Titolo originale: Resident Evil , uscita: 16-09-2026. Budget: $75,000,000. Regista: Zach Cregger.
Resident Evil, il finale originale era ancora più crudele: «Gli spettatori dicevano: ormai è finita»
22/09/2026 news di Stella Delmattino
Zach Cregger racconta come una modifica al montaggio abbia permesso di mantenere viva fino all’ultimo la speranza di salvare Bryan

Il finale di Resident Evil avrebbe potuto essere ancora più spietato. Zach Cregger ha rivelato di aver modificato l’epilogo del film durante il montaggio dopo essersi accorto che, nella versione originale, gli spettatori smettevano troppo presto di sperare nella salvezza del protagonista. A risolvere il problema è stata una breve inquadratura che il regista aveva girato per precauzione.
Attenzione: seguono spoiler sul finale di Resident Evil.
Nel film, Bryan (Austin Abrams) viene morso da una creatura infetta e raggiunge il laboratorio della Umbrella Corporation nella disperata speranza di ottenere una cura per il virus. La situazione precipita quando comincia a trasformarsi in un mostro e si scaglia contro gli scienziati. Nel montaggio arrivato al cinema, però, una siringa contenente la cura rimane in gioco fino agli ultimi istanti: Bryan potrebbe ancora salvarsi, prima che la sua trasformazione si completi.
Resident Evil: che cosa succedeva nel finale originale?
In un’intervista a Collider, Cregger ha spiegato che nella prima versione la siringa si rompeva molto prima, eliminando immediatamente ogni possibilità di salvezza:
«Uno degli errori che ho commesso all’inizio è stato non concentrarmi sul bisogno di Bryan di ottenere la cura per il virus T. Così abbiamo riorganizzato la successione degli eventi. […] In origine, nella sceneggiatura, quello scienziato tirava fuori la siringa e, non appena Austin afferrava il volto della donna, lui la lasciava cadere e questa si frantumava. Da quel momento in poi, il resto del film mostrava soltanto Austin che uccideva gli scienziati, e gli spettatori delle proiezioni di prova reagivano dicendo: “No, ormai è finita”».
Il problema, dunque, non era rendere meno tragico il destino di Bryan. Distruggendo subito la cura, il film privava il pubblico di qualsiasi ragione per sperare che il protagonista riuscisse a sopravvivere. La parte conclusiva diventava semplicemente una sequenza di uccisioni.
Per fortuna, Cregger aveva già girato un’inquadratura alternativa: uno scienziato che ripone la siringa in tasca anziché lasciarla cadere. Una scelta apparentemente insignificante, che si è rivelata decisiva durante il montaggio.
«Grazie al cielo l’avevo girata come precauzione. Era una specie di piano B. Ho ripreso quella scena dello scienziato che si mette la siringa in tasca soltanto perché avevo una sensazione. Mi dicevo: “Ho l’impressione che mi servirà”».
Il regista ha raccontato di aver previsto anche un’altra ripresa alternativa durante la lavorazione a Praga, proprio per conservare la possibilità di riorganizzare il finale:
«Così siamo riusciti a costruire una nuova sequenza finale. Avevo girato anche una versione alternativa in cui lui tenta di conficcare la siringa, mentre stavamo lavorando a Praga, pensando semplicemente: “Se dovesse servirmi, è meglio averla”. E grazie al cielo, perché è proprio quello che abbiamo finito per utilizzare. Mantiene alta la posta in gioco fino alla fine. È come se dicessi: “Salvatelo, salvatelo”, mentre prima era soltanto: “Uccideteli”, immagino. “Uccideteli tutti?”. Non lo so».
Nel finale definitivo, la siringa cade dall’alto del Raccoon General Hospital soltanto quando Bryan sta ormai completando la trasformazione. Il suo destino rimane terribile, ma la possibilità di salvarlo accompagna lo spettatore quasi fino all’ultima inquadratura.
È questa la differenza tra i due finali: non cambia tanto ciò che accade a Bryan, quanto il momento in cui il pubblico perde ogni speranza per lui.
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