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Voto: 7/10 Titolo originale: Arrival , uscita: 10-11-2016. Budget: $47,000,000. Regista: Denis Villeneuve.

Arrival (2016): la recensione del film di Denis Villeneuve

03/01/2017 recensione film di Teresa Scarale

Amy Adams è l'impeccabile protagonista di una pellicola che riesce a rendere credibile l’incredibile e a indagare l'umano come poche altre opere, anche non sci-fi

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La giostra della vita nel cerchio del tempo. In una notte buia e solitaria, la professoressa Louise Banks (Amy Adams) viene prelevata d’urgenza dalla sua elegante abitazione. Il rombo assordante di un elicottero militare spazza via i suoi pensieri e la conduce lontano per una missione altamente rischiosa e strettamente riservata. Perché lei?

La donna è una luminare mondiale della linguistica e le sue competenze vengono considerate idonee per far fronte ad un’emergenza che la Terra non ha mai vissuto prima: l’apparire improvviso e ingombrante di dodici oggetti volanti non identificati in vari punti sparsi per i continenti.

locandina-arrivalNegli Stati Uniti, le onde radio dell’accampamento militare sorto nei pressi della gigantesca amigdala nera sospesa sui campi sono riuscite a catturare suoni inarticolati da essa provenienti.

Tentare di decifrarli e stabilire una qualche forma di comunicazione con le entità che li hanno generati appare l’unico modo per capire che cosa queste vogliano dal genere umano, il quale dal canto suo non perde l’occasione per sfoderare tutto il suo retropensiero colonizzatore e la sua indole belligerante: la reazione delle potenze mondiali all’Arrivo è infatti di spavento, tensione e chiusura, persino nei confronti delle altre nazioni.

Il ruolo di Louise sarà dunque quello di coordinarsi con il fisico Ian Donnelly (Jeremy Renner) nella conduzione del team che dovrà tradurre il linguaggio delle creature a bordo degli “oggetti”.

Quello che potrebbe essere un comune film di fantascienza senza infamia e senza lode è dalla regia di Denis Villeneuve reso esistenziale, commovente, ecumenico.

Il sottile misticismo che pervade Arrival crea nello spettatore una leggera tensione che lo tiene avvinto e partecipe per l’intera sua durata. La pellicola è potente e riesce a indagare sull’umano più di tanta pretenziosa cinematografia non di genere, arrivando a trasformarsi in uno sguardo perforante sul significato più vero della vita.

Il Contatto arriva a toccare i recessi dell’Io della tormentata Louise, e mentre ne lenisce il dolore, anche lo spettatore ne è cullato. Ma la vera forza di Arrival sta nella sua totale e assoluta credibilità. “Rende credibile l’incredibile”; con questa motivazione la pellicola ha infatti già vinto il primo premio al Future Film Festival; a questo riconoscimento ne hanno fatto seguito molti altri, fra cui le nomination ai Golden Globe per la Migliore attrice protagonista alla Adams e per la migliore colonna sonora a Jόhann Jόhannsson.

Di seguito il trailer ufficiale italiano di Arrival, nei nostri cinema dal 19 gennaio:

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