confronto finale. Nessun monologo, nessuna spiegazione, nessuna scena in cui Edward possa dirle che cosa gli ha fatto.
Glielo ha già detto attraverso il libro.
Prima l’ha costretta a rivivere metaforicamente il dolore che gli aveva provocato. Poi le ha fatto riscoprire l’uomo che aveva abbandonato. Infine, proprio quando Susan sembra desiderare nuovamente qualcosa da lui, Edward le restituisce ciò che aveva ricevuto anni prima: l’abbandono.
Ed è forse questa la parte più feroce di Animali notturni: Susan non viene punita quando è ancora emotivamente distante. Viene lasciata sola esattamente quando il film ci mostra che qualcosa dentro di lei è tornato vivo.
Tom Ford non ha quindi bisogno di mostrarci Edward nell’ultima scena. Anzi, il fatto che Jake Gyllenhaal non compaia è precisamente ciò che rende la sua presenza così potente.
Per quasi due ore pensiamo di assistere alla storia della vendetta di Tony contro gli uomini che gli hanno distrutto la famiglia. Solo alla fine comprendiamo che, fuori dalle pagine del romanzo, un’altra vendetta era già in corso.
E per portarla a termine Edward aveva bisogno di una sola cosa: che Susan arrivasse fino all’ultima pagina.
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La vendetta di Edward funziona proprio perché lui non è presente



