Home » Cinema » Horror & Thriller » Resident Evil, Zach Cregger: «Sì, ci sono neve e iPhone. Credo che il mio film sia migliore così»

Titolo originale: Resident Evil , uscita: 16-09-2026. Budget: $80,000,000. Regista: Zach Cregger.

Resident Evil, Zach Cregger: «Sì, ci sono neve e iPhone. Credo che il mio film sia migliore così»

24/07/2026 news di Stella Delmattino

Il regista ha spiegato perché il nuovo adattamento si prenderà diverse libertà rispetto ai videogiochi, chiarendo anche cosa considera davvero irrinunciabile nello spirito di Resident Evil

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Il primo trailer del nuovo Resident Evil diretto da Zach Cregger ha acceso immediatamente il dibattito tra i fan della saga. A far discutere sono stati soprattutto due dettagli: la neve che ricopre Raccoon City e la presenza di un iPhone nelle mani del protagonista.

Entrambi sembrano entrare in conflitto con la cronologia dei videogiochi. Resident Evil 2 è infatti ambientato alla fine di settembre del 1998, rendendo difficile giustificare tanto un paesaggio invernale quanto uno smartphone arrivato sul mercato quasi dieci anni più tardi.

Intervenendo al San Diego Comic-Con, Cregger ha chiarito di essersi allontanato consapevolmente dal materiale originale per costruire una storia autonoma, ambientata nel presente.

«La storia è ambientata nella neve nel 2026. Ecco perché il protagonista ha un iPhone. Mi sono preso alcune libertà per raccontare la storia che volevo e dare al film l’aspetto che avevo in mente.»

Non sarà una trasposizione fedele di Resident Evil 2

Il regista di Barbarian e Weapons ha ribadito di non avere mai voluto realizzare una trasposizione scena per scena del celebre capitolo di Capcom.

«Non sto facendo un adattamento uno a uno di Resident Evil 2. Ci sono differenze tra il film e il videogioco, e voglio riconoscerlo. Non credo che questo renda il film peggiore.»

Tra queste differenze rientra proprio l’ambientazione innevata, difesa da Cregger come una scelta prima di tutto estetica.

«Credo che un film horror ambientato nella neve sia davvero affascinante. Non se ne vedono abbastanza. È una scelta puramente estetica. Se il requisito era realizzare una copia perfetta del gioco, allora sotto questo aspetto ho fallito. Ma penso che il film sia migliore proprio grazie a questa scelta.»

Il film non ricostruirà quindi la Raccoon City del 1998, ma racconterà una vicenda parallela ambientata durante una nuova epidemia, con personaggi originali e una cronologia differente.

Cosa deve restare intatto per essere davvero Resident Evil

Le libertà narrative non significano però che Cregger voglia abbandonare l’identità della saga. Intervistato da Deadline, il regista ha spiegato quali siano gli elementi per lui irrinunciabili.

«Ci sono alcune cose che devono esserci. Prima di tutto il T-virus, la fonte di tutto il caos, sviluppato dalla Umbrella Corporation. Senza quello, per me, non è Resident Evil. Anche ambientare la storia a Raccoon City alla vigilia dell’epidemia era un modo per preparare il terreno.»

Più della fedeltà alla trama, tuttavia, Cregger considera fondamentali il tono e il ritmo dei videogiochi: una progressione lenta e inesorabile che trascina il protagonista sempre più in profondità nell’orrore.

«La cosa più importante per trasformarla in una storia di Resident Evil è il tono. È una lenta discesa sempre più in profondità nell’inferno. Nel primo atto il protagonista avanza nell’oscurità, poi, a un certo punto, corre per salvarsi la vita.»

Il regista ha anche voluto distinguere nettamente l’approccio del film da quello di un tradizionale action movie.

«Resident Evil è un survival horror, non un survival action. Il protagonista non è un duro che va in giro a prendere a calci gli zombie. Voglio costruire una paura più concreta, fondata su tensione, atmosfera e senso di vulnerabilità.»

È questa, secondo Cregger, la vera lettera d’amore ai giochi: non la riproduzione meccanica di personaggi, luoghi o avvenimenti, ma il tentativo di restituire allo spettatore la stessa sensazione di pericolo costante.

Perché non ci saranno Leon, Wesker o gli altri personaggi storici

La volontà di rispettare l’esperienza dei videogiochi spiega anche un’altra scelta precisa: il film non utilizzerà i protagonisti più celebri della saga.

Cregger ha dichiarato di avere escluso intenzionalmente personaggi come Leon S. Kennedy, Albert Wesker o Lady Dimitrescu, evitando di proporne nuove versioni cinematografiche.

«Non volevo inserire nel film i personaggi dei giochi, perché non voglio appropriarmi di ciò che i videogiochi fanno già così bene. È come quando adattano il tuo libro preferito e scelgono un attore che non ti convince: può fare male.»

Il regista ha quindi spiegato di voler celebrare il franchise senza pretendere di sostituirsi al canone costruito da Capcom.

«Amo quei giochi. Voglio creare qualcosa che gli altri appassionati possano riconoscere come Resident Evil, ma non credo di poter rappresentare un personaggio come Leon meglio di quanto abbiano già fatto i videogiochi.»

Una reinterpretazione fedele all’esperienza, non alla cronologia

Le dichiarazioni di Zach Cregger chiariscono definitivamente la direzione del progetto. Il nuovo Resident Evil non sarà una ricostruzione fedele del secondo videogioco, né riproporrà i suoi protagonisti più iconici.

Neve, iPhone, ambientazione contemporanea e nuovi personaggi fanno parte di una precisa visione autoriale. A rimanere intatti saranno invece il T-virus, la Umbrella Corporation, Raccoon City e soprattutto quella progressione dalla cautela alla fuga disperata che definisce il survival horror della saga.

Cregger non vuole quindi adattare Resident Evil 2: vuole ricreare la sensazione di giocare a Resident Evil. La riuscita del film dipenderà proprio dalla capacità di preservare tensione, vulnerabilità e atmosfera anche dopo aver modificato la cronologia e il canone.

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