Home » Cinema » Horror & Thriller » Resident Evil, 108 milioni in 3 giorni: i 5 motivi per cui Zach Cregger ha fatto centro

Titolo originale: Resident Evil , uscita: 16-09-2026. Budget: $75,000,000. Regista: Zach Cregger.

Resident Evil, 108 milioni in 3 giorni: i 5 motivi per cui Zach Cregger ha fatto centro

21/09/2026 news di Stella Delmattino

Il regista di Barbarian e Weapons riporta Raccoon City in cima al box office, superando in un weekend gli incassi complessivi del primo film del 2002. Ma cosa ha reso questo reboot così diverso dai precedenti?

Austin Abrams in Resident Evil (2026) film

Ci sono voluti ventiquattro anni e diversi tentativi di rilancio, ma Resident Evil è tornato a conquistare il box office americano. Il nuovo film diretto da Zach Cregger ha incassato, secondo le stime del primo weekend, 108,3 milioni di dollari nel mondo in appena tre giorni, superando già l’intero risultato cinematografico del capitolo originale del 2002, fermatosi a circa 103 milioni.

Di questi, ben 60 milioni arrivano da Stati Uniti e Canada, contro i 48,3 milioni raccolti nei mercati internazionali. È il miglior debutto nella storia della saga e un risultato nettamente superiore alle previsioni, che indicavano un’apertura nordamericana compresa tra 40 e 50 milioni di dollari.

Ma come ha fatto una serie cinematografica che sembrava aver perso slancio a ritrovare improvvisamente il pubblico? Il richiamo dei videogiochi Capcom è soltanto una parte della risposta. Ci sono almeno cinque fattori che aiutano a spiegare il successo di questo nuovo Resident Evil.

1. Piace alla critica e al pubblico: una rarità per Resident Evil

Per una volta, le recensioni sono dalla parte di Resident Evil. Il reboot di Cregger ha raggiunto il 95% di giudizi positivi della critica su Rotten Tomatoes, accompagnato da un 91% di gradimento del pubblico verificato. Numeri che lo distinguono nettamente dai precedenti adattamenti cinematografici della saga.

Il film ha inoltre ottenuto un B+ nelle rilevazioni CinemaScore, un risultato incoraggiante per un horror vietato ai minori non accompagnati negli Stati Uniti.

Le recensioni hanno apprezzato soprattutto il ritmo serrato, la violenza splatter e l’umorismo nero, oltre alla capacità di ricreare le sensazioni di una partita al videogioco. Il protagonista non è un eroe invincibile, ma un uomo qualunque costretto ad attraversare un incubo nel quale ogni incontro potrebbe essere l’ultimo.

Austin Abrams in Resident Evil (2026) creggerUn’accoglienza del genere non garantisce automaticamente una lunga permanenza in classifica, ma potrebbe favorire il passaparola e convincere anche gli spettatori che non hanno mai impugnato un controller.

2. Il record americano che cambia la storia della saga

Il dato più interessante riguarda il mercato nordamericano. I precedenti film di Resident Evil avevano costruito gran parte della propria fortuna all’estero, mentre negli Stati Uniti gli incassi erano rimasti relativamente contenuti.

Basti pensare a Resident Evil: The Final Chapter, che aveva raccolto oltre 300 milioni di dollari nel mondo, ma meno di 27 milioni tra Stati Uniti e Canada.

Il nuovo capitolo ha invece incassato 60 milioni nel solo weekend inaugurale nordamericano, più del doppio del precedente record d’apertura della saga, stabilito da Resident Evil: Afterlife nel 2010 con 26,6 milioni.

Non solo: in tre giorni ha quasi eguagliato l’intero incasso americano di Afterlife, che aveva concluso la propria distribuzione a quota 60,1 milioni.

Il confronto con il reboot del 2021 è ancora più eloquente. Resident Evil: Welcome to Raccoon City aveva raccolto circa 42 milioni di dollari in tutto il mondo. Il film di Cregger ha più che raddoppiato quella cifra nel suo primo fine settimana.

Con un budget produttivo di circa 75 milioni di dollari, escluse le spese di marketing, la redditività definitiva resta ancora da verificare. Ma per Sony Pictures e Constantin Film è una partenza che cambia sensibilmente le prospettive commerciali del franchise.

3. Sony ha trovato il momento giusto per farlo uscire

Anche il calendario ha contribuito a creare condizioni favorevoli. Sony ha distribuito Resident Evil negli Stati Uniti il 18 settembre, in un fine settimana relativamente libero da nuove uscite di grande richiamo rivolte allo stesso pubblico.

Il film ha così conquistato il primo posto al box office, lasciandosi alle spalle Practical Magic 2, secondo con circa 12 milioni di dollari nel suo secondo weekend.

La scelta permette inoltre al reboot di anticipare la stagione di Halloween, tradizionalmente favorevole al cinema horror, senza dover affrontare immediatamente tutti i titoli di genere previsti per ottobre.

Non è una strategia inedita. Nel 2017 anche It aveva dimostrato quanto settembre potesse rivelarsi redditizio per un horror capace di trasformare la propria uscita in un evento.

Naturalmente, una data favorevole non basta a spiegare 60 milioni di dollari d’incasso. Ma ha offerto a Resident Evil lo spazio necessario per attirare l’attenzione senza una concorrenza diretta particolarmente agguerrita.

4. Resident Evil compie 30 anni, ma continua ad attirare pubblico

Il primo Resident Evil uscì nel 1996. Trent’anni dopo, il marchio Capcom resta uno dei più riconoscibili nella storia dei videogiochi, grazie a una serie che ha saputo attraversare generazioni di console, remake e nuovi capitoli.

Anche gli adattamenti cinematografici hanno contribuito ad ampliare il pubblico del franchise. I sei film interpretati da Milla Jovovich hanno incassato complessivamente oltre un miliardo di dollari nel mondo, costruendo una propria identità anche lontano dalle trame dei videogiochi.

Il rapporto tra Resident Evil e il cinema, tuttavia, si era complicato negli ultimi anni. Dopo i risultati modesti di Welcome to Raccoon City, anche la serie televisiva Netflix del 2022 era stata cancellata dopo una sola stagione.

Cregger ha scelto di non ripartire da Leon Kennedy, Claire Redfield o dagli altri personaggi più celebri. Il protagonista è Bryan, interpretato da Austin Abrams, un corriere medico che, durante una consegna, finisce nel mezzo di un’epidemia a Raccoon City e si ritrova a lottare per sopravvivere.

resident evil reboot 2026 cregger umbrellaUna storia autonoma che sfrutta l’universo dei videogiochi senza richiedere allo spettatore di conoscere trent’anni di mitologia. La scelta ha suscitato discussioni tra i fan più affezionati, ma potrebbe aver contribuito a rendere il film accessibile anche a un pubblico nuovo.

5. Zach Cregger è diventato un richiamo per gli appassionati dell’horror

C’è infine un elemento che distingue questo reboot dai precedenti: il nome del regista.

Nel 2022 Zach Cregger aveva sorpreso il pubblico con Barbarian, un horror costato meno di 5 milioni di dollari e capace di incassarne oltre 46 milioni nel mondo. Tre anni dopo, Weapons aveva superato i 270 milioni, consolidando la sua reputazione e conquistando anche un Oscar grazie all’interpretazione di Amy Madigan.

Il successo dei due film ha contribuito a rendere Cregger riconoscibile agli appassionati del genere, trasformando la sua presenza dietro la macchina da presa in un ulteriore motivo d’interesse per il nuovo Resident Evil.

La cosa curiosa è che il regista ha dichiarato di non aver mai visto i precedenti adattamenti cinematografici della saga, pur essendo un grande appassionato dei videogiochi.

Come ha spiegato in un’intervista al Guardian, il suo obiettivo non era riprodurre una trama già conosciuta, ma restituire l’esperienza del giocatore: attraversare ambienti ostili, cercare risorse, affrontare creature imprevedibili e avanzare senza sapere cosa si nasconda dietro l’angolo successivo.

È proprio questo approccio a distinguere la sua versione: invece di limitarsi a trasferire sullo schermo personaggi e situazioni familiari, Cregger ha cercato di tradurre in linguaggio cinematografico la vulnerabilità e la tensione tipiche del survival horror.

Il risultato è il miglior debutto della sua carriera, superiore anche ai 43,5 milioni raccolti da Weapons nel primo weekend americano.

Per sapere se Resident Evil riuscirà a superare anche il primato mondiale di The Final Chapter, che aveva incassato oltre 300 milioni di dollari, bisognerà attendere le prossime settimane.

Intanto, dopo anni di tentativi di rilancio, Raccoon City è tornata al centro dell’attenzione. E questa volta, almeno a giudicare dai numeri del debutto, il pubblico ha risposto presente.

Coleman Reese film Il cavaliere oscuro (2008)
Horror & Thriller

Batman e Joker in guerra, ma il protagonista è un farmacista: l’horror mai girato che ha cambiato la carriera di Zach Cregger

di Stella Delmattino

Prima di Barbarian, il regista aveva scritto una storia ambientata a Gotham City, raccontata attraverso gli occhi di un cittadino qualunque. Quel progetto irrealizzato gli avrebbe restituito la voglia di fare cinema

Lady Dimitrescu resident evil village
Horror & Thriller

Zach Cregger ha scelto la sua Lady Dimitrescu ideale: è una delle star di Mad Men

di Stella Delmattino

Il regista di Resident Evil ha indicato l’attrice che sceglierebbe per interpretare la gigantesca antagonista di Resident Evil Village. Ma non si tratta di un annuncio di casting.

Apocalypse Z New World film horror prime 2026
Horror & Thriller

Apocalypse Z: New World, il teaser del sequel zombie: le Canarie sono l’ultimo rifugio d’Europa, ma l’incubo ricomincia

di Stella Delmattino

Il regista Carles Torrens torna nell’universo creato da Manel Loureiro: una missione sulla terraferma mette i sopravvissuti di fronte a orde di infetti e a una scelta impossibile

slayground film horror saulnier
Horror & Thriller

Slayground, il teaser del nuovo horror A24 sembra mostrare un’attrazione infestata. Ma il film potrebbe essere tutt’altro

di Stella Delmattino

Il regista di Green Room e Rebel Ridge torna con un film ambientato durante Halloween. Le prime immagini mostrano una casa degli orrori, ma al centro della storia ci sarebbe un sospettato di strage in fuga