Home » Cinema » Sci-Fi & Fantasy » La recensione concisa: Sfera di Barry Levinson (1998)

Voto: 4/10 Titolo originale: Sphere , uscita: 13-02-1998. Budget: $80,000,000. Regista: Barry Levinson.

La recensione concisa: Sfera di Barry Levinson (1998)

31/08/2020 recensione film di Marco Tedesco

Dustin Hoffman e Sharon Stone erano al centro di un modesto adattamento dell'omonimo romanzo fanta-psicanalitico di Michael Crichton

Dustin Hoffman film sfera

Arrivato nei cinema nel 1998, con un budget di circa 80 milioni di dollari (ne avrebbe incassati appena 73 globalmente), Sfera (Sphere) di Barry Levinson, ottavo ‘furto’ di Hollywood alla fanta-letteratura dello scrittore Michael Crichton, ci insegna che la salvezza sta nel dimenticare.

Questo almeno vale per gli scienziati che, accompagnati dalla musica di Mozart, s’inabissano nell’Oceano Pacifico per studiare uno strano veicolo spaziale che nasconde al suo interno una ancor più misteriosa sfera di metallo liquido, dorato effetto virtual-digitale. La quale, con logica matematica computerizzata, parla e minaccia, materializzando i loro incubi, nevrosi e paure.

sfera film 1998Il trucchetto è tutto qui: allestire un set claustrofobico e realistico con vasto corredo di citazioni: la sfera come il parallelepipedo di 2001: Odissea nello Spazio; la voce come in Incontri ravvicinati del terzo tipo o Contact; l’entità è una ‘cosa alla Howard Hawks / John Carpenter, ma anche un Alien(o), oltre che a 20.000 leghe sotto i mari, pubblicamente sfogliato.

Sfera non è un guscio vuoto, ma certo non è il tipo di film più ‘adatto’ a un autore come Barry Levinson, qui anche sceneggiatore, né per il suo fidato Dustin Hoffman, che avrebbero contemporaneamente girato assieme (a causa di una ‘pausa’, voluta dalla produzione per riorganizzare idee e quantità di denaro da investire nell’adattamento) la dark comedy Sesso & potere.

La ‘cosa’ sottomarina promette misteri che non si realizzano, aizzando una catena nevrotica collettiva che arriva, dopo ben 133 minuti, a una ovvia conclusione. Il materiale fantasy originario si riduce a corse nei cunicoli, con virtuosismi fotografici (opera di Adam Greenberg).

Manca però la suspense, la storia si attorciglia su se stessa e gli attori, con 70 chili di attrezzature da sub addosso, si sbranano in un processo a porte chiuse: Hoffman coi suoi tic; Samuel L. Jackson, Peter Coyote e Liev Schreiber aspettano il peggio e la migliore del mazzo è, alla fine, la biologa Sharon Stone.

Barry Levinson, già premio Oscar per Rain Man – L’uomo della pioggia, cerca, con le didascalie, un incrocio di stili che gli sfugge, nonostante la poderosa sceneggiatura e i riflessi della bellissima sfera col principio vitale dell’umanità. Ma, poco alla volta, il dramma da camera suboceanico inizia a fare acqua (!), sconfinando nel ridicolo freudiano tra meduse, serpenti di mare e calamari giganti, affrontando troppi temi psico-teologici e filosofici senza che l’avventura extra temporale provochi veri sobbalzi (siamo pure in un PG-13).

Neppure nel problema più bello e disatteso, il rapporto creativo col nostro cervello, giunto stremato a fine visione.

Di seguito una scena clou di Sfera:

Mel Brooks e Rick Moranis in Balle spaziali (1987)
Sci-Fi & Fantasy

Balle Spaziali 2: Rick Moranis rivela perché è tornato e come il sequel sfiorò la realizzazione nel 1989

di Stella Delmattino

Dopo quasi trent'anni lontano dal grande schermo, l'attore racconta cosa lo ha convinto a tornare nei panni di Lord Casco e ripercorre la lunga storia del sequel di Mel Brooks

Emilia Clarke in Il Trono di Spade
Sci-Fi & Fantasy

Prima dei grandi draghi di Il Trono di Spade e House of the Dragon, c’era questo film fantasy sottovalutato

di Andrea Palazzolo

Analisi del film che ha ucciso una potenziale saga fantasy. Cosa è andato storto nel film con e perché Disney sta preparando un reboot.

Jack Nicholson in Shining (1980) kubrick
Azione & Avventura

Meglio un adattamento fedele o libero? Perché giudichiamo film e serie con il metro sbagliato

di William Maga

Da Shining a One Piece, da Watchmen a The Last of Us: la storia del cinema e della televisione mostra che copiare la fonte non basta. Ma anche tradirla senza comprenderla può essere fatale

Joaquin Phoenix in Joker Folie à Deux (2024) film
Azione & Avventura

Perché Hollywood non porta più i blockbuster a Cannes e Venezia: le 7 ragioni

di William Maga

Per anni i due Festival sono stati il palcoscenico privilegiato delle grandi produzioni americane. Oggi quel rapporto sta cambiando. Perché?